I cani sono in grado di capire e rilevare lingue e idiomi differenti. Secondo uno studio etologico ungherese
I cani tenuti come animali da compagnia condividono con gli esseri umani un’intensa esposizione alla parola nel loro ambiente naturale ( Pongrácz et al., 2001 ).
Le voci umane in generale, e il linguaggio in particolare, non solo sono familiari, ma anche molto rilevanti per i cani. Ciò rende i cani una specie di confronto utile per esplorare le basi evolutive della voce umana e della percezione del linguaggio
Analogamente ai bambini, né le scimmie, né i ratti o gli uccelli sono stati in grado di discriminare tra gli stimoli vocali di diverse lingue riprodotti al contrario, il che suggerisce che la discriminazione linguistica in tutte queste specie è basata su proprietà uniche del linguaggio e non è semplicemente una capacità di discriminare tra stimoli uditivi complessi in generale

Testata la capacità del cervello dei cani di rilevare il parlato e la rappresentazione del linguaggio in lingue differenti.
A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista “NeuroImage”, condotto dagli scienziati del dipartimento di Etologia dell’Università Eötvös Loránd, in Ungheria, che hanno esaminato l’attività cerebrale di 18 cani mentre ascoltavano diverse lingue.
Il team, guidato da Laura V. Cuaya, ha sottoposto gli animali a una serie di analisi di imaging cerebrale. “Sappiamo che gli esseri umani, anche in fasce, sono in grado di capire quando ascoltano un idioma differente da quello che ascoltano quotidianamente – afferma – volevamo capire se anche i nostri amici a quattro zampe possono cogliere le differenze linguistiche”.
Il gruppo di ricerca ha addestrato gli animali a eseguire lo scanner cerebrale mentre ascoltavano passaggi de ‘Il piccolo principe’, il racconto di Antoine de Saint-Exupéry, in spagnolo e ungherese.
“Abbiamo confrontato una lingua familiare con una completamente sconosciuta per ogni cane – spiega l’autrice – abbiamo anche esposto gli animali a una serie di suoni innaturali, non appartenenti ad alcuna lingua, per verificare la loro capacità di individuare un discorso non idiomatico”.
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