Cani social e responsabilità: quando l’avventura diventa un rischio
La sottile linea tra ispirazione ed emulazione pericolosa
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno sempre più diffuso: i social network sono diventati il palcoscenico privilegiato per raccontare esperienze di vita con i cani. Instagram e TikTok, in particolare, pullulano di video e fotografie che mostrano viaggi, trekking, scalate in montagna, sport estremi e traversate di ogni genere condivise con i nostri compagni a quattro zampe.
Di per sé, non c’è nulla di sbagliato nel vivere in modo intenso e autentico la relazione con il proprio cane. Anzi, è un arricchimento enorme per entrambi. Il problema nasce quando queste esperienze vengono sintetizzate in un selfie, in un reel, in un breve video capace di emozionare ma non di raccontare la complessità, le difficoltà e i rischi reali di ciò che stiamo guardando.
Chi osserva quei contenuti spesso non ha strumenti per decifrare il “dietro le quinte” e rischia di pensare che si tratti di qualcosa alla portata di tutti. L’effetto emulazione è immediato, e può trasformarsi in un pericolo concreto: per la persona e, soprattutto, per il cane che la accompagna.
La responsabilità dei content creator nella rappresentazione dei cani.
Viviamo in un’epoca in cui la ricerca di numeri, like e follower può diventare una forma di competizione silenziosa, con noi stessi e con gli altri. L’impresa più estrema, il chilometraggio più lungo, la vetta più alta: ogni traguardo raccontato sui social può diventare un obiettivo da superare la volta successiva. È un meccanismo che conosciamo tutti, chi più chi meno, e che rischia di far perdere il senso del limite e della sicurezza.
La scienza ci dice che questo non è un rischio ipotetico: secondo uno studio pubblicato su Journal of Social and Clinical Psychology (Hunt et al., 2018), l’uso intenso dei social è associato a dinamiche di confronto sociale e “fear of missing out” (FOMO), cioè la paura di non essere abbastanza o di restare indietro. Questo porta molti utenti a spingersi oltre i propri limiti per imitare ciò che vedono online.
Quando però a queste sfide aggiungiamo la presenza di un cane, il peso della responsabilità si moltiplica. Perché non stiamo solo scegliendo per noi stessi: stiamo coinvolgendo un animale che si fida completamente di noi e che dipende dalle nostre decisioni.
Inoltre, ricerche sulla social media responsibility hanno evidenziato che i contenuti che ritraggono pratiche rischiose vengono spesso percepiti come “normalizzati” e imitabili, specialmente dai più giovani (Uhls et al., Pediatrics, 2017). E questo vale anche per attività che coinvolgono animali, come ha sottolineato un’analisi condotta da Schario e colleghi (2021) sul modo in cui le immagini online possono influenzare la percezione del benessere animale.
Su Dogsportal.it non ci interessa criticare né giustificare. Ma sentiamo la responsabilità di invitare tutti, dai singoli appassionati ai creator con migliaia di follower, a fermarsi un attimo a riflettere. Mostrare esperienze estreme senza contestualizzare rischi e difficoltà può indurre altri a provarci senza la giusta preparazione, con conseguenze gravi per persone e animali.
Non si tratta di smettere di raccontare le proprie avventure, ma di farlo con maggiore consapevolezza. Inserendo dettagli sulle difficoltà affrontate, sulle competenze necessarie, sui rischi evitati. E, perché no, anche sui limiti che a volte decidiamo di non superare per proteggere noi stessi e i nostri cani.
Perché dietro ogni contenuto c’è una responsabilità che non possiamo ignorare. E quando i numeri diventano grandi, questa responsabilità diventa enorme.
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Un invito sincero a riflettere insieme
C’è un’ultima cosa che ci sentiamo di dire. Episodi gravi e incidenti, come quelli recentemente avvenuti, non dovrebbero diventare terreno di scontro né occasione per parole violente. È una dinamica che abbiamo già visto in passato e che abbiamo fortemente criticato.
Forse, invece, possiamo provare a prenderli come un’occasione per fermarci, per ragionare, per riflettere insieme. Viviamo in una società che sta soffrendo un po’ il peso di queste dinamiche, e l’unico modo per uscirne è aiutarci a vicenda a capire meglio i rischi, i limiti, le conseguenze.
Alla fine ne va del nostro benessere, del benessere dei nostri cani e, in senso più ampio, della salvaguardia di tutti.
Riferimenti scientifici citati
Hunt, M. G., Marx, R., Lipson, C., & Young, J. (2018). No More FOMO: Limiting Social Media Decreases Loneliness and Depression. Journal of Social and Clinical Psychology. Uhls, Y. T., Ellison, N. B., & Subrahmanyam, K. (2017). Benefits and Costs of Social Media in Adolescence. Pediatrics. Schario, T., et al. (2021). The impact of animal images on human perception and behavior: Risks of misrepresentation in social media. Frontiers in Veterinary Science.
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