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Cani e gatti accordo storico in Ue: microchip obbligatorio e stop agli allevamenti “estremi”

Cosa cambia davvero per cani, gatti e cittadini europei

L’Unione europea ha trovato un accordo politico storico sul primo regolamento comune dedicato al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti. Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un’intesa provvisoria su norme che riguardano l’intero ciclo di vita degli animali: dall’allevamento alla vendita, dall’adozione alle importazioni da Paesi terzi.

Per noi lettori e lettrici di Dogsportal.it è un passaggio che seguiamo da tempo: si tratta del tassello più concreto finora verso un sistema europeo che riconosca cani e gatti come individui, e non come merce spostata da un confine all’altro.

Il testo è un accordo provvisorio: dovrà ora essere approvato formalmente sia dal Parlamento europeo sia dal Consiglio prima di entrare in vigore. Secondo la scheda ufficiale della Commissione, le nuove regole inizieranno ad applicarsi indicativamente dal 2028, con fasi di transizione differenziate.


Un quadro Ue per il benessere di cani e gatti

L’intesa nasce da una constatazione ormai evidente: il mercato di cani e gatti nell’Unione vale circa 1,3 miliardi di euro l’anno, e circa il 60% delle transazioni avviene online, spesso attraverso canali difficili da controllare.

In questo contesto, il nuovo regolamento si pone alcuni obiettivi chiari:

  • ridurre lo spazio di manovra del traffico illegale
  • armonizzare le regole per allevatori, venditori e rifugi in tutti gli Stati membri
  • rafforzare la tracciabilità dei singoli animali e la tutela della loro salute

Secondo i dati citati dal Parlamento europeo, già oggi il 44% dei cittadini Ue vive con un animale domestico e il 74% ritiene che la loro tutela debba essere rafforzata.

Per chi segue Dogsportal.it da anni, è il proseguimento naturale del percorso che avevamo raccontato quando la Commissione presentò la prima proposta sul benessere di cani e gatti nel dicembre 2023.


Microchip e banche dati interoperabili: come cambia la tracciabilità

Il cuore dell’accordo è la tracciabilità obbligatoria di tutti i cani e gatti presenti nell’Unione europea, compresi quelli di proprietà privata che non vengono mai venduti o ceduti.

In sintesi:

  • tutti i cani e gatti dovranno essere identificati con microchip
  • i dati dovranno essere registrati in banche dati nazionali interoperabili, in modo che le informazioni possano essere consultate in modo coordinato tra gli Stati membri

I tempi di applicazione saranno diversi a seconda dei soggetti coinvolti:

  • allevatori, venditori e rifugi: avranno 4 anni per adeguarsi
  • proprietari privati che non vendono animali: l’obbligo scatterà dopo 10 anni per i cani e 15 anni per i gatti

Per l’Italia questo significa, di fatto, allineare il quadro europeo a una pratica che sul cane è già consolidata: il microchip è obbligatorio da anni, con iscrizione all’Anagrafe canina entro tempi ben precisi dopo nascita, acquisto o adozione.

Il vero salto di qualità, anche per chi ci legge su Dogsportal.it, sarà:

  • una maggiore omogeneità tra Paesi Ue (oggi molti Stati non hanno un obbligo generalizzato)
  • una tracciabilità più robusta dei passaggi di proprietà, fondamentale per contrastare il traffico di cuccioli e gli spostamenti fittizi da un Paese all’altro

Stop all’inbreeding e ai tratti fisici esasperati

Un altro pilastro del regolamento riguarda la riproduzione.

L’accordo prevede il divieto di:

  • riproduzione tra genitori e figli, nonni e nipoti
  • accoppiamenti tra fratelli e fratellastri

Si tratta di una delle risposte politiche più nette al problema dell’inbreeding, che espone cani e gatti a un aumento del rischio di patologie ereditarie e a una riduzione della variabilità genetica.

Inoltre, viene introdotto il divieto di allevare cani e gatti per conferire loro caratteristiche fisiche esagerate o tratti eccessivi che comportano rischi significativi per la salute:

  • quelle conformazioni estreme che, per rispondere a mode estetiche, compromettono respirazione, mobilità, funzionalità sensoriali
  • la selezione spinta di linee “da show” che ignorano il benessere del singolo individuo

Il testo vieta anche l’uso di animali con queste caratteristiche, o mutilati, in mostre, esposizioni e competizioni.

Per il mondo cinofilo – e per chi, come i lettori di Dogsportal.it, segue con attenzione le derive più pericolose della selezione – è un messaggio chiaro: l’estetica non può valere più della salute.


Niente catene, niente collari a punte: cosa cambia nella gestione quotidiana

L’accordo interviene anche sulla gestione quotidiana di cani e gatti, con alcuni divieti espliciti:

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  • vietato legare un cane o un gatto a un oggetto (tethering), salvo quando strettamente necessario per cure mediche
  • divieto di collari a punte e a strozzo privi di meccanismi di sicurezza integrati

È un segnale importante sul piano culturale: la gestione alla catena e l’uso di strumenti coercitivi non vengono più trattati come scelte individuali discutibili, ma come pratiche non accettabili in un quadro normativo che mette al centro il benessere.

Per i singoli Paesi – Italia compresa – sarà poi necessario aggiornare i regolamenti nazionali e locali per integrare questi divieti e definire controlli e sanzioni concrete.


Importazioni e movimenti: chiudere le falle del traffico illegale

Uno dei punti più delicati riguarda le importazioni da Paesi terzi e gli spostamenti apparentemente non commerciali.

Per evitare che cani e gatti entrino nell’Ue come “animali da compagnia” e vengano poi venduti, le nuove norme:

  • estendono le tutele sia alle importazioni commerciali sia ai movimenti non commerciali
  • prevedono che i cani e gatti importati per la vendita debbano essere microchippati prima dell’ingresso nell’Ue e poi registrati in una banca dati nazionale
  • stabiliscono che i proprietari che entrano nell’Ue con il proprio animale debbano preregistrarlo almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, salvo deroghe per determinati Paesi o per animali già registrati in banche dati europee

In pratica, ogni cane e gatto che entra nel territorio dell’Unione dovrà lasciare una traccia verificabile. Un tassello cruciale per contrastare:

  • le cucciolate “fantasma” provenienti dall’Est Europa
  • le vendite organizzate attraverso marketplace e social dove oggi è facile scomparire nel giro di poche ore

“Non un giocattolo, ma un membro della famiglia”

La relatrice del testo e presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Veronika Vrecionová, ha sintetizzato così il senso politico dell’accordo:

stiamo rendendo più difficile la vita a chi vede gli animali come un mezzo per un profitto rapido
e stiamo creando condizioni eque per gli allevatori onesti

Ribadendo che un animale domestico è un membro della famiglia, non un oggetto o un giocattolo.

Per chi vive con un cane o un gatto e per chi, come tanti professionisti che collaborano con Dogsportal.it, lavora ogni giorno per migliorare il benessere animale, questo passaggio segna una convergenza importante tra sensibilità sociale e scelte legislative.


I prossimi passi e cosa aspettarsi in Italia

Da un punto di vista procedurale, il percorso è chiaro:

  1. Il testo dell’accordo provvisorio dovrà essere confermato tecnicamente e tradotto in tutte le lingue ufficiali.
  2. Parlamento europeo e Consiglio dovranno approvarlo formalmente (voto finale).
  3. Il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e diventerà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dopo un periodo transitorio, con l’orizzonte indicativo del 2028 per l’entrata a regime.

Per l’Italia, dove esistono già norme su microchip, anagrafe e benessere minimo, il lavoro si concentrerà su:

  • adeguamento della normativa nazionale e regionale ai nuovi standard europei
  • integrazione tra la Banca dati nazionale dell’Anagrafe degli animali d’affezione e i sistemi interoperabili Ue
  • definizione di controlli e sanzioni che rendano effettive le nuove regole su allevamento, importazioni e gestione

Come redazione di Dogsportal.it continueremo a seguire l’iter, con un’attenzione particolare all’impatto concreto su:

  • allevatori responsabili e rifugi seri, che potrebbero trovare in questo quadro una tutela maggiore rispetto alla concorrenza sleale
  • famiglie che si apprestano ad accogliere un cane o un gatto, chiamate a scelte più consapevoli e tracciabili

Per approfondire su Dogsportal.it

Se vuoi farti un’idea completa del percorso che ha portato a questo accordo, ti consigliamo alcune letture correlate già pubblicate su Dogsportal.it:


Queste nuove regole non risolveranno da sole tutti i problemi, ma segnano un cambio di paradigma: il benessere di cani e gatti diventa una questione europea, con standard minimi condivisi e strumenti più forti contro l’illegalità.

Come sempre, su Dogsportal.it continueremo a raccontare cosa fanno le istituzioni – ma anche cosa possiamo fare noi, ogni giorno, per trasformare le norme in un reale miglioramento della vita dei nostri cani e gatti.

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Dogsportal Redazione

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