Cane morto a Pizzo dopo lite in spiaggia, una vicenda ancora da chiarire
La segnalazione dei lettori, le verifiche sulle fonti locali e due ricostruzioni che non coincidono
Nei giorni scorsi diversi lettori ci hanno segnalato la notizia di un cane colpito con l’asta di un ombrellone su una spiaggia calabrese. Il racconto circolava già in forma molto semplificata, con titoli che parlavano di un animale ucciso a bastonate sotto gli ombrelloni. Prima di riprenderla abbiamo verificato su fonti locali, come facciamo sempre quando una vicenda arriva attraverso i social prima che attraverso le redazioni, e quello che emerge è un quadro serio ma tutt’altro che chiaro.
Il fatto si sarebbe verificato il 7 agosto su una spiaggia interna a un complesso condominiale di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. Al centro c’è la morte di uno schnauzer nano che viveva insieme a una famiglia di turisti tedeschi in vacanza sul posto. L’animale, trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria, avrebbe riportato lesioni molto serie e alcune fratture, con condizioni tali da non lasciare margini di recupero: si è resa necessaria l’eutanasia. Già su questo punto vale la pena fermarsi, perché parecchie riprese online hanno raccontato di un cane ucciso sul colpo, mentre la ricostruzione che risulta dalle cronache locali descrive un percorso diverso, fatto di trauma, tentativo di cura e infine decisione clinica.
Sulla dinamica, invece, esistono due versioni che non coincidono.
La versione contenuta nella denuncia
Chi viveva insieme al cane, un turista tedesco che ha presentato denuncia-esposto alle autorità e ha informato anche il proprio Consolato, riferisce di essersi trovato sulla spiaggia con la famiglia quando avrebbe visto un bambino correre seguito da un altro cane di piccola taglia. Il suo animale sarebbe corso in quella direzione. A quel punto sarebbe intervenuto un uomo che avrebbe impugnato l’asta di un ombrellone colpendo violentemente lo schnauzer alla testa. Nell’esposto viene precisato di non aver visto il proprio cane mordere né l’uomo né il bambino. Lo stesso turista riferisce di essere stato poi aggredito e fatto cadere a terra, con un accesso al Pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme dal quale, secondo quanto riportato nella nota delle associazioni, risulterebbero un trauma cranico non commotivo, un trauma all’orecchio sinistro e al ginocchio destro oltre a diverse escoriazioni.
La versione dell’altra parte
L’uomo indicato nella denuncia ha fornito pubblicamente una ricostruzione diversa. Sostiene di essere intervenuto per difendere il figlio di sei anni, che sarebbe stato inseguito e morso e che sarebbe a sua volta finito al Pronto soccorso, e afferma di aver usato il palo soltanto per allontanare l’animale, senza alcuna intenzione di ucciderlo. Nega inoltre la colluttazione con il turista.
Due racconti opposti, quindi, su un punto decisivo: se ci sia stata o meno un’aggressione da parte del cane e quale sia stata la reale dinamica dell’intervento con l’asta.
Le reazioni
Sulla vicenda sono intervenute con una nota congiunta le associazioni Oipa Vibo Valentia, Argo, Lav Vibo Valentia e Amore Randagio insieme all’Amministrazione comunale di Pizzo, rappresentata dall’assessore Marina Betrò. La posizione espressa è duplice: da un lato la richiesta che le responsabilità vengano accertate nelle sedi competenti, dall’altro la considerazione che non possa essere ritenuto accettabile arrivare a colpire un animale con un oggetto contundente fino a provocargli lesioni tali da rendere necessaria l’eutanasia, anche in una situazione di paura o concitazione. Associazioni e Comune hanno annunciato ogni iniziativa utile all’accertamento dei fatti, compresa la possibile costituzione di parte civile in un eventuale procedimento penale, sottolineando allo stesso tempo di non volere processi sommari né ricostruzioni fondate su supposizioni. È stato lanciato anche un appello a chiunque si trovasse sulla spiaggia in quei momenti, invitando eventuali testimoni o chi disponga di fotografie e filmati a mettere il materiale a disposizione delle autorità, con la possibilità di segnalare in forma riservata all’indirizzo vibovalentia@oipa.org.
Il punto di vista di Dogsportal
Abbiamo scelto di riportare questa vicenda solo dopo aver verificato le fonti locali, e la riportiamo per quello che è: una storia grave, dolorosa, sulla quale non esiste ancora una verità accertata. Il dispiacere per la morte di quel cane è immenso e non ha bisogno di essere argomentato, perché nessuna vacanza dovrebbe finire così, per nessuno degli umani coinvolti e tantomeno per l’animale che ci ha rimesso la vita. Quello che serve adesso, però, non è la ricostruzione più indignata, è quella più accurata.
Ci sono due racconti che si escludono a vicenda e ci sono due referti medici che raccontano ciascuno una parte di paura. Chi legge merita di saperlo, invece di ricevere un titolo che chiude la questione prima ancora che le autorità la aprano. Attendiamo gli accertamenti e torneremo sulla vicenda quando ci saranno elementi verificati.
Resta però una riflessione cinofila che possiamo fare oggi, perché non dipende da quale versione risulterà fondata. Le spiagge d’estate sono contesti densi, rumorosi, pieni di corse improvvise e di bambini che si muovono in modo imprevedibile: sono ambienti in cui un cane libero e un adulto spaventato possono incontrarsi nel modo peggiore in una manciata di secondi. Gestire il proprio cane in quei contesti, conoscerne le soglie e prevedere le situazioni di attivazione non è un obbligo burocratico ma la forma più concreta di tutela dell’animale stesso. Allo stesso modo, la reazione di chi si sente minacciato non può trasformarsi in violenza su un essere vivente: esistono modi per interrompere un’interazione tra cani, e un’asta metallica usata sulla testa non è uno di questi. Su entrambi i fronti c’è un vuoto di competenza che l’estate rende soltanto più visibile.
Fonti: Il Vibonese, Calabria7, La Novità Online
Hai già letto la Rassegna Zampa di oggi? Le notizie cinofile più importanti selezionate per te.
Leggi l'edizione del 21/10: Rassegna Zampa 21 ottobre: Ladyland, cane guida e le altre notizieSostieni Dogsportal.it con una donazione
Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.
Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni.
Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.
Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏





