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Animal Hoarding – Manuale pratico di intervento per tutelare persone e animali

L’accumulo compulsivo di animali (Animal hoarding) è un fenomeno in crescita, presente in tutto il pianeta, con caratteristiche molto simili e con conseguenze spesso gravi per persone e animali. Per la sua complessità e per i molteplici aspetti e connotazioni l’accumulo di animali spazia dall’essere un disturbo di natura psichica a un comportamento criminale, messo in atto per ragioni economiche, spesso senza avere alcuna percezione della sofferenza provocata agli animali.

Questo fenomeno porta con sé una caratteristica pericolosa quanto diffusa: il cosiddetto effetto valanga, che può portare in tempi brevissimi situazioni che, se intercettate precocemente, potevano essere risolte in tempi e con costi contenuti, trasformandole in realtà difficili da affrontare. La presenza di moltissimi animali tenuti in condizioni di maltrattamento genera infatti realtà di complessa gestione, con tutte le conseguenze del caso. Per questa ragione è importante non sottovalutare le segnalazioni, che arrivano generalmente ai servizi comunali da parte di cittadini esasperati per il comportamento ritenuto “bizzarro” del vicino di casa. Cattivi odori, presenza di insetti infestanti, latrati e lamenti sono solo alcuni dei segnali di allarme che vengono denunciati agli organi di controllo da persone stufe di dover sopportare le conseguenze di questi vicini molesti, che spesso nemmeno conoscono. Quando queste segnalazioni vengono trascurate, quando sono liquidate come semplici “beghe condominiali” o derubricate ad antipatie fra vicini, inconsapevolmente si stanno preparando le condizioni per la creazione dell’effetto valanga.

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Un altro errore frequente è quello di credere che sia il numero di animali a fare l’accumulatore, mentre in realtà bisognerebbe guardare più alle condizioni di detenzione che soltanto al numero di animali. Perché le caratteristiche principali, i segnali predittivi, vanno ricercati nella trascuratezza, nelle pessime condizioni igieniche delle abitazioni, nel cattivo stato di salute degli animali e non certo nel numero. Una persona che vive con dieci gatti -tanto per fare un esempio- in una casa di dimensioni adeguate, pulita, con animali socievoli e in ottima forma potrà essere considerata, magari, un soggetto bizzarro, con un eccessivo amore per gli animali, ma certo non un accumulatore.

Il manuale si propone come uno strumento pensato per agevolare il lavoro dei soggetti preposti al controllo e alle verifiche del fenomeno, ben sapendo che, come accade per tutte le questioni complesse, saranno necessarie differenti professionalità e la creazione di sinergie operative per poter pervenire a una positiva risoluzione dei casi. Partendo dalla consapevolezza che il primo ostacolo da superare sarà il diniego all’accesso che il soggetto accumulante erigerà come un bastione, nel tentativo di impedire agli operatori di prendere visione della situazione. Un ostacolo che dovrà essere sempre rimosso, seguendo procedure e strumenti che la legge consente di utilizzare, nel pieno rispetto delle libertà individuali dei cittadini.

La creazione di una rete operativa, che preveda diverse professionalità e tavoli permanenti per il contrasto all’accumulo di animali, è la via vincente per ottenere un alto tasso di successo e una forte contrazione delle recidive, che rappresentano un altro dei tanti aspetti che occorre affrontare, per evitare che una soluzione appena risolta si rigeneri in tempi brevi, costringendo a nuovi interventi e costi, sia in termini economici che di sofferenza. Quello che davvero serve è la condivisione di lavoro ed esperienze fra Polizia Locale, servizi veterinari, Uffici Tutela Animali, servizi sociali e altre realtà per arrivare alla creazione di un percorso condiviso che possa essere strutturato, diventando un modello operativo per altre realtà. Per questo serve formazione, condivisione di esperienze, superamento di gelosie operative e contrasti vari, che spesso rappresentano il minimo comune denominatore, per esperienza diretta, che impedisce un positivo esito dei differenti casi.

Domande frequenti sull’animal hoarding

Che cos’è l’accumulo compulsivo di animali (animal hoarding)?

L’accumulo di animali è un fenomeno in rapida espansione a livello globale con risvolti critici sia per gli individui sia per i cani e gatti coinvolti. Trattandosi di un fenomeno estremamente eterogeneo, può spaziare dal disturbo di matrice psichica al vero e proprio reato perpetrato per profitto, spesso in totale assenza di consapevolezza circa la sofferenza inflitta.

Come si riconosce un accumulatore: conta davvero il numero di animali presenti?

No, l’errore più comune è valutare unicamente il dato quantitativo. Il reale campanello d’allarme è rappresentato dallo stato di detenzione: incuria diffusa, gravissime carenze igieniche e compromissione della salute e del benessere degli animali. Chi vive con dieci animali accuditi, sani, socievoli e in spazi idonei non è un accumulatore compulsivo.

Cosa si intende per “effetto valanga” e come si manifesta?

L’effetto valanga si innesca quando le avvisaglie iniziali vengono trascurate o liquidate come semplici liti tra condomini. Una situazione che all’esordio richiederebbe risorse minime per essere arginata degenera rapidamente in quadri di sovraffollamento e maltrattamento massivo, esponenzialmente più ardui e onerosi da risolvere.

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Quali sono i primi segnali di allarme sul territorio?

Generalmente il primo riscontro arriva dai vicini attraverso segnalazioni su: odori molesti, infestazioni da parassiti o insetti, latrati persistenti e gemiti. Derubricare queste chiamate ad attriti di vicinato significa perdere l’occasione di un intervento preventivo tempestivo.

Come operare di fronte al rifiuto di accesso da parte del proprietario?

Il diniego all’ingresso opposto dalla persona accumulante è il primo sbarramento tipico del fenomeno. Tale opposizione deve essere superata adottando rigorosamente i protocolli e gli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico a tutela delle libertà del singolo, garantendo contestualmente la verifica delle condizioni degli animali.

Qual è la strategia per scongiurare le recidive?

La chiave è l’azione corale: una rete permanente che colleghi polizia locale, servizi veterinari, uffici comunali per la tutela animale e servizi sociali. Un protocollo condiviso di formazione e confronto supera i personalismi professionali e impedisce che il quadro critico si ripresenti subito dopo l’intervento.

Ermanno Giudici
Autore

Ermanno Giudici

Creatore de “Il Patto Tradito”, blog sui diritti degli animali e non solo. Scrive articoli sui media, tiene corsi sulla tutela degli animali per le forze di polizia e altre realtà, ed è formatore accreditato PoliS-Regione Lombardia.

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