Fuori dai DentiNotizie e approfondimenti sul lupo

Allarme cani in montagna: i “maremmani” proteggono davvero le pecore!

Tra ironia e disinformazione, un altro “allarme” infondato rischia di mettere in pericolo la convivenza tra allevamento, fauna selvatica e frequentatori della montagna

Immagine di copertina realizzata con intelligenza artificiale a scopo puramente informativo

E insomma basta, non se ne può più: come se non fosse sufficiente il timore di essere sbranati da decine di orsi e centinaia lupi durante la sacrosanta escursione al rifugio-gourmet o l’irrinunciabile corsa stile iron man su e giù per le alte cime, ora ci si mettono persino i cani da guardiania!

Come riportato con ammirevole sprezzo del ridicolo da un giornale solitamente autorevole come “Il Dolomiti” nei giorni scorsi è successo davvero un fatto inaudito: un gruppo di runner in piena ebrezza da endorfine è stato costretto a fermarsi, con grave trauma emotivo immaginiamo, perché, udite udite, ha incontrato un Maremmano Abruzzese impegnato a proteggere il suo gregge. 

Ecco il drammatico racconto del runner, definito dal giornale come “abituato a ‘vivere’ la montagna e i suoi sentieri da atleta, appassionato e amante delle alte quote” (e meno male…): «Abbiamo trovato un gregge di pecore con tre cani maremmani. I pastori non c’erano e ce la siamo vista brutta (“ma brutta, brutta, brutta eh!” –  cit. Aldo Baglio): due dei cani erano dentro il recinto e ci hanno solo abbaiato come fanno sempre, un altro cane era fuori, ha attraversato il filo spinato e ci è arrivato velocemente a due metri ringhiando in modo molto minaccioso, da aver paura! Una mossa falsa e mi avrebbe assalito, probabilmente». 

Agghiacciante. Ma come sarà andata a finire? Così: «Ci siamo spostati fuori sentiero e camminando piano abbiamo continuato per la nostra strada, per fortuna il maremmano ci ha lasciati passare senza conseguenze»

Ma come: niente attacco, neppure un morso e nemmeno una goccia di sangue? Solo la fatica di rallentare, spostarsi un po’ dal sentiero e aggirare il gregge? Cioè, hanno fatto ciò che va fattoquando si incontra un cane da guardiania al lavoro e ha funzionato perfettamente? Da non credere! 

Ironia a parte: dove starebbe la notizia, l’allarme, visto che non c’è stata alcuna aggressione? 

Niente paura. Basta ricorrere al solito copione che viene ripetuto da anni a ogni avvistamento di orso o predazione di lupo: «E se ci fosse stato un bambino?». Sì, sempre lui, il famoso “bambino ipotetico” evocato come arma retorica definitiva, capace di trasformare qualsiasi episodio innocuo in una tragedia annunciata.

Del resto, si sa che in Italia il pericolo maggiore per i bambini sono orsi, lupi e, da oggi, anche i cani da protezione del bestiame. 

D’altra parte, dire “ci siamo spostati e non è successo nulla” non fa notizia. Invece, affermare che “se ci fosse stato un bambino poteva finire in tragedia” garantisce like e indignazione. 

E alimenta una narrazione tossica sugli animali che sta portando a uccisioni come se piovesse, tra bocconi avvelenati (decine i selvatici e i cani morti atrocemente per questo negli ultimi mesi), bracconaggio e fucilazioni apparentemente “legali”, come quella del lupo ucciso nei giorni scorsi in Alto Adige, senza neppure sapere se fosse o no responsabile di predazioni su animali da reddito, peraltro incustoditi.

Il problema è che ormai si va sempre più verso una visione della natura, e della montagna in particolare, come di un prodotto commerciale da vendere alle masse e che, per questo, va “sterilizzato”.

Tutto ciò che disturba la narrazione di una montagna comoda, addomesticata e accogliente diventa una minaccia al business e quindi è da eliminare. E allora, avanti con gli allarmi: dopo gli orsi e i lupi, ora tocca ai Maremmani? 

Speriamo di no, ma intanto il povero cane che ha terrorizzato “l’esperto runner” è stato rimosso dalla malga… qualunque cosa significhi. 

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Certo, i cani da guardiania non sono Carlini e la loro presenza, fondamentale perché realmente efficace come deterrente contro le predazioni, nelle zone montane frequentate dagli escursionisti è un tema che va affrontato e gestito. 

Leggi anche:

Come fare lo ha spiegato perfettamente Daniele Ecotti (presidente dell’associazione “Io non ho paura del lupo”, da tempo impegnata a promuovere cultura e strumenti per la convivenza tra allevatori e lupi) in un’intervista pubblicata sempre su “Il Dolomiti” il giorno dopo l’uscita del racconto tragicomico oggetto di queste righe: informare sulla presenza dei cani da protezione mediante cartelli come quello nella foto, che indica anche come comportarsi per evitare problemi. 

Semplice, efficace e senza pericolose drammatizzazioni. La strada è sempre la stessa, cioè diffondere cultura specifica e promuovere con forza comportamenti responsabili da parte di tutti, dai pastori agli escursionisti.

Se non seguiremo con decisione e tutti insieme questa strada, il pericolo è davvero quello di sterilizzare la montagna e di finire col ritrovarla popolata di pecore finte, cani di peluche e rifugi che servono ostriche col prosecco (ah no, quelli ci sono già…). 

Una sorta di Riviera romagnola in quota, insomma, adatta anche ai bambini. Soprattutto a quelli che “non c’erano, ma se c’erano”…

Leggi anche:

Potrebbe interessarti anche questo articolo:

🎓

Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

Leggi tutti gli articoli dell’autore →

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

Andrea Comini ha 133 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Andrea Comini

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy