Problem solving per cani e gatti: più di un gioco, un bisogno di specie
Rubrica Catsportal – a cura di Dogsportal®, il portale italiano dedicato alla cultura del cane e del gatto.
Comprendere il problem solving nel cane e nel gatto per migliorare il loro benessere quotidiano
Autrice: Manuela Pintore – Consulente della Relazione Felina
Questo articolo fa parte di Catsportal, la rubrica di Dogsportal® dedicata al mondo dei gatti e alla convivenza tra cane e gatto. In questa sezione raccontiamo comportamento, bisogni e benessere di cani e gatti, con uno sguardo etologico e divulgativo.
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Problem solving per cani e gatti: più di un gioco, un bisogno di specie
Quando si parla di cani, il termine “problem solving” evoca spesso l’idea di un gioco intelligente, un passatempo divertente per impegnare il nostro animale domestico. Ma dietro questa attività si nasconde molto di più. Sviluppare e applicare capacità strategiche e solutive è un vero e proprio bisogno di specie – per il cane e per il gatto – ed è uno strumento fondamentale per il loro benessere psicofisico.
Proporre attività di problem solving, quindi, non è un vezzo per umani zelanti: è un atto di cura responsabile, che aiuta i nostri animali a vivere una vita più appagante, equilibrata e serena.
Cos’è il problem solving?
Il problem solving, in senso generale, è la capacità di analizzare e risolvere un problema in modo autonomo: è un’attività che stimola la mente dell’animale, spingendolo a trovare soluzioni attraverso ragionamento, tentativi, errori e strategie.
L’OMS definisce il problem solving come una delle principali life skills: competenze essenziali per il benessere psicofisico dell’individuo. Questo vale anche per i nostri animali. Allenare la mente significa offrire loro la possibilità di usare capacità evolutive naturali, prevenire la noia e promuovere l’equilibrio emotivo.
Perché è importante per il benessere di cani e gatti
Spesso ci concentriamo sul soddisfare i bisogni primari dei nostri animali – cibo, acqua, cure veterinarie – dimenticando che la stimolazione mentale è un bisogno fondamentale.
Il problem solving aiuta a:
- Prevenire la noia e le stereotipie
- Ridurre lo stress
- Promuovere l’autoefficacia e la sicurezza
- Migliorare la capacità di gestire la frustrazione
- Favorire l’autocontrollo e la concentrazione
Un cane o un gatto che si annoia facilmente, che si stressa in casa (o in rifugio), che mostra comportamenti distruttivi o aggressivi può trarre enorme beneficio dall’inserimento di attività di problem solving nella routine quotidiana.
Differenze e somiglianze tra cane e gatto
Cani e gatti hanno esigenze e stili cognitivi diversi. Il cane è un animale sociale e cooperativo, predisposto a collaborare e a partecipare alle attività proposte dall’uomo.
Il gatto è un predatore solitario e indipendente, ma anche una preda, e questo doppio status richiede spiccate capacità solutive.
Entrambi condividono il bisogno di mettere in atto strategie, sperimentare e risolvere sfide. Ignorare queste esigenze porta a frustrazione, apatia o manifestazioni di disagio.
Una differenza importante è osservabile nel modo in cui un cane e un gatto si avvicinano all’attività di problem solving: il gatto usa il proprio corpo in modo diverso dal cane, non è quasi mai distruttivo, predilige l’uso delle zampe e meno quello della bocca e del muso, ha bisogno di rapidi successi (la caccia, per il gatto, è fatta di lunghe attese, ma di azioni rapide) e spesso può essere complicato trovare la chiave giusta per coinvolgerlo e interessarlo. Il cane, di solito, è più facile da coinvolgere e meno selettivo rispetto all’eventuale cibo da utilizzare, ma utilizza il proprio corpo in modo molto diverso dal gatto, anche per la diversa mole e per le caratteristiche fisiche che possono spingere verso l’uso più marcato della forza e della distruttività (è improbabile vedere un gatto che prende in bocca un oggetto con lo scopo di romperlo, non è infrequente nel cane).
I benefici concreti del problem solving
- Incrementa concentrazione e autocontrollo, sicurezza e fiducia in sé
- Migliora la relazione con il proprietario
- Aiuta a prevenire comportamenti indesiderati (agitazione, distruttività)
- Riduce lo stress, anche in contesti difficili come canili e gattili
- Permette l’espressione di alcune motivazioni: esplorativa, solutiva, predatoria (durante l’attività simuliamo una delle sequenze della caccia)
Le regole d’oro per proporlo bene
- Gradualità: iniziare con sfide semplici e aumentare la complessità solo quando l’animale è pronto.
- Libertà di scelta: non suggerire subito la soluzione e lasciare che l’animale trovi la propria.
- Evitare l’eccesso di frustrazione: la difficoltà deve essere proporzionata alle capacità.
- Brevi sessioni: 10-15 minuti al massimo.
- Successo finale: terminare sempre con un successo.
- Supervisione: mai lasciare l’animale da solo nell’affrontare l’attività.
- Il problem solving non è un’attività performativa o competitiva: l’obiettivo non è l’esecuzione perfetta, ma lo sviluppo di processi di ragionamento e scoperta.
Idee pratiche e strumenti
Per il cane, in commercio esiste un’ampia gamma di giochi che possono essere utilizzati per proporre questo tipo di attività e sempre più proprietari si interessano alla possibilità di offrire anche queste alternative ai loro cani. Per i gatti, invece, la strada è un po’ più in salita: non solo per la minore presenza sul mercato di prodotti destinati a questa esperienza, ma anche per mancanza di consapevolezza da parte dei proprietari rispetto alla necessità che i loro gatti si impegnino in questo tipo di giochi.
Per proporre un’attività di problem solving, comunque, non è sempre necessario acquistare giochi già pronti: con un po’ di fantasia è possibile preparare degli ottimi giochi utilizzando oggetti di uso quotidiano. È importante, però, che il materiale sia sicuro, non tossico, privo di pezzi piccoli o taglienti.
Applicazioni professionali e in casa
Il problem solving non è utile solo in casa, ma anche per professionisti:
- Educatori cinofili e consulenti felini possono inserire il problem solving nei loro percorsi.
- Canili e gattili dovrebbero prevedere attività di problem solving a beneficio dei loro ospiti per ridurre lo stress, mantenere una buona flessibilità cognitiva e aumentare l’adottabilità degli animali.
Proprietari, operatori e volontari possono lavorare insieme per integrare queste attività nella vita quotidiana degli animali. Investire tempo e risorse in queste attività significa avere animali più felici, più sereni, più equilibrati – e costruire con loro una relazione più profonda e consapevole.
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