Notizie e approfondimenti sul lupo

Noicattaro, il DNA conferma: ad aggredire il bambino è stato un lupo

Le analisi genetiche hanno messo fine ai dubbi: il canide che la sera del 15 agosto ha aggredito un bambina a Noicattaro, nel Barese, era un lupo appenninico giovane(Canis lupus italicus)

La conferma arriva dal DNA ottenuto dal materiale biologico raccolto dopo l’aggressione. L’identificazione dell’animale era rimasta giustamente in sospeso: nella zona sono presenti anche moltirandagi e cani lasciati liberi, e soltanto l’analisi genetica poteva stabilire con certezza la specie coinvolta.

Né mostri né peluche

La prima cosa da dire è la più semplice: è successo. Negarlo o minimizzarlo non serve alla conservazione del lupo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato prendere il comportamento di un singolo individuo e trasformarlo nella dimostrazione che “i lupi stanno diventando pericolosi”.

Sono due errori uguali e contrari.

La stragrande maggioranza dei lupi (stimati in oltre 3.300 in Italia, ma probabilmente più numerosi) continua a evitare la nostra specie. Proprio per questo un individuo che si avvicina ripetutamente alle persone senza manifestare la normale diffidenza merita attenzione: non perché rappresenti il comportamento della specie ma esattamente perché se ne discosta.

Il caso ricorda inevitabilmente quello della lupa di Vasto Marina, responsabile nel 2023 di alcuni episodi di morso ai danni di esseri umani, senza gravi conseguenze per fortuna. Anche allora il problema non era “il lupo” ma il comportamento anomalo di un singolo soggetto.

Il problema comincia quando la paura finisce

Come abbiamo già scritto su Dogsportal.it, “la distanza che il lupo mantiene da noi non è un ostacolo alla convivenza ma, al contrario, è la condizione che la rende possibile”

Leggi anche: Un lupo troppo vicino: il caso di Arrone e ciò che non vogliamo vedere

Vedere un lupo vicino a un centro abitato non significa automaticamente trovarsi davanti a un esemplare confidente. Diverso è il caso di un individuo che perde progressivamente la diffidenza verso di noi.

Tra i fattori che possono favorire questo processo ci sono l’abituazione alla presenza umana, il foraggiamento e la disponibilità di cibo di origine antropica. Se frequentare gli ambienti abitati permette di trovare ripetutamente rifiuti, resti alimentari, ciotole destinate agli animali domestici o cibo offerto volontariamente, l’avvicinamento viene premiato e può consolidarsi attraverso il normalissimo processo di apprendimento.

Questo non significa che un lupo confidente diventerà automaticamente pericoloso. Significa che la perdita della naturale diffidenza aumenta le occasioni di incontro ravvicinato e, con esse, anche la possibilità che qualcosa vada storto.

Salvarlo, ma per quale vita?

Prima dell’esito del DNA, la Regione Puglia aveva già autorizzato la cattura del lupo individuato nell’area, dopo il parere favorevole dell’Ispra. Il provvedimento prevede, una volta catturato, visita clinica, analisi genetiche, sterilizzazione e captivazione (cioè essere rinchiuso in un’area recintata) permanente.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Quest’ultimo punto credo meriti una riflessione.

La captivazione può sembrare la soluzione più “umana” perché evita di uccidere. Ma per un lupo nato e vissuto libero, significa trascorrere tutto il resto della vita in galera. Non è affatto scontato che, dal punto di vista del suo benessere, sia preferibile alla morte.

È quindi legittimo domandarsi se mantenere in cattività per anni un lupo selvatico che non può più essere restituito alla libertà sia davvero più rispettoso dell’animale o se, in determinate condizioni, una soppressione effettuata senza sofferenza possa rappresentare una scelta meno crudele. È una domanda scomoda, e la risposta non ce l’ho, ma proprio chi sostiene di avere a cuore il benessere degli animali dovrebbe porsela.

La domanda che resta

Ma perché questo lupo è arrivato a mordere una bambina in un parco pubblico?

Per capirlo bisognerebbe ricostruire la sua storia dell’animale, scoprire da quanto tempo frequentasse ambienti antropizzati, quali fonti alimentari trovasse e se avesse già mostrato una progressiva perdita di diffidenza.

Il DNA ci ha detto che il 4 agosto ad aggredire la bambina è stato un lupo. Trasformare questo episodio nella prova che i lupi siano diventati pericolosi sarebbe una sciocchezza. Usarlo per sostenere che non esista alcun problema sarebbe altrettanto irresponsabile.

Un animale selvatico deve rimanere selvatico. Difendere il lupo significa anche impedire che perda quel sano timore che protegge lui e noi.

🎓

Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

Leggi tutti gli articoli dell’autore →

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

Andrea Comini ha 133 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Andrea Comini

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy