Fedez, Demi Moore e la crudele moda dei micro-cani
Cani “accessorio” di taglie microscopiche, creature fragilissime esibite come status symbol da vip con la coscienza di un drone e conseguenti mode devastanti. Dietro a tutto questo, un cinico sfruttamento e una deriva pericolosa verso una pseudo-cinofilia superficiale e crudele.
L’ennesima moda indecente
In questi giorni, personaggi famosi come l’attrice Demi Moore o Fedez hanno esibito due pseudo-cani presentati come “Chihuahua toy a pelo lungo”, (definizione che in realtà non corrisponde ad alcuna razza o varietà riconosciuta dalla cinofilia ufficiale), cosa ripresa con enfasi entusiasta figlia della usuale mancanza di etica da molti mass media.
È quindi facile immaginare che, purtroppo, assisteremo un boom di richieste per queste povere creature, destinate sovente a una vita segnata da fragilità strutturali e da un rischio sanitario molto elevato.
Si tratta dell’ennesimo esempio della superficialità di chi scambia un cane, un essere vivente senziente, sensibile e da rispettare, per un accessorio, un complemento a un’immagine, falsa, di se stessi. Ma la colpa è soprattutto di chi, per sfruttare la pochezza mentale di chi vive il cane in questo modo indecente, ne approfitta selezionando creature sfortunate che, oltretutto, non sempre sono amate da chi le acquista ma soltanto sfoggiate alla bisogna e poi relegate da qualche parte fino alla prossima “passerella”.
Una moda antica, una deriva che viene da lontano
La sciagurata moda dei cani ridotti ai minimi termini è antica ormai (parliamo di decenni) e arriva soprattutto dai Paesi anglosassoni, da cui il nome spesso usato di teacup, cioè “tazza da the”, nel senso che sono talmente piccoli da poter stare, metaforicamente, dentro una tazza. L’oscenità riguarda in genere razze di taglia già molto piccola che vengono ulteriormente miniaturizzate da pseudo allevatori senza scrupoli o talmente ignoranti da non capire che tipo di danno stiano creando ai poveri cani.
La prima aberrazione di questo tipo risale già agli anni Ottanta e riguardava il fantomatico “Yorkshire nano”. Non era raro, all’epoca, incontrare a passeggio per le vie cittadine signore alla moda con al guinzaglio uno di questi piccoli Terrier, in genere più trascinato che portato a spasso. Arrivavano a malapena a pesare un kg, avevano difetti palesi, per esempio la schiena cifotica e le zampe storte, ed erano con ogni evidenza sotto-taglia persino rispetto a uno standard tanto generico come quello dello Yorkie, che si limita a specificare non un’altezza ma un peso massimo, pari a 3,2 kg.
Come si ottiene un micro-cane — e a quale prezzo
La riduzione di taglia viene ottenuta selezionando soggetti sotto-misura e facendoli riprodurre tra loro per fissare l’altezza ridotta e il peso-piuma che ne consegue. Solo che la natura ha i suoi limiti e sotto una certa taglia persino una creatura incredibilmente duttile dal punto di vista morfologico come il cane perde la sua solidità, trasformandosi spesso in un manuale vivente di medicina veterinaria.
Ma mettiamo anche il caso di un micro-cane sostanzialmente sano. Possiamo stare tranquilli? Ovviamente no: data la miniaturizzazione della struttura ossea, anche una banale caduta da un’altezza minima può causargli fratture, così come una manipolazione un po’ brusca, come è tipico dei bambini che a volte sono gli incolpevoli destinatari di un bel… teacup sotto l’albero.
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Di nuovo, anche giocare con un altro cane che non sia ugualmente microscopico è un rischio enorme, perché la disparità di peso sarebbe comunque eccessiva pure nel caso di un partner di gioco di taglia piccola. Insomma, siamo di fronte a cani adulti dalla fragilità estrema, in costante pericolo di infrangersi contro la pochezza umana.
Le patologie comuni nei cani di taglia microscopica anche detti teacup
Vediamo ora una lista dei problemi di salute comuni nei cani di taglia microscopica:
- problemi cardiaci
- problemi respiratori
- ipoglicemia
- lussazione della rotula
- fratture degli arti dovute alla fragilità ossea
- problemi ortopedici e articolari
- shunt porto-sistemico (malformazione dei vasi sanguigni che bypassano il fegato)
- idrocefalia
- collasso della trachea
- disturbi gastrointestinali e digestivi
- difficoltà nella gestazione e nel parto
- fontanella cranica persistente
- problemi dentali dovuti all’affollamento dei denti
- malformazioni della colonna vertebrale
- rachitismo o altre patologie metaboliche
- anomalie dello sviluppo scheletrico
Un maltrattamento genetico senza tutele
Il numero di patologie possibili è impressionante e così la loro gravità. Ma al momento, purtroppo, in Italia non esiste alcuna legge che vieti di allevare queste povere creature, nonostante si tratti di una forma di maltrattamento genetico davvero evidente e non certo inferiore a quella che condanna molti cani brachicefali a una vita di sofferenza, orrore altrettanto tollerato.
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