La proposta di legge sui “cani pericolosi” in Lombardia: un passo indietro per la cinofilia?
Una legge che fa discutere e non profuma di reale novità per la gestione dei cani.
La recente proposta di legge avanzata dalla Regione Lombardia sui cosiddetti “cani pericolosi” ha suscitato un dibattito acceso, polarizzando l’opinione pubblica. Come sempre, molti hanno espresso opinioni sui social, senza approfondire il testo della legge né valutarne le conseguenze concrete. Eppure, leggendo il contenuto della proposta, emergono criticità che non possiamo ignorare.
Nel nostro impegno su Dogsportal.it per promuovere una cultura cinofila consapevole, analizziamo i punti controversi di questa proposta, condividendo il commento di un nostro lettore che mette in luce molte incongruenze che condividiamo.
1. Un clone della vecchia legge Sirchia
La proposta non è nuova: riprende lo schema della famosa black list, già dichiarata incostituzionale nel 2013 per il suo approccio discriminatorio. La differenza? Il nome è cambiato in save list, ma il principio rimane lo stesso, ignorando che la pericolosità di un cane non si può definire sulla base della razza. Questo ritorno al passato solleva dubbi sulla preparazione di chi ha redatto il testo.
2. Retroattività: un abominio giuridico
Il carattere retroattivo della legge è forse l’aspetto più discutibile. I cani potrebbero essere sequestrati solo per non aver superato un test, anche se non hanno mai mostrato comportamenti aggressivi. Una misura che calpesta i principi di giustizia e pone dubbi sulla sua applicabilità di fronte a un giudice.
3. Esclusioni sospette
Alcune razze ad alto potenziale di danno, come Pastori Tedeschi e Malinois, sono curiosamente escluse dalla save list. Al contrario, vengono incluse razze rarissime, mai viste in Italia, come quelle originarie delle steppe mongole. Questa selezione appare incoerente e lascia spazio a domande su eventuali conflitti d’interesse.
4. Assenza di controlli sugli allevatori
La proposta non introduce sanzioni o controlli più severi per gli allevatori irresponsabili, i cosiddetti “cagnari”. Una grave lacuna, considerando che molte problematiche derivano da accoppiamenti irresponsabili e selezioni senza criterio.
5. Canili al collasso
Già oggi i canili sono al limite della capacità. Questa legge rischia di peggiorare la situazione, aumentando il numero di animali a carico della collettività. Tutto ciò senza offrire soluzioni concrete per sostenere il sistema.
Una legge senza visione
Tra i tanti punti critici, spicca anche l’idea di rendere obbligatori i recinti per le razze inserite nella save list in caso di visite a domicilio, un’assurdità logistica e sociale. Come si concilia tutto ciò con la vita quotidiana dei proprietari e il benessere del cane? Inoltre, il patentino obbligatorio previsto dalla legge presenta limitazioni irrealistiche, che potrebbero impedire a molte famiglie di gestire serenamente i propri animali.
Un’occasione sprecata?
L’unico punto positivo sembra essere il divieto di vendita di cucciolate casalinghe e l’introduzione dell’assicurazione obbligatoria, misure che avrebbero senso in un contesto di maggiore coerenza. Tuttavia, queste proposte positive non bastano a bilanciare il complesso di una legge che appare priva di fondamento scientifico e senso pratico.
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L’opinione dei lettori di Dogsportal.it
Come il nostro lettore ha giustamente sottolineato, “basterebbe far rispettare le leggi già esistenti, senza introdurne di nuove e inutilmente complesse”. Questo approccio, oltre a essere più semplice, promuoverebbe una responsabilità diffusa tra i proprietari, senza discriminazioni o inutili restrizioni.
Questa proposta di legge è un passo indietro per la cinofilia e per il benessere animale. Piuttosto che puntare su misure punitive e retroattive, sarebbe fondamentale investire in educazione cinofila, controlli sugli allevatori e applicazione delle leggi già in vigore.
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