Un master per lavorare con i cani da caccia, non per andare a caccia
Un percorso formativo unico per educatori e istruttori cinofili
Di recente abbiamo pubblicato un articolo dedicato all’interessante “Master Educazione e Sport per Cani da Caccia” che Francesca Angelinelli, educatrice e istruttrice cinofila, ha organizzato per il settembre prossimo con diversi docenti specializzati.
Un master per lavorare con i cani da caccia
Chiarimento sullo scopo del master
Riprendiamo l’argomento per un chiarimento che la stessa Francesca ritiene di dover dare ai molti che le hanno chiesto se questo master, riservato a educatori e istruttori con una qualifica dimostrabile, sia indirizzato principalmente alla formazione in funzione dell’attività venatoria o delle relative prove tecniche.
«Allora, posto che in un master di ben 190 ore dedicato ai cani da caccia è piuttosto improbabile», evidenzia Francesca, «che non si parli di attività venatorie, vorrei però che fosse chiaro lo scopo di questo corso che ho ideato: fornire a professionisti cinofili una formazione specifica, approfondita e completa sui cani da caccia, o meglio su come lavorare con loro e quali attività diverse dalla caccia siano più indicate e appaganti per le diverse tipologie di queste razze».

Le attività alternative per i cani da caccia
Ricorda poi Francesca Angelinelli che la formazione dedicata alle attività venatorie e alle prove tecniche di caccia è materia dei corsi per addestratori Enci Sezione 3, studiati esattamente per il settore caccia.
Tuttavia, un master dedicato al lavoro con i cani da ferma, da cerca, da riporto, da seguita e da tana non può prescindere dalle caratteristiche di selezione delle varie razze. «Non a caso», evidenzia Francesca, «sono particolarmente contenta di aver inserito nell’ambito di questo master i due appuntamenti con la dottoressa Mariani, che tratterà della “Fisiologia del comportamento predatorio”, un argomento di primaria importanza nell’ottica di garantire appagamento nel cane da caccia attraverso il lavoro».
Il ruolo della fisiologia nel comportamento predatorio
Difatti, Francesca sottolinea come «in base al tipo di sequenza predatoria delineato dal percorso di selezione condotto sulle diverse razze e tipologie di cani da caccia, ciascuno di loro provi un tipo di gratificazione a livello anche fisiologico derivante dal tipo di azione di caccia che mette in atto. Ne consegue», prosegue l’educatrice, «che un segugio trovi gratificazione in base a una sequenza differente da quella che appaga, invece, un cane da ferma, per esempio».
La gratificazione psicofisica e la genetica delle razze
«Un’altra cosa importante da tenere a mente», spiega Francesca, «è che difficilmente possiamo raggiungere il medesimo livello di appagamento psicofisico determinato dall’azione di caccia specifica per una determinata tipologia di cane mediante attività diverse. Questo perché la caccia, nelle sue diverse declinazioni, è inscindibile dalla genetica delle razze specializzate e proprio per questo non è sostituibile in toto: in altre parole, è essenziale capire che un segugio, per esempio, resterà un segugio anche se non lo porterò mai a lepri o a cinghiali».

Un approccio tecnico-divulgativo alle attività venatorie
Di conseguenza, poiché tra gli scopi del master vi è fornire gli strumenti per comprendere a fondo i cani da caccia, è logico che di attività venatorie se ne parlerà e non poco, ma con un approccio tecnico-divulgativo, senza alcun intento né celebrativo né di condanna.
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Conoscere il lavoro di selezione per il benessere del cane
«Del resto», puntualizza Francesca, «non si può capire un cane da caccia senza comprendere quale sia il suo lavoro nell’ambito della selezione originaria. Perché questi cani vivano bene, infatti, è fondamentale trovare delle attività che comportino un tipo di gratificazione non troppo lontana da quella che la loro genetica esige. E per farlo, la conoscenza del lavoro di selezione è imprescindibile».
Ecco dunque che il master conterrà appuntamenti dedicati a ciascuno tipologia di cani da caccia, da ferma, da cerca, da riporto, da seguita e anche da tana, esaminandoli sia sotto l’aspetto etologico-comportamentale derivante dalla loro selezione sia dal punto di vista delle attività alternative più adatte e scoprendo come proporle ai nostri amici in modo che risultino appaganti al massimo.
Tutto chiaro?
Speriamo di sì. In ogni caso, la pagina FB dedicata al “Master Educazione e Sport per Cani da Caccia” è anche il luogo virtuale adatto per ulteriori informazioni:
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