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Gli italiani e la caccia: i dati della nuova indagine Ipsos Doxa per Fondazione Capellino

Mentre in Italia si discute della riforma della normativa sulla caccia, il cosiddetto “DDL Sparatutto”, un’indagine condotta da Ipsos Doxa su oltre 7.000 cittadini maggiorenni offre un quadro aggiornato dell’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti dell’attività venatoria e della tutela della fauna selvatica. 

La ricerca, commissionata da Fondazione Capellino (proprietaria al 100% di Almo Nature), affronta diversi aspetti: 
– quanto e in quali forme gli italiani ritengano accettabile la caccia
– quale livello di protezione chiedano per gli animali selvatici
– come giudichino alcune delle modifiche legislative in discussione
– quanto queste opinioni cambino in relazione all’orientamento politico. 

I numeri più significativi danno immediatamente la misura del fenomeno. Soltanto il 3% degli intervistati vorrebbe incentivare la caccia. Il 27% vorrebbe abolirla, il 34% limitarla a pochi casi di emergenza e il 13% ridurla fortemente, mentre il 17% manterrebbe l’attuale normativa. E quando la domanda riguarda più direttamente la tutela della fauna selvatica, il 67% ritiene che il Governo dovrebbe aumentare le tutele, anche riducendo la libertà di cacciare. Sono dati chiarissimi.

Chi ha commissionato la ricerca e chi l’ha realizzata

L’indagine è stata commissionata da Fondazione Capellino, che ha assunto una posizione pubblicamente contraria alla caccia e alla riforma della normativa venatoria, e accompagna la pubblicazione dei risultati con una propria campagna di mobilitazione. La rilevazione è stata realizzata da Ipsos Doxa, società ben nota, indipendente e autorevole, specializzata nelle ricerche di mercato e di opinione. 

Un campione di oltre 7.000 italiani

La consistenza del campione è notevole: sono state realizzate 7.002 interviste su 28.542 contatti tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026. Le interviste sono state effettuate online con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing). Secondo la nota metodologica pubblicata dalla Fondazione, il campione è proporzionale alla popolazione italiana maggiorenne ed è stato costruito attraverso quote relative a genere, età, livello di scolarità, condizione occupazionale, area geografica e dimensione del Comune di residenza.

Si tratta di elementi che rendono la rilevazione significativa sotto il profilo demoscopico, soprattutto per l’ampiezza del campione e per la sua articolazione. Questo non significa naturalmente che 7.002 persone possano essere identificate con l’intera popolazione italiana: come per ogni sondaggio, i risultati rappresentano una stima delle opinioni della popolazione di riferimento ottenuta attraverso un campione. 

Abolizione, limitazione o mantenimento?

I risultati mostrano quindi una distribuzione delle opinioni piuttosto netta. Alla domanda relativa alla caccia, il 27% degli intervistati vorrebbe abolirla, il 34% limitarla a pochi casi di emergenza e il 13% ridurla fortemente. Il 17% manterrebbe invece la legge così com’è e il 3% vorrebbe incentivare la caccia. Il 6% non esprime un’opinione.

Il messaggio è chiaro, ma non è corretto affermare che “tre italiani su quattro vogliano abolire la caccia”: l’abolizione completa raccoglie il 27% dei pareri. È invece corretto osservare che, sommando le percentuali pubblicate, il 74% degli intervistati sceglie una delle tre opzioni che prevedono una restrizione rispetto alla situazione attuale: abolizione, forte riduzione oppure limitazione a pochi casi di emergenza. Una maggioranza schiacciante.

Il sondaggio affronta anche il tema più generale della biodiversità. Il 74% degli intervistati considera la tutela dell’ambiente e della biodiversità una priorità importante. Il risultato mostra quindi una sensibilità diffusa verso la protezione del patrimonio naturale, della fauna selvatica e degli ecosistemi.

Orientamento politico e opinioni

Una seconda parte del sondaggio permette di approfondire il rapporto tra tutela della fauna e orientamento politico. Sul totale degli intervistati, il 67% ritiene che il Governo dovrebbe adottare norme per una maggiore tutela della fauna selvatica, anche riducendo la libertà di cacciare. Il 5% sostiene la posizione opposta, cioè una maggiore libertà di caccia accompagnata da minori tutele. Dai dati pubblicati risulta inoltre che, comprendendo anche chi considera adeguata la situazione normativa attuale, l’83% si colloca tra il mantenimento e l’aumento delle tutele.

Particolarmente interessante è la distribuzione delle risposte in base all’orientamento politico dichiarato. La richiesta di norme più favorevoli alla tutela della fauna riguarda l’89% degli elettori di Alleanza Verdi e Sinistra, l’81% di quelli del Partito Democratico e l’80% di quelli del Movimento 5 Stelle. Ma le percentuali rimangono superiori alla metà anche negli elettorati dei principali partiti di centrodestra considerati dall’indagine: 62% per la Lega, 61% per Forza Italia/Noi Moderati e 60% per Fratelli d’Italia. Le altre aree riportate sono quella riformista, con il 74%, quella centrista con il 73% e Futuro Nazionale con il 51%.


All’interno del campione Ipsos Doxa, dunque, la richiesta di maggiori tutele per la fauna selvatica, l’opposizione alla caccia o al suo allargamento non emergono esclusivamente negli elettorati di centrosinistra o ambientalisti ma risultano maggioritarie in tutte le aree rappresentative della politica italiana attuale. 

In estrema sintesi, la maggioranza degli italiani, in base alle rilevazioni in questione, è contraria al DDL “Sparatutto” e alla caccia in generale.

La ricerca prosegue

L’indagine, comunque, non è ancora conclusa. Quelli pubblicati nei giorni scorsi rappresentano soltanto i primi due dei quattro capitoli previsti da Fondazione Capellino. Gli altri due sono annunciati per il 29 settembre e il 6 ottobre, e affronteranno anche il rapporto tra la riforma della normativa venatoria e il consenso elettorale. Solo allora sarà possibile disporre del quadro completo della ricerca. Vi aggiorneremo.

(Fonti: Ipsos Doxa, sondaggio commissionato da Fondazione Capellino, 7.002 interviste CAWI effettuate tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026; Fondazione Capellino, “Caccia e biodiversità: il pensiero dei cittadini italiani”, 15 settembre 2026; Fondazione Capellino, “Gli italiani sono uniti nel chiedere più tutela per la fauna selvatica”, 22 settembre 2026).

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

Andrea Comini ha 134 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Andrea Comini