Il fiocco giallo funziona in altri paesi? Lo abbiamo chiesto a Yellow Dog UK
Alison Gibson-Stark, amministratrice dell’organizzazione Yellow Dog UK che si occupa della promozione del fiocco giallo nel Regno Unito, ha risposto alle nostre domande.
Ci sono simboli universalmente riconosciuti, come quelli che compongono la segnaletica stradale. Ci sono oggetti che vengono accostati a una particolare iniziativa, ad esempio il nastro rosa ci ricorda la sensibilizzazione sulla prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori al seno e il nastro rosso l’impegno e la solidarietà verso i sieropositivi e le persone affette da AIDS.
Passando a segni e simboli meno noti, ma particolarmente importanti in determinati ambienti, troviamo il fiocco rosso sulla coda di un cavallo, avvertimento che quell’esemplare potrebbe calciare.
L’efficacia di segnali di questo tipo è tanto maggiore quanto è più ampio il pubblico che ne conosce il significato e utilizza questi codici.
Alcune settimane fa, qui su Dogsportal, è nata una discussione piuttosto accesa sul fiocco giallo per i cani.
Eva Oliversson, addestratrice e comportamentista canina, ha realizzato nel 2012 una campagna di diffusione di questo simbolo in Svezia per poi esserne promotrice a livello internazionale.
Il fiocco giallo indossato da un cane dovrebbe segnalare il suo bisogno di spazio e quindi invitare chiunque a non avvicinarsi troppo.
Un’iniziativa lodevole ma anche ambiziosa, considerando che è efficace solo nel momento in cui una grande maggioranza della popolazione ne è a conoscenza.
Ed è per questo motivo che una dose di scetticismo sull’argomento è lecita.
Abbiamo voluto approfondire il tema e capire se fuori dai nostri confini il fiocco giallo è diffuso e ha aiutato cani fragili (e compagni umani probabilmente molto stressati). Alison Gibson-Stark, amministratrice dell’organizzazione Yellow Dog UK che si occupa della promozione del fiocco giallo nel Regno Unito, ha risposto alle nostre domande.
Il movimento del fiocco giallo nel Regno Unito
Gibson-Stark ci spiega da subito che Yellow Dog UK è molto più di un semplice ente di beneficenza: è un movimento impegnato a promuovere la comprensione e il rispetto per i cani che hanno bisogno di spazio.
«Yellow Dog UK è un ente di beneficenza registrato dedicato alla sensibilizzazione sui cani che hanno bisogno di spazio. Non tutti i cani desiderano attenzione o interazione sociale; non tutti i cani sono come l’eccitabile Dalmata del tuo vicino o il Border Collie che vedi correre attraverso il parco. Alcuni cani possono essere sensibili, in fase di addestramento, o in ripresa da una malattia o da un intervento chirurgico, o semplicemente trovano il mondo spaventoso e preferiscono mantenere le distanze dagli altri».
L’organizzazione ha assunto e abbracciato così il ruolo di ambasciatrice nel Regno Unito del Gulahund Yellodog Project di Eva Oliversson.
«Con la visione di Eva in mente, abbiamo fondato Yellow Dog UK e lanciato la campagna nel novembre 2012 al Discover Dogs (https://www.thekennelclub.org.uk/discover-dogs/ ) [evento organizzato dal Kennel Club del Regno Unito in cui famiglie e specialisti hanno la possibilità di capire insieme quale possa essere la razza migliore per ogni adottante , N.d.A.]. È stata la prima volta che il giallo è stato utilizzato per interessare l’opinione pubblica ai cani sensibili. Da allora siamo cresciuti fino a diventare un movimento nazionale supportato dalla dedizione e dalla passione dei nostri sostenitori e sponsor. Lavoriamo come piattaforma per l’educazione, la difesa e il sostegno dei cani sensibili e dei loro proprietari e crediamo fermamente che a ogni cane, indipendentemente dalla sua storia o dai problemi comportamentali, dovrebbe essere dato lo spazio di cui ha bisogno e la possibilità di fiorire».
Le attività di Yellow Dog UK
La campagna di Yellow Dog UK è sostenuta economicamente da una serie di prodotti, tra cui giubbotti per cani, bandane, guinzagli, su cui è impresso il marchio registrato “I NEED SPACE” (in italiano “Ho bisogno di spazio”). Alison Gibson-Stark illustra: «Siamo uno dei principali sostenitori della proprietà responsabile dei cani e del benessere dei nostri amici a quattro zampe. In passato abbiamo esposto i nostri prodotti in eventi quali Crufts (https://crufts.org.uk/ ), Paws in the Park (https://www.pawsinthepark.net/ ), Discover Dogs e All About Dogs (https://www.allaboutdogsshow.co.uk/ ) e vendiamo i nostri articoli direttamente dal nostro sito web, Amazon, eBay ed Etsy».
Come per noi in Italia, l’augurio è che il fiocco giallo (o altri oggetti dello stesso colore) possano aiutare i cani e i loro compagni umani in situazioni quotidiane. Un cane può avere bisogno di spazio per numerosi motivi, tra cui:
- sensibilità o ansia in presenza di altri cani o persone;
- essere in fase di addestramento;
- essere in ripresa da una malattia, un infortunio o un intervento chirurgico, per cui si deve evitare attività troppo movimentate;
- essere anziano e non tollerare le interazioni energiche;
- reattività o aggressività nei confronti di altri cani o umani.
«Una delle principali preoccupazioni per molte persone che portano a spasso i propri cani al guinzaglio è il problema dei cani sciolti incontrollati che si avvicinano a loro. C’è la brigata “il mio cane è amichevole”, e poi ci sono gli sconosciuti che pretendono di conoscere il tuo cane meglio di te e lasciano che il loro cane corra verso il tuo. Il messaggio è che, se vedi un cane vestito di giallo, dovresti agganciare il guinzaglio al tuo cane e spostarlo di lato». La situazione descritta da Alison Gibson-Stark rende chiaro che il “Tranquillo, il mio è buono” è un problema internazionale.
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Ci sono dati?
Per capire se una campagna di sensibilizzazione sta realmente funzionando, se ci sono stati reali progressi nel corso degli anni, sarebbe importante avere a disposizione dei dati da confrontare. Abbiamo domandato a Gibson-Stark se posseggono informazioni che possano permetterci di comprendere l’andamento dell’iniziativa nel loro Paese: «Non disponiamo di dati, ma basta guardare su Amazon, eBay o Etsy per vedere l’esplosione di articoli gialli in vendita adesso. Siamo presenti su tutti i principali canali di vendita online e non appena ci siamo organizzati abbiamo avuto persone che copiavano i nostri articoli. Adesso è un business mondiale».

Educazione e promozione
Quando abbiamo contattato Yellow Dog UK, abbiamo subito esposto loro i dubbi riguardo questa iniziativa in Italia. Qui la cultura cinofila appartiene a gruppi ristretti e l’uso del nastro giallo non è diffuso quanto dovrebbe. C’è qualche Comune che tratta l’argomento sul proprio sito ufficiale, alcuni articoli di testate che vengono pubblicati periodicamente sull’argomento e una manciata di singole persone e associazioni che occasionalmente ne parlano. Nel Regno Unito il nastro giallo è effettivamente più diffuso? Cosa possiamo fare in Italia per promuovere in maniera efficace il suo utilizzo?
«Ci vorrà del tempo. — conferma Alison Gibson-Stark — Abbiamo lanciato Yellow Dog nel 2012 ma ci sono voluti alcuni anni, partecipazioni a mostre, articoli su giornali e riviste e interviste radiofoniche prima che iniziassimo a farci conoscere nel mondo cinofilo. Ci sono ancora molte persone nel Regno Unito che non sanno cosa significhi il giallo su un cane, ma è per questo che siamo qui».
Potremmo affermare, non senza un filo di provocazione, che ce ne sono ancora tantissime anche in Italia di persone che non conoscono il significato del fiocco giallo. Una soluzione costruttiva sarebbe realizzare eventi e attività di promozione su social media, blog e testate che siano più frequenti e capillari, proprio come è accaduto al fiocco rosa e a quello rosso di cui scrivevo all’inizio di questo articolo.
Saranno necessari anni, decenni, affinché il giallo su un cane possa essere riconosciuto come un segnale universale, ma ancora di più affinché le persone diventino sensibili verso gli individui particolarmente fragili.
In attesa di quel giorno, non ci resta che continuare a consigliare alle nostre lettrici e ai nostri lettori di informarsi, porsi domande e rispettare gli altri.
Se una compagna o un compagno umano di un cane in evidente difficoltà ci chiede di mettere il guinzaglio al nostro cane o di creare della distanza per poter proseguire la passeggiata più serenamente, cosa ci costa?
Siamo realmente diventati così egoisti e incivili?
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