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Quando un cane cambiò la tv: il legame tra Pippo Baudo e Rin Tin Tin

“Devo la mia carriera a un cane”: l’aneddoto tra leggenda e realtà che racconta l’inizio del mito Baudo

“Devo la mia carriera a un cane.”
È una delle frasi più celebri associate a Pippo Baudo, gigante della televisione italiana scomparso il 16 agosto 2025. Un’affermazione che sembra una battuta, e forse in parte lo è, ma affonda le sue radici in un episodio che ha del leggendario – con protagonista, in modo del tutto involontario, un cane pastore tedesco molto famoso negli anni Sessanta: Rin Tin Tin.

Secondo la biografia “Ecco a voi Pippo Baudo. Una storia italiana” (Solferino), la svolta nella carriera del giovane conduttore siciliano avvenne il 6 febbraio 1966. Quel giorno, infatti, la puntata de “Le avventure di Rin Tin Tin” non andò in onda per un problema tecnico. C’è chi parla di una bobina rotta, chi di un mancato arrivo negli studi RAI. In ogni caso, serviva un riempitivo. E in quell’imprevisto spazio di palinsesto fu trasmessa una puntata sperimentale di un programma destinato a cambiare la storia della televisione italiana: “Settevoci”, ideato e condotto proprio da Baudo.

Il giorno successivo, gli indici di ascolto parlarono chiaro: 84% di share e 86% di gradimento. Numeri record. Così il programma, che doveva durare appena venti minuti e contare solo sei puntate, fu prolungato e potenziato. Andò in onda per quattro anni, diventando una presenza fissa nel pomeriggio festivo italiano.

Ma è tutto vero?

Come spesso accade con i grandi personaggi, anche questo aneddoto ha le sue ombre. Secondo lo storico della televisione Pino Frisoli, citato anche da La Stampa, la storia sarebbe più mito che realtà. I palinsesti ufficiali dell’epoca, pubblicati sul Radiocorriere TV con largo anticipo, riportavano già la messa in onda di Settevoci proprio quel 6 febbraio. Alcuni quotidiani, seppure con brevi segnalazioni, ne annunciavano l’esordio. E la puntata di Rin Tin Tin? Semplicemente programmata per il giorno successivo, come da palinsesto.

Eppure, anche se smentita da documenti e fonti ufficiali, la storia è rimasta viva nella memoria collettiva. È stata raccontata più volte, anche da Baudo stesso, che forse l’ha romanticamente adottata come simbolo di un inizio fortunato, quasi dettato dal destino.

Il significato di un cane nella storia della tv

Che si tratti di un fatto reale o di una suggestione narrativa, il ruolo involontario del cane Rin Tin Tin nella vicenda resta impresso. In un Paese dove milioni di persone crescevano davanti alla televisione in bianco e nero, anche un imprevisto tecnico e la mancata apparizione di un cane-simbolo della fiction americana potevano aprire la strada a una carriera destinata a lasciare il segno.

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