Mikhael e Victor dopo 1000 km ci raccontano com’è andata!

“Un Uomo, un Cane, un Progetto da perseguire, circa 1100 km percorsi uscendo di casa a Zelo Buonpersico il 16 dicembre e arrivando a Parigi il 16 gennaio, 8.474 Euro raccolti per la ricerca contro il neuroblastoma (dato odierno ma la raccolta dei fondi continua fino al 25 febbraio”

Si potrebbe sintetizzare così l’impresa compiuta da Mikhael Bellanza e Victor ma siamo ben consapevoli che questa avventura non si possa riassumere parlando di soli numeri .

Mikhael ha 23 anni e un fisico da atleta che custodisce un animo gentile e molto umile; un ragazzo di poche parole ma con idee molto precise e soprattutto molto determinato nel perseguire i propri obiettivi

Victor è un Weimaraner di 4 anni (adottato da Mikhael quando aveva un anno e mezzo) che stravede per il suo amico a 2 zampe. E’ felice solo quando è assieme a lui e insieme affrontano tutte queste avventure rinforzando il loro legame sempre di piu’.

intervista

Ciao Mikhael, 1100 km assieme a Victor , ma in realtà ogni tanto lui si faceva “spingere” sul carrelino. Effettivamente quanti km potrebbe avere fatto lui zampettando? 

Circa il 40% piu’ o meno, mi è impossibile quantificarlo. Abbiamo fatto gioco di squadra ; i primi giorni , quando viaggiavamo in pianura, lo tenevo piu’ spesso nel carrello a riposare . I giorni successivi  , dovendo svalicare le montagne , ha fatto intere giornate camminando con me , perche’ non potevamo permetterci di rallentare rischiando di rimanere in vetta senza sole. Dell’ultimo “strappo” di 100 km fatto tutto di un fiato da me lui ne ha percorso solo 17 km perché molto stanco.

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Qual è stato , oltre immagino l’arrivo a Parigi , il momento piu’ emozionante?

Il confine, perche’ era una giornata soleggiata ma molto fredda ed ho avuto modo di parlare con la polizia di confine che mi ha sostenuto molto

E il momento piu’ disperato?

Una sera non riuscivo a trovare un buon posto per dormire e alla fine ero cosi’ stanco fisicamente e mentalmente da sdraiarmi sull’asfalto all’interno di un’isola di traffico.

Hai mai pensato di smettere di camminare e tornare a casa ?

Questo no! Sin dal primo giorno mi sono ripetuto sempre il motivo per il quale siamo partiti e non ho mai pensato di tornare a casa e nemmeno il classico “Ma chi me lo ha fatto fare!!!!”

Avete avuto problemi fisici tu e Victor?

Victor fortunatamente no. Io, a parte qualche abrasione, sono stato fortunato e non ho avuto niente

Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe compiere un’impresa come la vostra?

Semplicemente consiglierei di curare al meglio tutto l’equipaggiamento da portare , ma di non programmare il percorso , poiché il bello si vive proprio cammin facendo , improvvisando e lasciando che le giornate si svolgano a modo loro

So che sei appena arrivato , ma pensi gia’ ad una nuova partenza?

Si’. Qualcosa sta lievitando , pero’ non mi sbilancio

Hai scelto di fare tutto di un fiato gli ultimi 100 km , camminando anche la notte… potremmo definirti pazzo, ma come sono stati da vivere questi ultimi km notturni prima di Parigi? 

Quando ho cominciato a percorrere gli ultimi 100 km , ho scelto di partire piano , avendo la sensazione di essere molto sotto la soglia e mi sono detto che se fossi arrivato a 60 km tranquillo, sarebbe stata fatta. Abbiamo fatto solo 12 km prima di fermarci a mangiare la prima volta; la seconda fino a 41 km. Quando siamo arrivati a Saint Remi ho deciso di far uscire Victor e di fare qualche tratto corrichiando e cosi’ siamo arrivati a Versailles . Avrei voluto da qui continuare a far camminare anche Victor insieme a me, ma ho percepito la sua stanchezza e cosi’ l’ho caricato sul carrellino insieme allo zaino ed ho cominciato a correre come un pazzo senza fermarmi nemmeno ai semafori rossi e cosi’ è stato per qualche km fino al raggiungimento della Senna , da dove ho iniziato ad alternare tratti di cammino alla corsa.

Ti senti “cambiato” da questa esperienza? Camminare per molti giorni in solitudine (quasi solitudine perché c’era Victor) dicono sia come recitare un mantra, ti fa vivere il presente piu’ forte che mai… porterai qualcosa di tutto cio’ nella tua quotidianità che ti aspetta a casa?

Sicuramente ogni viaggio cambia qualcosa dentro di noi . Ho visto moltissime cose diverse e spero di vederne ancora tante di piu’ sempre viaggiando insieme a Victor .

Mi portero’ con me a casa la consapevolezza di avere acquisito delle maggiori competenze perché a mio parere viaggiare è come studiare

Grazie del tempo che mi hai dedicato e ancora una curiosità: quando torni  a casa e soprattutto come?

Torneremo oggi (17 gennaio) in treno dopo una notte di riposo al caldo

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Sara Gualco

Educatore cinofilo presso Zampa dopo Zampa

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