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Amano il pet, non il cane: un’estate poco dog friendly

In questi mesi abbiamo parlato molto di vacanze e di strutture che accolgono i cani, di spiagge, di regolamenti, di quello che una struttura dovrebbe garantire per potersi definire davvero dog friendly. Il punto di vista che ci è arrivato in redazione, però, ribalta completamente la prospettiva, e arriva da chi in una struttura ricettiva ci lavora tutti i giorni, in una località di mare, in piena stagione. Ci ha chiesto di restare anonima e la accontentiamo volentieri, perché quello che racconta vale a prescindere dal nome e dall’indirizzo.

La sua osservazione è tanto semplice quanto scomoda: nella maggior parte dei casi i primi a non essere dog friendly non sono gli alberghi, sono le persone che ci arrivano insieme al cane.

Il cane come bagaglio

Il racconto è preciso e non lascia molto spazio all’interpretazione. Cani che arrivano come pacchi postali, che restano chiusi in camera praticamente tutto il giorno, spesso abbaiando o piangendo perché si ritrovano soli in una stanza sconosciuta, e che vengono portati fuori la mattina e la sera per dieci minuti, il tempo di fare i bisogni. In alcune camere il personale trova le traversine stese nel piatto doccia, così non c’è nemmeno bisogno di rientrare dalla spiaggia per farlo uscire.

C’è un episodio che colpisce più degli altri, e riguarda una cagnolina brachicefala lasciata in camera con il collare elisabettiano, senza aria condizionata, in piena estate. Una cagnolina che, per le sue caratteristiche fisiche, con il caldo fa fatica anche a respirare normalmente.

Alla domanda “perché avete portato il cane con voi?”, la risposta è quasi sempre la stessa: perché senza di noi non sta bene, deve stare con noi. Salvo poi lasciarlo solo, in una stanza che non conosce, per otto o dieci ore al giorno, mentre i suoi umani di riferimento sono in spiaggia o a cena.

Non è egoismo, è mancanza di consapevolezza

Verrebbe da pensare al risparmio, all’idea di evitare i costi di una pensione o di un dog sitter, oppure a una forma di egoismo affettivo. In parte è vero, in molti casi però la spiegazione è più banale e per certi versi più preoccupante: è mancanza di consapevolezza su cosa sia un cane e su quali siano i suoi bisogni reali.

Chi porta il cane in vacanza in queste condizioni non è quasi mai una persona cattiva; è una persona convinta di fare la cosa giusta, che ripete “lo amiamo infinitamente” e in quel momento ci crede davvero. Il problema è cosa significa quell’amore nella pratica quotidiana, perché amare un cane e conoscere un cane sono due attività diverse, e la seconda richiede uno sforzo che la prima non chiede a nessuno.

Qui torna un concetto di cui parliamo spesso su Dogsportal, e che l’estate rende più evidente che mai. Molte persone amano il pet, non sono interessate al cane. Amano la presenza, la compagnia, l’idea di avere accanto quel corpo peloso che le fa sentire bene; non sono altrettanto interessate all’animale con le sue esigenze, i suoi tempi, la sua etologia, la sua fatica ad affrontare il caldo, il rumore, gli spazi sconosciuti, la solitudine prolungata. Il pet può aspettare, può stare in stanza, l’importante è averlo lì.

Il benessere non si misura sulla vicinanza

Una struttura può essere organizzata benissimo, avere ciotole, cucce, aree recintate e personale gentile, e ospitare comunque cani che stanno male. La differenza non la fa quasi mai l’albergo, la fa chi ci entra insieme al cane e decide come impostare quei sette o dieci giorni.

Portare il cane con sé non è automaticamente un atto d’amore, così come lasciarlo a casa non è automaticamente un abbandono. Un cane lasciato solo dieci ore al giorno in una camera che non riconosce, senza riferimenti, senza possibilità di gestire lo stress, con temperature che magari non tollera, sta peggio di un cane affidato a una persona di fiducia nel proprio ambiente, con le sue abitudini e i suoi orari.

La stessa lettrice lo dice con una lucidità che molti dovrebbero prendere in prestito: preferisce godersi dieci giorni di riposo affidando i suoi cani a qualcuno di cui si fida, e vivere al meglio gli altri trecentocinquantacinque insieme a loro, soprattutto quando sa in partenza che farà attività e orari poco compatibili con un cane.

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Il nostro punto di vista

Il turismo pet friendly in Italia è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, e la crescita ha riguardato soprattutto l’offerta: più strutture, più servizi, più spiagge attrezzate, più comunicazione. Su un lato della catena però siamo rimasti fermi, ed è quello della preparazione di chi viaggia con il cane.

Continuiamo a valutare le strutture con la checklist dei servizi, quando la domanda davvero decisiva è un’altra: questa vacanza, così come l’ho pensata, ha senso per il mio cane? Se la risposta è no, portarlo comunque non lo rende una vacanza condivisa, lo rende un trasferimento di solitudine da casa alla camera d’albergo.

Chiedere alle strutture di essere accoglienti è giusto e continueremo a farlo. Sarebbe il caso di iniziare a chiedere anche a noi stessi di essere ospiti all’altezza, perché una vacanza dog friendly senza consapevolezza resta soltanto una vacanza con un cane a bordo.

Ringraziamo la lettrice che ci ha scritto e che ci ha permesso di raccontare quello che vede ogni giorno dall’altra parte del bancone.

Dogsportal® Cultura Dog Friendly

Questo articolo fa parte della rubrica Dogsportal® Cultura Dog Friendly, dedicata ai progetti, alle città e alle strutture che promuovono una vera cultura dell’accoglienza cinofila.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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