Quando una recinzione decide dove puoi passeggiare
Editoriale di Rocco Voto
La cucciola di corgi uccisa a Roma da alcuni pitbull ha riaperto una discussione che spesso si ferma alla razza dei cani coinvolti. Io vori parlare anche di quello che succede prima: di come vengono gestiti i cani e di quanto siano sicuri gli spazi in cui vivono. Perché una situazione pericolosa può crearsi quasi ovunque, anche nel paese in cui pensiamo di fare una tranquilla passeggiata.
Qualche giorno fa sono andato a pranzo dai miei suoceri, in un paese della provincia di Torino. Uno di quei bei paesi piemontesi, con le villette in mezzo alla natura e i sentieri tutt’intorno. In alcune case vivono pastori tedeschi, pastori maremmani abruzzesi, dobermann. Alcuni sono ben gestiti; in altri casi le recinzioni sono state alzate dopo le sollecitazioni dei vigili urbani. Altrove, invece, le reti restano basse.
Durante la passeggiata con il mio cane, per ben tre volte ho rinunciato ad attraversare una strada. Dall’altra parte c’erano tre pastori tedeschi a ridosso di una recinzione alta, a occhio, meno di un metro e mezzo. L’avrebbero saltata? Non lo so. Non posso dire che sarebbe successo, ma neppure aspettare che succeda per scoprire se quella rete è sufficiente. Ho interrotto la passeggiata e sono tornato indietro.
È una cosa che dà fastidio anche per un motivo molto semplice: quella strada deve poterla percorrere chiunque. Una persona in bicicletta, qualcuno con un passeggino, un’altra persona con il cane. Se per passare bisogna sperare che i cani non escano, c’è un problema da affrontare. Non serve aspettare un’aggressione: anche un cane che supera la recinzione e corre incontro a un passante può causare una caduta o un forte spavento.
Non sto chiedendo di addestrare tutti i cani a stare immobili in giardino. Sto chiedendo a chi vive con loro di guardare la situazione per quella che è. Una recinzione deve essere adeguata ai cani che contiene e a ciò che c’è fuori. Se ogni passante diventa uno stimolo a cui i cani reagiscono, occorre occuparsi anche di questo, invece di lasciarli per ore a presidiare il confine. L’altezza da sola non risolve ogni problema, ma una rete che un cane può superare non può essere considerata sufficiente solo perché finora non è successo nulla.
Io la situazione l’ho segnalata al Comune e verificherò se verrà presa in esame. Se il problema resterà, continuerò a segnalarlo. Invito a fare lo stesso quando si osserva un rischio concreto, descrivendo ciò che si è visto e lasciando agli uffici competenti la verifica. Non è un gesto contro i cani: serve a evitare che siano loro, insieme ad altre persone e ad altri animali, a pagare le conseguenze di una gestione inadeguata.
Dopo una tragedia ci chiediamo sempre come sia potuta accadere. Vale la pena fare la stessa domanda davanti a una recinzione troppo bassa, quando siamo ancora in tempo per intervenire.
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