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Clonare un cane non è amore, è illusione: il caso Tom Brady fa discutere.

Tom Brady, la clonazione della sua cagnetta Lua e le domande etiche dietro una “seconda possibilità”

Tom Brady, leggenda della NFL e vincitore di sette Super Bowl, ha sorpreso i suoi fan rivelando di aver fatto clonare la sua amata cagnetta Lua, scomparsa nel 2023. La nuova arrivata, di nome Junie, è il suo clone genetico. Un gesto che, se da un lato affascina per le possibilità offerte dalla biotecnologia, dall’altro solleva domande etiche, morali e persino psicologiche.

La clonazione è stata eseguita dalla Colossal Biosciences, azienda biotecnologica di Dallas che ha acquisito Viagen Pets and Equine, la stessa compagnia che detiene la tecnologia derivata dal celebre esperimento della pecora Dolly del 1996. «Ho collaborato con Colossal e ho sfruttato la loro tecnologia non invasiva attraverso un semplice prelievo di sangue dal nostro cane prima che morisse», ha dichiarato Brady.

Secondo quanto riportato dai media, la clonazione di Junie è costata diverse decine di migliaia di dollari. Un prezzo elevato, ma non raro: clonare un cane oggi può costare tra 45 e 55 mila euro, mentre per un gatto si parla di circa 50 mila euro. In Europa, la clinica Overclone di Marbella (Spagna) offre servizi simili, con prospettive di espansione in Francia e Portogallo.


Come funziona la clonazione degli animali

La clonazione consiste nel creare un individuo geneticamente identico a un altro, replicando il suo DNA. In termini semplici, il nucleo di una cellula dell’animale originale viene trasferito in un ovulo svuotato del proprio materiale genetico. L’embrione così ottenuto viene poi impiantato in una madre surrogata.

Non si tratta di “resuscitare” un cane morto, ma di creare una copia genetica del suo corpo. Questo è importante da chiarire perché, dal punto di vista relazionale e comportamentale, il nuovo animale non potrà mai essere lo stesso. Anche se identico nel DNA, ogni individuo nasce con esperienze, ambiente e relazioni uniche, che determinano la sua personalità.

Una ricerca intitolata “Insights from one thousand cloned dogs” ha rivelato che, pur essendo tecnicamente fattibile, la clonazione nei cani presenta ancora “ostacoli evidenti”, tra cui la variabilità genetica e i problemi di salute che possono insorgere durante la gestazione e la crescita (fonte: PMC).


Quanto vive un animale clonato?

Gli animali clonati possono vivere una vita normale, ma spesso sono più predisposti a problemi di salute. La pecora Dolly, primo mammifero clonato, soffriva di artrite precoce e morì a soli sei anni, contro un’aspettativa di vita di oltre dieci. Anche nei cani, gli studi indicano una maggiore incidenza di difetti congeniti e ridotta longevità media.

L’ASPCA (American Society for the Prevention of Cruelty to Animals) mette in guardia: «La nostra conoscenza della clonazione animale indica che vi sono importanti questioni di benessere, con animali che possono presentare una varietà di problemi anatomici e fisiologici».


Chi ha clonato il cane di Tom Brady

Il clone di Lua, la pitbull di Tom Brady, è stato realizzato dalla Colossal Biosciences di Dallas, che nel 2023 ha acquisito Viagen Pets and Equine. Quest’ultima è la società americana che, da oltre vent’anni, si occupa di clonazione di animali domestici e da allevamento. È la stessa azienda che ha contribuito al successo delle prime clonazioni canine in Corea del Sud, in collaborazione con la Sooam Biotech.


Clonazione di animali domestici: una scelta discutibile

Molti proprietari che affrontano la perdita di un animale cercano conforto nell’idea di “riaverlo indietro”. Tuttavia, la clonazione affettiva può diventare un ripiego psicologico pericoloso. Non è una forma di elaborazione del lutto, ma un tentativo di negarlo. Studi sull’attaccamento uomo-cane mostrano che il legame con l’animale è profondo e complesso, simile per certi aspetti al rapporto tra genitore e bambino: un clone non potrà mai riprodurre quell’unicità relazionale.

Una revisione pubblicata su BioMed Central sottolinea che la clonazione può fornire una «mollificazione emotiva temporanea» ma presenta «implicazioni di benessere significative» per gli animali coinvolti. Allo stesso tempo, uno studio sul lutto animale (PMC) indica che l’attaccamento agli animali domestici aiuta a superare la solitudine e lo stress, ma la perdita non può essere “curata” replicando geneticamente un altro individuo.

Per un approfondimento sul tema etico e psicologico della clonazione, leggi anche il nostro articolo:
Clonazione di cani e gatti: una scelta egoista e consumista.


Clonazione animale: pro e contro

Pro: la clonazione permette di conservare il patrimonio genetico di animali di valore scientifico o affettivo, e in alcuni casi può contribuire alla tutela di specie in via di estinzione.
Contro: tuttavia, l’alta mortalità embrionale, i costi proibitivi, le anomalie congenite e le implicazioni morali rendono questa pratica ancora fortemente controversa.

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Come osserva il Merck Veterinary Manual, le obiezioni etiche principali riguardano «l’effetto sul benessere animale» e «l’idea stessa di clonare un essere vivente per uso umano o piacere personale».


Clonazione animale in Italia e nel mondo

In Italia non esistono centri che offrono servizi di clonazione di animali domestici. Tuttavia, laboratori di ricerca universitari hanno partecipato a progetti internazionali di clonazione animale a fini scientifici. In Europa, la Spagna è attualmente il punto di riferimento grazie alla clinica Overclone, che nel 2024 ha realizzato con successo la clonazione di cinque cani.

Nel resto del mondo, la Corea del Sud resta leader grazie a Sooam Biotech, mentre negli Stati Uniti domina ViaGen Pets. Entrambe le aziende hanno già superato le 1.500 clonazioni di cani.


Clonazione di animali estinti: tra mito e ricerca

La stessa Colossal Biosciences che ha clonato il cane di Tom Brady è al centro di progetti ambiziosi per “riportare in vita” animali estinti, come il mammut lanoso e il dodo. Tuttavia, si tratta di ricreazioni genetiche parziali, più simili a esperimenti di ingegneria del DNA che a vere resurrezioni.

Per approfondire il tema, ti consigliamo di leggere anche:
Il ritorno delle specie estinte: scienza, limiti e illusioni.


Conclusione: il rischio di un’industria dell’affetto prefabbricato

Clonare un animale domestico può sembrare una vittoria della scienza, ma nasconde un rischio: trasformare il dolore della perdita in un mercato dell’illusione. Ogni cane è unico non per il suo DNA, ma per la relazione costruita nel tempo. E questo, nemmeno la biotecnologia più avanzata potrà mai replicarlo.

Tom Brady ha voluto concedersi una seconda possibilità. Ma forse, come molti proprietari che hanno perso un animale, avrebbe solo bisogno di tempo — e di un nuovo incontro autentico, non di una copia perfetta del passato.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.


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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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