Notizie sul cane

Basta liste e patentini inutili: ecco una proposta (impopolare) per svuotare i canili e fermare il randagismo

Mentre la politica discute di razze pericolose, il sistema collassa sotto il peso di cucciolate casalinghe, staffette improvvisate e un’anagrafe nazionale che non esiste. La proposta di Dogsportal: tracciamento totale, stop alle vendite e alle adozioni online e un albo unico degli operatori. Costa fatica? Sì. Ma è l’unica via.

Guardiamo in faccia la realtà: il sistema cinofilo italiano è un colabrodo. Mentre la politica e l’opinione pubblica si accapigliano periodicamente sulle “Black List” delle razze pericolose o sui patentini (utili, ma non risolutivi), i canili scoppiano e il randagismo endemico, soprattutto al Sud, continua a essere una piaga.

Perché? Perché manca il controllo sistemico.

Oggi in Italia è più facile tracciare un pacco di Temu da 5 euro che un cane vivente spostato da Palermo a Milano. Noi di Dogsportal.it abbiamo una visione chiara, forse impopolare, ma necessaria. Se vogliamo davvero il benessere animale, dobbiamo avere il coraggio di cambiare le regole del gioco. Ecco la nostra proposta in 4 punti.

1. Tracciabilità Totale: l’Anagrafe Unica (vera)

Il primo passo è tecnologico e burocratico. Basta con le anagrafi regionali che non dialogano tra loro. Serve un’Anagrafe Nazionale (SINAC) pienamente operativa e vincolante. Ma non basta registrare il microchip. Serve tracciare la vita del cane.

  • Ogni spostamento (cambio proprietà, staffetta, ingresso in canile, affido temporaneo) deve essere registrato in tempo reale.
  • Ogni cane deve essere un “punto visibile” sulla mappa dell’Italia. Se un cane sparisce dal radar o cambia regione senza tracciatura, deve scattare l’allerta.

2. Albo degli Operatori: fine dell’improvvisazione

Chi tocca i cani? Chi li sposta? Chi li fa nascere? Oggi chiunque può svegliarsi la mattina, caricare 20 cani su un furgone e portarli al Nord, oppure far accoppiare il proprio cane in giardino. La nostra proposta è l’istituzione di un Albo Nazionale degli Operatori Cinofili che includa:

  • Allevatori (professionali e amatoriali).
  • Volontari e Presidenti di associazioni.
  • Staffettisti e trasportatori.
  • Educatori e Istruttori.

Chi non è iscritto all’Albo e non ha una formazione certificata (sì, ma certificata da chi? Questo è il grande bug da risolvere prima di ogni vera riforma del settore), non può movimentare o gestire cani al di fuori del proprio contesto familiare. La gestione del randagismo e delle adozioni deve passare da mani competenti, non solo da cuori generosi. E bisogna decidere una volta per tutte chi ha l’autorità per certificare queste competenze, mettendo fine alla giungla dei diplomi facili.

💸 INCHIESTA: il randagismo fa girare troppi soldi?

Dal servizio di Indovina chi viene a cena? su Rai 3 ai dati Legambiente, il caso del canile di Collelongo (Abruzzo) ha riportato l’attenzione nazionale su criticità note da tempo ai volontari: costi esorbitanti e distorsioni nella gestione pubblica.

Perché, nonostante le denunce, questo “sistema aberrante” continua a funzionare? È essenziale affrontare il tema analizzando le sue implicazioni economiche: quanto conviene, a certi attori, che i canili restino pieni?

3. Stop al “Far West” riproduttivo: divieto di cucciolate casalinghe

Questo è il punto più impopolare, ma è il cuore del problema del sovraffollamento. I canili sono pieni di derivati, incroci e cani frutto di “fughe d’amore” o della convinzione (errata) che “la cagna debba fare una cucciolata per salute”. La proposta:

  • Divieto assoluto di cucciolate casalinghe per privati non iscritti all’Albo. La riproduzione deve essere lasciata ai professionisti (selezionatori) che si assumono la responsabilità di ciò che fanno nascere.
  • Tetto massimo per gli allevatori: anche chi alleva con affisso deve avere dei limiti. Non si possono produrre cuccioli a catena industriale. Va introdotto un numero massimo di cucciolate annue basato sul benessere delle fattrici e sulla capacità di gestione della struttura.

4. Oscuramento del mercato Online

Basta aprire Subito.it o Facebook Marketplace per trovare l’orrore: cuccioli venduti come divani usati, scambi, regali sospetti, importazioni illegali dall’Est Europa mascherate da privati. La proposta:

  • Divieto rigoroso di annunci di compravendita o cessione di animali su piattaforme generaliste.
  • Divieto delle “Adozioni Online” a distanza senza controlli tracciati. L’adozione non può essere un click su una foto strappalacrime. Deve prevedere un iter tracciato, con pre-affido fisico eseguito da professionisti dell’Albo (vedi punto 2).

Conclusione: coraggio politico

Sappiamo che queste misure sembrano drastiche. Sappiamo che limiteranno la libertà del singolo (“Ma io voglio far fare i cuccioli alla mia Fuffi!”). Ma la libertà del singolo finisce dove inizia il dramma collettivo dei canili lager e dei randagi che muoiono investiti.

La politica deve smettere di inseguire l’emotività del momento (la razza killer, il caso di cronaca) e iniziare a costruire l’infrastruttura del controllo. Tracciamento, Professionalità, Stop alla riproduzione incontrollata. Non ci sono altre vie. Tutto il resto è solo rumore.

Leggi anche: Randagismo e troppi cani quali soluzioni. Se provassimo davvero a risolvere?

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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