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Blitz al canile di Monte Contessa e il futuro del benessere animale a Genova. Ne parliamo con la consigliera Francesca Ghio

Per capire meglio cosa è accaduto nel canile municipale e approfondire la scelta di istituire un Garante del Benessere animale nel capoluogo ligure, abbiamo posto le nostre domande alla consigliera delegata alla Tutela e al benessere degli animali.

Lo scorso giugno i carabinieri del nucleo CITES di Genova hanno effettuato un blitz nel canile municipale di Monte Contessa, a Genova. Attualmente le indagini sono in corso, ma le informazioni trapelate negli articoli di cronaca (https://genova.repubblica.it/cronaca/2026/06/18/news/blitz_dei_carabinieri_al_canile_monte_contessa_gianni_pastorino_la_politica_si_interessi-425418896/ ) fanno emergere condizioni critiche e di forte sovraffollamento nella struttura che, secondo i dati riportati, ospitava 66 gatti e 145 cani, la maggioranza dei quali con problemi comportamentali. Poche settimane dopo, il Consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità la proposta di istituire il Garante per la Tutela e il benessere degli animali. Per capire meglio cosa è accaduto nel canile di Monte Contessa e quale sarà il futuro del benessere animale a Genova, abbiamo parlato con Francesca Ghio, consigliera delegata alla Tutela e al benessere degli animali.

Cosa è accaduto al canile di Monte Contessa? Qual era la situazione pregressa e come ci si è arrivati?

Ci sono delle indagini in corso, quindi le informazioni che posso dare sono limitate. La delega politica al benessere degli animali è legata fortemente alla gestione del bando per l’affidamento del canile municipale, che conosco da diversi anni e che in passato, politicamente, avevo anche attaccato duramente.

In gran parte dei casi, i cani che sono nel canile provengono da sequestri penalisequestri amministrativi, da persone che vengono ricoverate in ospedale o che vengono a mancare. Siamo perciò davanti al risultato sia di responsabilità e scelte personali, sia di possibilità e condizioni di vita. C’è da analizzare anche la presenza di alcune razze di cani vendute senza che ci sia una conoscenza e una presa di coscienza di quello che poi è il comportamento proprio della razza. Questo fa sì che, nel canile municipale di Genova, la maggior parte dei cani sia costituita damolossoidi, pastori, alcuni classificati come morsicatori.

Quindi, ad oggi, il canile municipale si trova a essere quella struttura che deve per legge accogliere gli animali ritrovati sul territorio, sequestrati e provenienti da altri comuni che non hanno un loro canile. Il sovraffollamento è causato anche dalla difficoltà di far adottare cani classificati come morsicatori, seppure inseriti in percorsi di riabilitazione.

Gli spazi che sono stati progettati per accogliere uno, due cani, da anni si trovano a ospitare più animali, l’unica soluzione che il gestore ha trovato, non potendo rifiutare nuovi ingressi. Al canile si aggiunge il gattile sanitario: sono diverse decine di gatti, con FIV, FeLV o altre patologie, alcuni recuperati dopo investimenti. Tutto questo in una struttura lontana dalla città e difficilmente raggiungibile poiché i mezzi pubblici sono assenti.

Come si sta pensando di intervenire?

Una proposta politica era stata, nel passato, quella dell’ampliamento del canile. La stiamo vagliando dal punto di vista tecnico-amministrativo e politico, ma non vorremmo rischiare di alimentare così il numero di ingressi e ritrovarci tra qualche anno nella stessa situazione, però con numeri molto più alti.

Ciò che è stato fatto in quest’anno, in cui ho la delega politica, è andare a studiare tutte le problematiche, insieme a quella del sovraffollamento, con l’associazione U.N.A. che gestisce il canile da circa 10-15 anni. È la prima volta che il gestore si trova in una posizione di dialogo con l’amministrazione e di volontà di risolvere i problemi, per cui si è instaurata una comunicazione molto proficua. Sono state coinvolte altre associazioni che io rispetto moltissimo ma, nel mio ruolo di amministratrice pubblica e titolare di questa delega, il rapporto primario è ovviamente quello con il gestore, a cui tocca seguire l’ordinarietà e la straordinarietà.

Stiamo lavorando su più fronti. Per poter rendere più facilmente raggiungibile il canile e agevolare gli operatori e i volontari, stiamo cercando di mettere a disposizione una navetta, nonostante l’azienda pubblica di trasporti locali adesso sia in crisi.

Stiamo prendendo in carico la parte del gattile. Il gattile di Genova è stato chiuso molti anni fa e,ad oggi, si poggia sul canile municipale di Monte Contessa. Stiamo studiando delle soluzioni. Una possibilità è San Martino, l’ex stabulario, quindi una riconversione etica: lì si sta pensando di allestire una struttura che possa ospitare i gatti e che, avvicinandoli alla città, renda più facili le adozioni. Si sta ragionando sulla dislocazione dei gatti malati in un’altra struttura all’aperto, che possa garantire loro comunque una vita felice.

Per il sovraffollamento dei cani si sta pensando di ampliare gli accordi con altre strutture. Ad oggi abbiamo una struttura convenzionata con il Comune di Genova, il canile privato di Monte Gazzo.

La situazione e le condizioni di lavoro dell’associazione che sta gestendo il canile sembranomolto complesse.

Faccio un ragionamento più ampio perché, nella mia posizione, sarebbe molto semplice dare la responsabilità al gestore, ma non è quello che a me interessa, perché quando ho preso questa delega l’impegno era proprio quello di andare a capire, decostruire, prendere singolarmente i problemi per poi risolverli. Sarebbe sciocco non vedere la pesantezza di una situazione che, invece di essere alleggerita, è sempre più sovraccarica: i dati sono stati monitorati e non si può dire che il gestore non lavori sia sul piano rieducativo, sia su quello delle adozioni. I cani escono, ma ne entrano troppi. Quelli che vanno via sono quelli adottabili, mentre continuano a entrare cani per cui trovare una famiglia è complicato.

È molto difficile affrontare in un modo serio il dibattito sul canile, è faticoso trovare delle soluzionia tutti questi problemi ed è molto più facile, invece, puntare il dito verso un singolo colpevole. Io mi chiedo se questa si possa chiamare responsabilità politica: ci proponiamo per gestire il pubblico e poi, nel momento di difficoltà, scarichiamo il barile. Credo che la situazione a cui si è arrivati abbia come unica responsabilità quella istituzionale, politica, di un ente che avrebbe dovuto essere di controllo e che, invece, ha permesso che un gestore arrivasse al limite e oltre.

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C’è da capire e avere la pazienza di guardare tutti i problemi che hanno portato alla condizione odierna perché, se non si fa questo esercizio, allora parliamo del nulla. Per ogni singolo problema bisogna mettersi lì e capire quali soluzioni sono percorribili.

Vi state dedicando anche all’educazione, alla sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche del benessere animale, nello specifico su quello dei cani?

Esiste una campagna di comunicazione. Il primo lancio è stato fatto nel 2025 e ora ci sarà quellodel 2026. Si sviluppa su due filoni diversi: da una parte incentivare l’adozione dal canile e non l’acquisto degli animali, un posizionamento molto forte per un ente pubblico, dall’altra educare cittadine e cittadini alla gestione di un cane e alla responsabilità che questo comporta.

Un altro progetto che si sta studiando, importato da altri paesi, è di dedicare in tutte le manifestazioni pubbliche una “passerella” per i cani del canile, per dare loro visibilità in contesti sicuri.

In un suo intervento ha parlato di una legge regionale sulla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo obsoleta.

Sì, è la legge regionale 23/2000, che avrebbe bisogno di un aggiornamento. Crea molte difficoltà al Comune di Genova e a tutti i comuni liguri perché alcuni articoli sono interpretabili. Ad esempio, sulla gestione delle sterilizzazioni dei gatti, sul pre- e post-degenza, sul carico che debba essere del comune oppure della sezione veterinaria dell’ASL. Su questo tema ci stiamo attivando, cercando la massima collaborazione con l’ASL per tentare di occuparci noi del luogo, delle utenze e avere dall’altra parte il supporto veterinario. Tra l’altro aggiungo che sul progetto dello stabulario, che stiamo analizzando insieme ai tecnici, ci sarebbe anche la collaborazione dell’Università di Torino per la parte veterinaria, al fine di ricevere un supporto ulteriore, perché a Genova non abbiamo un dipartimento di medicina veterinaria. È partita anche lì un’interlocuzione.

È di poche settimane fa la notizia dellistituzione di un Garante del Benessere animale per il Comune di Genova. Il blitz al canile di Monte Contessa ha, in qualche modo, influenzato questa scelta?

No, è stata una narrazione un po’ strumentale. L’istituzione della figura del Garante — io sono all’interno del comune da quasi cinque anni — è stata ripresa più volte e, con il cambio di amministrazione, la questione è stata sospesa. I tempi politici possono essere molto lunghi, però c’è sempre stata la condivisione della proposta, che è stata accolta di comune accordo.Personalmente ho presentato undici emendamenti per rendere sostenibile questa figura, per far sìche sia di effettivo supporto e che possa esercitare le proprie mansioni. Il regolamento è stato, quindi, modificato. Sono contenta che sia stata raggiunta l’unanimità in tutta l’aulaun segnale di massima collaborazione. Il Garante del Benessere animale serve a prescindere dalla gestione del canile: ad esempio, abbiamo un grande bisogno di spiegare alla cittadinanza quali sono le responsabilità del Comune, quali quelle della Regione e così via. Infatti, a volte, ci chiamano per la gestione dei cinghiali oppure dei gabbiani, ma in questi casi non abbiamo le competenze per intervenire ed è bene che i cittadini lo sappiano. La comunicazione in questo ambito è un compito che gli uffici, che sono in sovraccarico, non riescono a gestire e un Garante potrebbe svolgere un ottimo lavoro. Si parla anche di mediazione tra le associazioni. Un altro dei compitidel Garante sarà, inoltre, quello di diffondere una cultura dell’educazione e del benessere animale.

C’è un aspetto del suo lavoro, dei problemi che sta affrontando, degli argomenti di cui abbiamo parlato, che desidera evidenziare?

Per esperienza più sociologica che politica, mi rendo conto che il mondo associativo in generale è sempre molto spaccato anche quando si combatte tutti per la stessa battaglia, che può essere, ad esempio, quella dell’ambiente. Ci si divide al suo interno in un numero di sottocategorie, ognunagiustamente con la propria indipendenza e individualità, però a volte mi sembra che si perda l’obiettivo collettivo, che è quello di lavorare insieme per risolvere un problema, ognuno occupandosi del proprio pezzo. Io vengo dal mondo dell’associazione, dei comitati, quindi parlo anche per vissuto personale.

Di questa divisione la politica un po’ si nutre per propaganda elettorale, perché poi suddivide per pacchetti i voti. Parlo in modo molto onesto, perché è la verità. Penso che una responsabilità della politica sia anche quella di non giocare su questa frammentazione, ma di unire il più possibile, quindi riportare l’impegno, il volontariato, le energie delle persone a un obiettivo più alto.Sicuramente devono essere dati gli strumenti per poterlo fare.

A me interessa risolvere le criticità presenti durante questo mandato, perché è un privilegio enorme poter ricoprire questa posizione. Per questo motivo, ora che ci sono, cerco di fare tutto quello che posso per lasciare a chi verrà dopo di me una situazione che non è quella che ho trovato. Questo,per me, è l’amore per la cosa pubblica.

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Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

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