American Pitbull Terrier: le origini.

L’American Pitbull Terrier nasce alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti, dove si iniziarono a selezionare e incrociare tra loro razze di tipo Bull e di tipo Terrier, importate dalla Gran Bretagna, con lo scopo di ottenere un cane da lavoro completo che si adattasse a qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Origini e storia dell’ American Pitbull terrier

La storia di questa razza prende vita diversi secoli prima quando in Europa tra il 1200 e il 1800 iniziarono a diffondersi i primi combattimenti tra animali, in particolare tra cani e animali di grossa taglia.

È così che intorno al 1600 in Inghilterra nasce l’Old English Bulldog, un cane che morfologicamente ricorda l’attuale Pitbull, utilizzato principalmente nella lotta contro il toro. 

pitbull e combattimenti con toro

Quando nel 1835 i combattimenti tra cani e tori divennero illegali, l’attenzione si spostò sul combattimento tra cani in quanto più facile da nascondere alla legge.

Pitbull e prime mutazioni morfologiche per una maggiore “dogfighting”

Questo portò ad una mutazione nella morfologia di questi cani, in quanto il “dogfighting” richiedeva maggiore velocità ed agilità da parte del cane, che fino a quel momento aveva una taglia più pesante ed adatta a fronteggiare dei tori.

Iniziarono così i primi incroci tra cani di tipo Bull e di tipo Terrier proprio per ottenere soggetti più leggeri rispetto ai vecchi Bulldog ma con una testa molto grossa rispetto alla loro stazza.

origini del pitbull

Origini del Pitbull: Stati Uniti

Nella seconda metà del XIX secolo gli inglesi esportarono nelle loro colonie in Nord America diversi soggetti di tipo Bull e di tipo Terrier.

Anche negli Stati Uniti questi cani venivano utilizzati prevalentemente per combattere e la selezione non diede particolare attenzione all’aspetto morfologico del cane, bensì veniva prediletto l’aspetto caratteriale ed attitudinale.

Quando viene riconosciuta la razza dell’ American Pitbull Terrier

Solo nel 1989, finalmente, l’American Pitbull Terrier divenne ufficialmente una razza, quando Chauncy Bennet istituì il registro UKC (United Kennel Club) con lo scopo di registrare e concedere a questi cani un pedigree con il proprio albero genealogico.

Fu inoltre introdotto uno standard di razza, ovvero delle linee guida che un soggetto “ideale” di American Pitbull Terrier avrebbe dovuto avere. 

Nel 1909, fu formata l’ADBA (American Dog Breeding Association) da allevatori che non ritenevano giusta la strada intrapresa dall’UKC. In particolare le incriminavano il fatto che non si concentrasse adeguatamente sui tratti lavorativi della razza, bensì stesse trasformando il Pittbull in un cane più adatto alle esposizioni di bellezza. 

Nascita della razza American Pitbull Terrier negli Usa

L’ American Dog Breeding Association stilò un proprio standard di razza, ancora oggi riconosciuto, che si distingue nettamente da quello ideato da UKC (di questa differenza ne parleremo in un prossimo articolo) e introdusse per i propri iscritti specifiche prove di forza e resistenza.

Sebbene in precedenza questi cani fossero stati allevati principalmente per combattere, presto vennero utilizzati per numerose altre attività lavorative, come responsabili della pastorizia e del bestiame, della guardia alle famiglie contro ladri, animali selvatici e come cacciatori di maiali.

Il loro comportamento fedele e amorevole con gli umani, in particolare i bambini ha dato loro da sempre l’appellativo di “cane tata”.

Oggi l’American Pitbull Terrier è riuscito finalmente a sdoganare tutti i pregiudizi che per anni l’hanno disegnato come “cane killer”; in mano a proprietari seri e scrupolosi può essere un cane completamente equilibrato e grazie alla sua versatilità può risultare un ottimo cane ausiliare dell’uomo in numerosi ambiti lavorativi. Ne è la riprova il record di ben 18 brevetti di lavoro ottenuti proprio da un American Pitbull Terrier.

Daniele Acquasanta, Allevamento PitBrown – American Pitbull Terrier

www.pitbrown.com

Dogsportal Redazione

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