Razze canine

Comuni e sindaci hanno un ruolo chiave nella gestione e tutela dei cani in Italia

Applicare le leggi esistenti sul cane e gli animali domestici prima di crearne di nuove

La gestione dei cani in Italia è sempre più al centro del dibattito politico, ma spesso si dimentica che esiste già un quadro normativo chiaro che attribuisce ai comuni e ai sindaci responsabilità precise nella tutela degli animali d’affezione. La Legge 281/1991, ancora oggi il riferimento legislativo principale, stabilisce che i comuni debbano occuparsi di:

  • Prevenzione del randagismo attraverso il controllo delle nascite, destinando almeno il 60% dei fondi regionali alla sterilizzazione;
  • Costruzione e risanamento di canili e gattili per garantire adeguate strutture di accoglienza;
  • Gestione diretta o tramite convenzioni di rifugi per animali, assicurando la presenza di volontari per le adozioni;
  • Regolamenti locali per il benessere animale, con ordinanze specifiche per la detenzione responsabile dei cani;
  • Collaborazione con i servizi veterinari per campagne di sensibilizzazione e interventi sanitari adeguati.

Questi punti dimostrano che non serve riscrivere la normativa da zero, ma applicare con maggiore efficacia quella esistente, colmando le evidenti criticità come la mancata comunicazione tra le anagrafi canine regionali, la gestione delle cucciolate e il traffico illegale di cani.

Sindaci e comuni: non solo gestione, ma anche divulgazione

Uno degli aspetti più trascurati della Legge 281/1991 è il ruolo attivo dei comuni nella divulgazione e formazione della cittadinanza sulla corretta gestione degli animali. La prevenzione del maltrattamento e dell’abbandono inizia dall’informazione, e i sindaci hanno il dovere di utilizzare ogni strumento disponibile per diffondere una cultura cinofila corretta.

Le amministrazioni comunali possono (e devono) investire in:

  • Campagne di sensibilizzazione nelle scuole per educare i bambini alla convivenza rispettosa con i cani;
  • Incontri pubblici e corsi per i cittadini sulla gestione responsabile degli animali domestici;
  • Utilizzo dei canali digitali (siti web istituzionali, social media, newsletter) per diffondere informazioni corrette su sterilizzazioni, adozioni e obblighi di legge;
  • Collaborazione con associazioni cinofile e professionisti del settore per fornire ai cittadini consulenze gratuite e momenti di formazione pratica.

L’assenza di informazione e formazione è essa stessa una forma di maltrattamento sociale degli animali, perché alimenta ignoranza, errate convinzioni e, in ultima analisi, comportamenti irresponsabili nei confronti dei cani.

Evitare leggi inutili: la deriva della “save list” e il vero problema da affrontare

Invece di concentrarsi su una vera politica di prevenzione e responsabilizzazione, si assiste ancora una volta alla riproposizione di leggi inefficaci come la “save list” delle razze pericolose, discussa in Lombardia. Come già analizzato su Dogsportal.it, questa proposta non solo riprende il fallimentare concetto della black list (dichiarata incostituzionale nel 2013), ma ignora il vero problema: l’irresponsabilità dei proprietari, non delle razze.

  • Non esistono razze pericolose, ma cani gestiti male;
  • Il test comportamentale obbligatorio rischia di essere arbitrario e penalizzare cani innocui;
  • La selezione delle razze inserite nella lista è incoerente, con esclusioni sospette e razze poco diffuse inserite senza criterio;
  • Non vengono previsti controlli severi sugli allevatori irresponsabili, una delle principali fonti del problema.

A livello comunale, sostenere una normativa di questo tipo significa scaricare la responsabilità su cittadini e animali, invece di agire con strumenti già esistenti e più efficaci.

👉 Approfondisci qui il tema della save list: La proposta di legge sui cani pericolosi in Lombardia

DASPO cinofilo: colpire i proprietari irresponsabili, non le razze

Un’alternativa concreta a queste misure inefficaci è il DASPO cinofilo, promosso da Fiodor Verzola, che punta a vietare la detenzione di animali a chi ha già dimostrato di essere un proprietario irresponsabile o pericoloso.

Il concetto è semplice: così come nel calcio viene impedito ai tifosi violenti di accedere agli stadi, il DASPO cinofilo impedirebbe a chi ha maltrattato o gestito in modo irresponsabile un cane di detenerne altri in futuro.

Questa proposta si basa su due pilastri fondamentali:

  1. Punire chi sbaglia, impedendogli di reiterare il danno su altri animali;
  2. Divulgare e formare, attraverso programmi di educazione cinofila per tutta la cittadinanza.

Una misura che i comuni potrebbero adottare con ordinanze locali, affiancandola a campagne informative per promuovere una corretta gestione degli animali domestici.

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👉 Scopri di più sul DASPO cinofilo: Daspo cinofilo: scatta l’interesse nazionale

Sindaci, è ora di agire: informazione e prevenzione prima della repressione

I sindaci italiani hanno un potere enorme nella tutela degli animali, ma spesso viene sottovalutato. Non basta gestire i canili o emanare regolamenti restrittivi: serve un cambio di mentalità che metta al centro l’informazione e la prevenzione.

Dogsportal.it da anni propone collaborazioni ai comuni italiani per aiutarli a diffondere conoscenza e strumenti digitali che possano rendere i cittadini più consapevoli e responsabili.

È giunto il momento che le amministrazioni locali facciano la loro parte con azioni concrete:

Applicare la Legge 281/1991, investendo in prevenzione e sterilizzazione;
Utilizzare tutti gli strumenti di comunicazione disponibili per divulgare informazioni corrette;
Sostenere misure efficaci come il DASPO cinofilo, colpendo i proprietari irresponsabili invece di creare liste inutili di razze pericolose;
Collaborare con esperti, veterinari e associazioni per formare cittadini più consapevoli;
Promuovere corsi e iniziative nelle scuole per costruire una cultura cinofila migliore.

L’informazione è la prima arma per prevenire il maltrattamento degli animali. I comuni italiani devono smettere di rincorrere leggi inefficaci e iniziare ad assumersi la responsabilità che la legge già gli affida.

Dogsportal.it continuerà a monitorare e proporre soluzioni concrete affinché i cani in Italia possano finalmente essere tutelati attraverso la conoscenza, e non attraverso divieti inutili.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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