Prepararsi per l’arrivo di un bebè con un cane in casa, introduzione e cuccia!

A tutti i soci del Debù, qualora lo desiderino, diamo la possibilità di provare a farsi mordere, con indosso le protezioni adeguate, da un cane sportivo. È un’esperienza fatta in sicurezza e non si corre alcun pericolo. È però un’esperienza istruttiva: infatti vedersi venire addosso un cane che vi vuole brutalizzare (il cane sa se dentro le protezioni c’è un principiante, e capendo al volo, procede alla brutalizzazione) ed essere scossi come se foste il suo giocattolo, secondo me aiuta a ricordarci, oltre alla bellezza che sta dietro all’esaltazione delle doti naturali, che non tutti i cani sono uguali, ma soprattutto che stiamo parlando di una specie diversa dalla nostra.

È un’esperienza diretta, un procedimento molto empirico e poco scientifico, ma credo che nessun libro letto o seminario seguito possa insegnare così tanto.

E l’amore ed il rispetto che dobbiamo al cane deve essere basato sulla consapevolezza della sua diversità.

Sfortunatamente viviamo in un’epoca in cui trattiamo i cani in modo tale da svilire la loro essenza ed invece dovremmo amarli profondamente e metterli in condizione di condurre una vita che possano comprendere.

Anche il modo di relazionarsi con il cane è cambiato (per molti aspetti è una fortuna) ma il lassismo diffuso in molte convivenze può portare a diversi problemi nel rapporto bambino-cane e quando succede qualche disgrazia, a pagare sono due innocenti. 

Abbiamo trasformato i cani in piccoli umani a cui attribuiamo le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, fraintendendo quello che ci stanno dicendo.

Qui il paradosso è enorme: cambiamo la cosa più importante che amiamo di loro, ossia, il fatto che sono CANI, per trasformarli in qualcosa che non sono e non ameremmo. 

E poi vi è la reazione di sgomento quando leggiamo di cani che mordono i bambini di famiglia… ops, scusate il lapsus.

Prepararsi per l’arrivo del bebè è un lavoro strutturato in tre parti:

  1. Cosa dobbiamo fare prima che il bambino arrivi
  2. Cosa dobbiamo fare quando il bambino è arrivato
  3. Capire che tipo è il nostro cane

Molti esercizi sono da preparare prima che il bambino arrivi, così da poterli utilizzare quando sarà necessario.  

Vediamo il primo: vai a cuccia

Sebbene “Cuccia” sia uno stato mentale più che un luogo fisico, con la presenza del bambino dovrà invece significare un posto, sopraelevato o fatto di tessuto diverso dal pavimento, in cui il cane deve andare perché in quel momento si deve togliere dai piedi. Non è necessario che vi stia sopra in posizione di sfinge, ma basta che ci stia. Pensate al caos completo in casa quando il bambino comincia a piangere, il padre, da contratto, è assente e la madre è stanca e stressata. Per gestire al meglio la situazione, possiamo fare in modo che il cane, quando il pupo piange, se ne vada a cuccia di sua iniziativa, come se quello fosse il suo lavoro. Potete insegnargli “Cuccia” a comando per poi aggiungere la registrazione di un pianto di bambino, così che lo faccia l’associazione. Ora che il cane ha fatto il suo lavoro, la mamma potrà occupandosi esclusivamente del bambino. 

Consiglio: se il bambino continua e il cane se ne va in un’altra stanza perché non lo sopporta più, secondo me il cane non va sgridato.  Meglio un cane che va in “evitamento” piuttosto che uno che tolleri il disagio ma non sia tranquillo.

Appena ristabilita la quiete richiamate il cane, rimettetelo a cuccia e quindi liberatelo, ma appena possibile lavorate meglio sullo scenario. 

Buon lavoro e ricordate: bambini e cani mai da soli.

Davide Cardia

Davide Cardia

addestratore ENCI Sezione 1° Dog Trainer Professional riconosciuto FCC Direttore Tecnico del centro cinofilo Gruppo Cinofilo Debù Docente in diversi stage con argomenti legati alla cinofilia e alla sua diffusione Docente corsi di formazione ENCI per addestratori sezione 1 Ospite in radio e trasmissioni televisive regionali Preparatore/Conduttore IPO e Mondioring Autore del libro “Addestramento con il premio” edizioni De Vecchi Curatore del libro “Io e il mio Bullgod” edizioni De Vecchi

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