Perché le Puppy Yoga sono vietate? Intervista a Miriam Borra, fondatrice di UAM
Nel panorama delle attività con gli animali, il Puppy Yoga si è diffuso rapidamente, negli ultimi anni, guadagnando popolarità grazie alla sua presenza sui social network.
Perché le Puppy Yoga sono vietate? Parliamone con l’esperta di pet therapy
Questa pratica, che combina le posizioni yoga con la presenza gioiosa dei cuccioli, ha suscitato non poco dibattito.
Recentemente, il Ministero della Salute ha preso una posizione ferma, dichiarando queste attività illegali quando coinvolgono cuccioli e invitando le Regioni a vigilare affinché non vengano organizzate.
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Il fenomeno del Puppy Yoga
Il Puppy Yoga è una variante del più noto Dog Yoga, e prevede lezioni di yoga in cui i partecipanti possono interagire con cuccioli di cane.
Questa pratica è stata vista da molti come un modo per ridurre lo stress e aumentare il benessere personale attraverso il contatto con gli animali.
Tuttavia, la presenza di cuccioli, spesso di razza e provenienti da allevamenti, e la loro “utilizzazione” nelle lezioni hanno sollevato preoccupazioni significative riguardo al loro benessere fisico e psicologico.

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La posizione degli esperti
Per comprendere meglio questa tematica, abbiamo intervistato Miriam Borra, una delle fondatrici di UAM, importante polo formativo, psicologa e psicoterapeuta con un’ampia esperienza in pet therapy e interventi assistiti con gli animali. Miriam ha condiviso con noi le sue riflessioni critiche su questa pratica emergente.
“Si può far pet therapy (parlando poi di IAA) con i cuccioli?
Assolutamente no! In Italia dal 2015 abbiamo delle Linee Guida Nazionali, emanate dal Ministero della Salute e recepite dalle regioni Italiane, che definiscono di standard minimi di realizzazione degli interventi assistiti con gli animali. Al capitolo 8 di questo documento, che è per noi professionisti di IAA la nostra Bibbia, si sottolinea come lo “sfruttamento minorile” anche in questo ambito sia vietato: sono infatti coinvolgibili nei programmi ludico-ricreativi, rieducativi e terapeutico solo animali adulti ed in salute.
Cosa ne pensi quindi della moda delle puppy yoga e della recente presa di posizione del Ministero?
Una splendida idea quella di unire benessere umano e benessere animale. Gli interventi assistiti con gli animali fondano la loro pratica proprio su questo. Peccato però che nelle Puppy Yoga l’attenzione al benessere animale venga meno!
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I bisogni dei cuccioli ahimè non vengono presi in considerazione: dal quello di sicurezza, infatti manca una figura di riferimento che si occupi di ogni singolo cucciolo e che gestisca l’interazione con la persona che fa yoga tutelando l’animale; ai bisogni fisiologici, banalmente l’attenzione ai tempi di riposo, alla gestione delle eliminazioni, alla giusta manipolazione.
Purtroppo in queste attività lo stato emotivo del cane viene messo in secondo piano rispetto al benessere umano.
I cuccioli vengono ‘usati’ per portare un sorriso attraverso l’osservazione dei loro tratti neotenici e della loro andatura buffa, la percezione del loro pelo morbido sotto le dita.
Manca la dimensione relazionale, l’attenzione alla costruzione di una corretta e positiva interazione con il cane, in processo di arricchimento e crescita reciproco, come avviene negli interventi assistiti con gli animali.
Non ci può esistere un reale benessere umano se prima l’animale non viene tutelato, rispettato e amato.”
L’intervento di Miriam Borra qui su Dogsportal.it ci aiuta a capire la questione anche da una ‘importante prospettiva etica all’interno del mondo della pet therapy e delle pratiche assistite con gli animali.
E’ essenziale che i nostri lettori di Dogsportal.it riflettano sull’impatto che tali attività possono avere sui nostri amici animali, anche quando si sfruttano tali mode “solo” per generare contenuti e portare traffico su blog aziendali, rischiando così di venire posizionati su argomenti che di fatto sono illegali. Massima attenzione dunque.
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