In Turchia approvata Legge contro i cani Randagi, possibili migliaia di eutanasie.
Martedì scorso, il parlamento turco ha approvato una nuova legge volta a gestire e contenere i milioni di cani randagi presenti sul territorio nazionale.
Questo provvedimento rappresenta l’ultimo tentativo del paese di affrontare un problema che si protrae da anni, suscitando reazioni contrastanti tra le diverse fazioni della società.
La legge recentemente approvata prevede che le amministrazioni locali effettuino un censimento di tutti i cani randagi, portandoli successivamente in strutture specializzate dove saranno sottoposti a sterilizzazione, curati e resi disponibili per l’adozione. Tuttavia, i cani gravemente malati o aggressivi verranno abbattuti.
Questa misura nasce dalla necessità di ridurre il numero di cani randagi, stimati a oltre 4 milioni, e di risolvere problemi legati alla gestione e ai rischi sanitari associati alla loro presenza nelle aree urbane, come la diffusione della rabbia.
Negli ultimi giorni, la legge è stata oggetto di critiche da parte degli animalisti, preoccupati per il rischio di brutalità e per l’inadeguatezza cronica dei canili pubblici, spesso sovraffollati e scarsamente finanziati. Inizialmente, alcuni giornali avevano anticipato che la legge avrebbe previsto un termine di 30 giorni per la permanenza dei cani nei canili, trascorso il quale, in assenza di adozioni, sarebbero stati soppressi. Questa misura non è stata però inserita nella versione finale della legge.
Il governo turco ha giustificato la legge con la necessità di ridurre la popolazione di cani randagi, citando anche questioni di sicurezza stradale. Le statistiche ufficiali attribuiscono infatti agli animali, e soprattutto ai cani, circa 3.500 incidenti stradali negli ultimi cinque anni.
Oltre agli incidenti stradali, la presenza di cani randagi solleva preoccupazioni riguardo alla salute pubblica. La diffusione di malattie come la rabbia rappresenta un rischio concreto per la popolazione, spingendo il governo a intervenire con misure drastiche.
Il problema della sicurezza stradale è un altro aspetto cruciale che la nuova legge intende affrontare. Gli incidenti causati dai cani randagi non solo mettono in pericolo gli automobilisti, ma comportano anche costi elevati per il sistema sanitario e di gestione delle emergenze.
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Per migliorare l’efficacia della legge e rispondere alle preoccupazioni degli animalisti, sarebbe utile adottare alcune misure aggiuntive:
- Migliorare le strutture dei canili: Aumentare i finanziamenti e migliorare le condizioni dei canili pubblici per garantire un ambiente più sicuro e salubre per i cani.
- Promuovere l’adozione: Intensificare le campagne di sensibilizzazione per l’adozione dei cani randagi, coinvolgendo anche le scuole e le comunità locali.
- Formazione del personale: Fornire una formazione adeguata al personale dei canili per gestire i cani in modo etico e professionale.

Lo scrittore Kuzucu: “Non capisco la via dello sterminio”
[…]Sulla questione, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Gazete Oksijen, è anche intervenuto Kemalettin Kuzucu, autore del libro “Istanbul’un Sokak Kopekleri” (“I cani randagi di Istanbul”). Lo scrittore nel suo libro attraverso il mondo dei randagi della capitale turca ne racconta come è cambiata la cultura e la storia urbana nel corso degli anni fino al XIX secolo: Nell’ultimo capitolo del suo testo, Kuzucu riprende una citazione dalle memorie di Cox nel 1880 come risposta al nostro problema: “Istanbul è stata assediata 24 volte e caduta sei volte; ma i cani sono riusciti a sbarazzarsi di tutto questo in sicurezza. I comandanti bizantini e gli imperatori romani, i re persiani, i califfi arabi, i doghi veneziani, i conti francesi, i re bulgari, gli sciacalli avari, i despoti della Slavonia e i sultani ottomani sono tutti andati e venuti, ma i cani sono sempre esistiti. Né l’equilibrio di potere né la complessa questione orientale potevano turbare la loro autonomia repubblicana. Il loro stile di governo non ha mai infastidito nessuna amministrazione, non ha disturbato nessuna dinastia e ha mantenuto la sua stabilità da un’eternità all’altra”. Anche per questo nella sua intervista alla domanda su che cosa pensa di questa proposta di legge risponde: “Credetemi, non riesco a trovare la risposta a questa domanda. Non riesco a capire perché si persegua un tale percorso di distruzione quando sono in atto soluzioni più umane e coscienziose”.[…]
La nuova legge turca sulla gestione dei cani randagi rappresenta un tentativo di affrontare un fenome complesso e radicato che non può essere valutato in questo modo, come Dogsportal.it, riteniamo che l’abbattimento dei cani malati o aggressivi non sia una soluzione eticamente accettabile e auspichiamo che il governo turco prenda in considerazione alternative più umane e sostenibili.
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