Come lavorano i cani antidroga e antiesplosivo: il ruolo del binomio cane-conduttore
Vivere, giocare, lavorare insieme: il rapporto tra conduttore e cane operativo
Redazione Dogsportal.it
In collaborazione con Francesco Piliego – esperto cinotecnico e formatore di professionisti della sicurezza – prosegue il nostro approfondimento dedicato al mondo dei cani operativi. Grazie alla sua esperienza diretta nei contesti più delicati e complessi, vi raccontiamo come si forma e si costruisce un’unità cinofila specializzata nella rilevazione di esplosivi e sostanze stupefacenti.
Un’occasione per capire da vicino la realtà di questi cani, spesso invisibili ma fondamentali per la sicurezza pubblica, e il ruolo insostituibile del binomio cane-conduttore.
IL BINOMIO: CONDUTTORE E CANE, UNA SQUADRA CHE VIVE INSIEME

I cani antidroga e antiesplosivo basano la loro vita su una relazione solida con il proprio conduttore. Si addestrano tutti i giorni, giocano tutti i giorni insieme e condividono la vita. La maggior parte della formazione avviene utilizzando il gioco, tutto è un gioco!
Uno dei miti da sfatare è che questi tipi di cani non vivano la quotidianità con il loro conduttore. Molto spesso nei seminari formativi mi trovo a dibattere questo argomento: proprio perché svolgono un lavoro dove il rapporto è fondamentale, dove il gioco di sguardi e l’intesa molte volte diventa necessaria, chi “lavora” con il proprio cane lo considera come un elemento di famiglia.
È chiaro che da professionisti dobbiamo sempre tener presente la tipologia di formazione del cane, perché il cane “lavora sempre” e perché va tutelato.
Come vedremo in successivi articoli qui su Dogsportal.it, personalmente ritengo che il cane che svolge questo tipo di attività, debba necessariamente farne tantissime altre correlate alla tipologia di razza e selezione. Non credo e non ho mai creduto che un cane debba svolgere solo un’attività per farla al meglio, credo anzi che la costruzione del rapporto del binomio parta proprio dal condividere attività diverse per avere il massimo risultato in quella che è l’attività principale.
CANI ANTIDROGA

Nel mondo reale, quello dove ogni errore si paga caro, il cane antidroga è uno strumento operativo vivo, formato per svolgere un compito preciso: intercettare sostanze stupefacenti in contesti ad alto rischio, tra persone, veicoli e ambienti complessi e prevenire lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Sono selezionati per stabilità caratteriale, predisposizione al lavoro, attitudine, tempra e temperamento. Non basta avere un buon naso: serve equilibrio, autocontrollo, obbedienza selettiva e capacità di affrontare il caos di un evento pubblico o la tensione di un’operazione con le Forze dell’Ordine.
Nella scelta del soggetto svolgono un ruolo fondamentale gli allevatori. Chi meglio di un allevatore riesce a comprendere le necessità di un professionista nel fornirgli un soggetto predisposto?
L’addestramento parte da basi chiare:
- Rinforzo positivo e condizionamento scientifico
- Pseudo-sostanze testate, non pericolose
- Ambienti operativi reali: bagagli, veicoli, persone in movimento
- Obiettivo: riconoscere l’odore, non reagire a stimoli casuali
- Pianificazioni nutrizionali
- Ginnastica propriocettiva
Le pseudo sostanze sono supporti con odori sintetizzati in modo tracciabile e sicuro. Il cane impara a segnalare in modo passivo, senza mai creare allarme, senza mai attirare l’attenzione. La sua efficacia è nella precisione. Questo metodo si è sviluppato nel corso degli anni, con lo studio e lo sviluppo di concetti di cinotecnica che hanno portato oggi a preparare questo tipo di cani con metodi scrupolosi ed affidabili.
CANI ANTIESPLOSIVO
In generale, i cani antiesplosivo operano in “seconda linea” rispetto ai cani antidroga. La presenza dei cani antiesplosivo è una presenza discreta. Si differenziano dai cani antidroga per selezione e tipologia di lavoro.
Se dovessimo necessariamente fare una differenza, possiamo sicuramente dire che le due tipologie di cani operano in contesti e scenari differenti.
Il cane antidroga deve necessariamente avere caratteristiche tali da gestire l’affronto delle persone, quindi un percorso di formazione mirato anche alla gestione delle pulsioni, la gestione del controllo sulle persone che potrebbero avere comportamenti inopportuni: tutto questo senza recar nessun tipo di danno.
Il cane antiesplosivo invece opera in ambienti differenti, salvo rari casi, dove non vi è assolutamente quello che può essere l’affronto diretto con le persone.
Per questi motivi la scelta e la selezione dei soggetti è differente in virtù della realtà operativa ove andranno ad operare.
I cani antiesplosivo invece, quando entrano in un hotel, in un’area VIP, in un aeroporto o in un teatro, non sono lì per farsi notare, ma per neutralizzare il rischio prima che si manifesti. Sono il filtro silenzioso che permette a un evento di svolgersi senza panico, senza errori, senza incidenti.
Difficilmente attirano l’attenzione, non corrono dietro agli odori a caso. Hanno una missione chiara: identificare molecole di esplosivo nascoste in valigie, auto, spazi chiusi, aree affollate. Lo fanno in silenzio, con equilibrio, con metodo.
Se dovessimo utilizzare due parole per descrivere le due tipologie di cani potremmo dire che i cani antiesplosivo svolgono principalmente attività di prevenzione, mentre quelli antidroga principalmente attività di repressione dei reati.
La formazione dei cani avviene:
- In ambienti dinamici e realistici
- Su veicoli, bagagli, strutture complesse
- A contatto con persone, sotto stress, in presenza di rumori, odori, distrazioni
L’obiettivo non è provarci. L’obiettivo è che il cane riconosca e segnali in modo chiaro, preciso, passivo. Con la coda ferma. Con lo sguardo, con la conferma tecnica di un lavoro ben fatto.
La differenza non la fa solo il cane. La fa il conduttore e il suo rapporto con l’animale. Ogni binomio viene costruito, seguito, testato e addestrato costantemente.
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A differenza dei sistemi elettronici, un cane ben addestrato non è aggirabile. Non è disturbabile da un segnale ed è addestrato ad affrontare tutte le distrazioni possibili senza intaccarne l’efficienza operativa. Non è sabotabile da una connessione interrotta. Il suo olfatto, la sua motivazione e la sua formazione valgono quanto una barriera invisibile, ma reale.
Il cane antiesplosivo ha queste caratteristiche principali:
- Discrezione
- Affidabilità
- Reattività immediata
- Integrazione perfetta con team di sicurezza, scorte o polizia
Oggi c’è uno sviluppo importante in ambito cinofilo professionale. Molti Comuni si stanno dotando di Unità Cinofile Antidroga per combattere il fenomeno dello spaccio e dell’utilizzo di sostanze stupefacenti.
Da qualche anno, in Europa ormai è già consolidato, esistono aziende private specializzate che forniscono questo tipo di servizio agli enti pubblici, sia fornendo soggetti già preparati che noleggiando il servizio.
Inoltre sempre più aziende private richiedono l’utilizzo dei cani per attività di controllo.

Esistono anche quelli che vengono chiamati “cani da pattuglia”, ovvero addestrati ad affrontare le situazioni che vengono definite di “ordine pubblico”.
Oggi però, in Italia, la carenza di norme inerenti alla specificità di questa tipologia di cane, ne ha fatto quasi venir meno l’utilizzo.
Non è mai stato chiaramente definito, a differenza di altri stati europei, come deve essere utilizzato il cane da deterrenza, anche se si continuano a vedere video sui social di addestramenti mirati all’utilizzo del cane che affronta direttamente la minaccia.
Il conduttore è sempre responsabile penalmente del malgoverno dell’animale.
Per concludere questo articolo, vale la pena citare il DM 269/2010 che “disciplina gli istituti e i servizi di vigilanza privata, inclusi quelli che impiegano unità cinofile. Il decreto stabilisce requisiti minimi per l’organizzazione, i servizi e le caratteristiche del personale, compreso l’addestramento e l’impiego di cani da guardia” che ancora oggi è un riferimento importante riguardante lo svolgimento di servizi con Unità Cinofile.
Forse l’unica norma, specifica di settore, esistente in Italia, che disciplina le modalità di mantenimento e l’utilizzo del cane.
L’evento da non perdere per approfondire:
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