Una vita con i cani. Intervista ad Antonio Federico di Umanità illustrata
Dal primo incontro da bambino alle storie disegnate di “Umanità illustrata”: una chiacchierata su quanto i cani possano cambiare la vita.
Antonio Federico è scrittore, fumettista e docente. Alcuni di voi lo conosceranno per le storie disegnate di umani e animali condivise sul suo profilo Instagram “Umanità illustrata”. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua vita con i cani, protagonisti di molti dei suoi lavori e suoi compagni di vita.
Quando e come è iniziata la tua vita con i cani?

Quando ero piccolo la mia famiglia ospitò a casa un cagnolino, un pechinese, abbastanza bruttino ma simpaticissimo, e io mi sono da subito affezionato a lui. Purtroppo era solo di passaggio, in attesa di adozione, e quando andò via ci rimasi molto male. In seguito, è arrivato il cane di mia sorella, Miky, un barboncino nero: ci affezionammo tutti a lui, divenne la mascotte della casa e rimase con noi per 13 anni, fino alla sua morte. Il mio primo cane, invece, l’ho preso quando ho iniziato a vivere da solo: era Bruce, un bulldog francese. Ero capitato per caso in un negozio di animali con un’amica e, appena ho incrociato il mio sguardo con il suo, è scattato un amore incredibile e l’ho portato via con me. Ho trascorso con lui pochissimi anni: morì un’estate per un colpo di calore mentre era con la dog sitter. Questo episodio mi segnò tantissimo e decisi di non avere più animali. Dopo alcuni anni, sono riuscito ad accogliere nuovamente dei cani nella mia vita: oggi i miei compagni sono Leo, un volpino, e Coco, un barboncino. Leo è stato salvato da un allevamento non a norma, mentre Coco è stato salvato dalla mia nipotina di 2 anni che non era ancora pronta a gestire la compagnia di un cagnolino.
Come è nato il progetto “Umanità illustrata”? Cosa ti ha spinto a condividere storie di umani e cani (e altri animali)?
Sono una persona molto sensibile, anche perché la vita ha voluto che superassi delle sfide dal punto di vista della salute. Ho avuto molti problemi sin da piccolo e questa condizione mi ha portato a chiudermi in me stesso. Il disegno era l’unico strumento che mi permetteva di comunicare col mondo esterno. Infatti, sin da piccolo, preferivo disegnare più che parlare: raccontavo tutto quello che sentivo, provavo, vedevo attraverso storie di umani e di animali. Ho scelto di disegnare moltissime storie di animali, in particolare di cani, per dare loro voce. Attraverso un disegno possono parlare a chi non li conosce, possono sensibilizzare, incuriosire, far capire quanto bisogna guardare oltre ciò che vediamo.
Qualche lettore o lettrice è stato ispirato dai tuoi lavori e si è avvicinato al mondo degli animali e all’adozione di cani?
In realtà non è mai soltanto un disegno, ma mi piace creare delle azioni concrete dietro ogni post, come campagne di comunicazione, incontri, conferenze. Collaboro con molti canili e adesso nascerà un libro dedicato agli animali. Ci saranno soprattutto storie di cani: raccontarle significa eliminare ogni barriera, perché siamo tutti uguali nel nostro amore nei loro confronti. Come ti dicevo, dai disegni può scaturire molto altro. Quando vivevo a Firenze e frequentavo un centro di aggregazione per rifugiati ucraini che scappavano dalla guerra, andavo lì a disegnare per ibambini. C’era, però, una bambina che non era attirata da nessun disegno, da nessun giocattolo. Era molto traumatizzata. Così andai a casa e tornai al centro con Leo, il mio cane. Appena la bimba lo vide, i suoi occhi si riempirono di gioia e iniziò a sorridere e parlare. Leo ha compiuto un grande miracolo, ha ridotto le distanze con questa bambina.
Un altro esempio è un progetto che stiamo svolgendo con gli studenti del liceo artistico, ai qualiho fatto illustrare una campagna di comunicazione per alcuni canili. I ragazzi hanno lavorato per diverse strutture e adesso l’obiettivo è quello di portarli proprio nei canili per dare una mano come volontari.
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Cosa preferisci della tua vita con i cani?
Io vivo da solo e molto spesso rido di gusto guardandoli, perché sono super simpatici. Capiscono quando stai bene, quando stai male, sanno come tirarti su il morale e ti danno l’energia per fare sempre qualcosa. Faccio delle grandi passeggiate al mare insieme a loro, li porto in spiaggia, abbiamo tutti i nostri momenti che sono fondamentali. Mi danno anche il mio bel da fare, ma non rinuncerei mai alla loro presenza perché sono i miei compagni di vita.
Cosa ti hanno insegnato i tuoi cani?
Posso solo ringraziare i miei cani per tutto quello che mi trasmettono. Proprio l’altro giorno notavo che, quando vado a passeggiare con loro, non ci sono estranei: chiunque mi passa accanto, qualsiasi sconosciuto con le mani in tasca, col viso un po’ corrucciato, si trasforma in un affettuosissimo amante dei cani e, per farlo, basta un saltello di Coco che scodinzola. Quindi, come dire, loro riescono a togliere le maschere a ognuno di noi, a mostrarci per come siamo davvero.Questa è la cosa che più adoro degli animali: ci permettono di essere noi stessi.
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