Disagio Cinofilo: intervista a Luca Nigro

Disagio cinofilo…

Premessa:

“Ciao ragazzi vi va di partecipare alla campagna: se lo abbandoni sei una merda? ” Luca, me lo ha scritto su messenger, sulla pagina, via e-mail.
Ci siamo sentiti per telefono, audio, qualche messaggio…
La prima cosa che ho pensato è stata: ” che pirla che sei Rocco, non pensavi fosse così Luca…quello di Disagio Cinofilo.
La seconda cosa che ho pensato è che dobbiamo smetterla tutti di costruirci muri e pregiudizi, sul sentito dire, su quello che vediamo sui social, su una parola fraintesa…
Abbiamo – magari con approcci differenti – una grande passione: il cane.
Una volta stabilito con estrema certezza il confine etico ed etologico sotto la quale non è possibile nessuna discussione, tutto il resto è solo crescita e confronto.

Abbiamo tanti strumenti positivi, ognuno di noi ha qualcosa da raccontare…facciamolo.
Se non lo facciamo siamo un po’ merde…come quelli che abbandonano i cani in estate.

Il video che unisce tanti cinofili contro l’abbandono.



Questo preambolo noioso, solo per dire che sono molto felice di aver conosciuto Luca, quello di DISAGIO CINOFILO.

Godetevi l’intervista e buona lettura.

Rocco Voto e Poldo Caporedattore

Ciao Luca, come ti è salito il disagio?

Bella domanda. Ma il vero quesito non è come ma perché! Negli ultimi anni la cinofilia si è trasformata in cinomania, ovvero un modo di vivere il cane non per la sua essenza ma come uno status simbol. Siamo passati dal cane come compagno e aiutante al cane pet, oggetto, snaturandolo e scegliendolo esclusivamente per motivi estetici. Chi ama il cane, chi lo ama davvero, è un disagiato per definizione. Rinuncia ad un sacco di cose, a tante comodità e si sacrifica quotidianamente per renderlo felice. Il disagio deriva dal trovarsi circondato da persone che adottano o comprano un cane per il solo scopo di poterlo esibire, senza avere la minima idea di “chi” sia quel cane e di cosa abbia bisogno, persone che trattano un barboncino come un pastore o un beagle come un dobermann, senza avere idea delle vocazioni di specie.

Chi è Luca Nigro

intervista a disagio cinofilo

Ti racconto come mi sono avvicinato alla cinofilia: una vigilia di capodanno ho trovato un cane abbandonato in un cartone, è stato amore a prima vista. Non era il primo cane che avevo ma con lui era nato qualcosa di speciale. Come tutti cominciai a cercare su internet consigli per educarlo, ma quello che trovavo non mi soddisfaceva così ho deciso di farmi guidare da un educatore per una corretta gestione. Quel percorso educativo mi ha aperto un mondo. Data la mia fame di sapere ho deciso di frequentare io stesso un corso per diventare educatore cinofilo con approccio Cognitivo Zooantropologico, la SIUA. Da allora non ho più smesso di studiare. Mi sono diplomato, ho fatto tirocinio e sono entrato nell’albo della mia scuola. Da li ho iniziato a scrivere articoli e girare video. Sono poi diventato referente in Puglia per la scuola che mi ha formato ma non mi sono fermato. Sono diventato affiancatore al tutor responsabile dei corsi di educazione cinofila e tuttora sono diventato tutor e docente negli stessi corsi e, vista la mia passione per la lettura, sono entrato a far parte della redazione di una nota rivista di zooantropologia, Animal Studies. In pratica sono un incurabile disagiato. Ma non mi sento assolutamente arrivato, anzi… Più studio più mi rendo conto che ho ancora tanto da imparare!

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Quando è nata la pagina?

La pagina è nata circa un anno fa. Facevo dei Meme sulla mia pagina personale. Qualche amico mi ha detto “perché non crei una pagina tutta tua?”, mi sono detto “perché no!”. Ci ho messo una settimana a scegliere il nome!

Quanti cugini hai?

Tutti abbiamo dei cugini cinofili (la maggior parte sui social) o degli zii che hanno cani da millemila anni… Io, in particolare, attiro cugini da tutto il mondo quindi ne ho migliaia. Sembro una calamita per tutti quelli che dicono cavolate.

Ti odiano?

In realtà tanti cugini mi chiedono di spiegargli i Meme in privato (a volte esagero in difficoltà) e poi si fanno belli in pubblico dando degli ignoranti a quelli che non hanno ancora capito. Credo che questo sia amore nascosto.

Puglia e sud Italia come vedi la cinofilia?

In Puglia, come in tutto il sud, quello che manca è la cultura Cinofila. Manca la vicinanza delle istituzioni, l’aiuto concreto dei comuni. Manca la formazione di volontari e operatori; i canili sono visti ancora come un problema e non come una risorsa. La guerra al randagismo si fa con l’amore, il sequestro di cani ferali, le condivisioni a manetta di foto di cani con gli occhi coccolosi e con le adozioni del cuore. Tanti, troppi cani sono strappati dalle campagne per pietismo e condannati a vita in una gabbia. Spesso non ci sono censimenti, sterilizzazioni o microchippature e di volontari consapevoli e preparati ce ne sono davvero pochi. Non che nel resto d’Italia la situazione sia tanto migliore, ma almeno è molto più facile avvicinarsi alla cinofilia dal centro in su; ci sono più educatori che cani quasi! Di sicuro molti incompetenti ma tanti, tantissimi davvero bravi e preparati.

Cinofilia…oltre il disagio cosa c’è?

La cinofilia, come studio, non dovrebbe fermarsi alle algide tecniche di addestramento. Chi decide di convivere con un cane e/o studiare e approfondire l’alterità animale dovrebbe avere fondamenti di etologia, fisiologia animale, neurologia, storia delle razze e della domesticazione, cognitivismo, zooantropologia, psicologia, neurobiologia, pedagogia, genetica, filosofia e tantissime altre materie per capire realmente quanto sia importante e poco scontata la cultura Cinofila. Ecco cosa dovrebbe essere la cinofilia, ed ecco perché nasce disagio cinofilo. Sogno un pubblico consapevole, cerco di creare curiosità scherzando su qualcosa di vero. Il mio pensiero è “vuoi vedere che dalla curiosità uno si mette a cercare, poi gli piace e inizia a studiare e finalmente capisce cosa vuol dire avere un cane?” E devo dire che funziona! Mi arrivano continuamente domande sui più disparati argomenti e tanti mi chiedono consigli su letture e approfondimenti e io rispondo sempre molto volentieri.

Se lo abbandoni sei una merda perché?

Volevo un messaggio chiaro, duro e preciso. Senza cuoricini, paternali e giri di parole. È quello che tutti pensiamo e che finalmente diciamo così com’è! Se abbandoni non sei un monellaccio, non sei una brutta persona, non sei un uomo cattivo, no no… Se lo abbandoni sei proprio una merda, di quelle grosse. So che un video non può far molto contro l’abbandono, ma almeno abbiamo detto come la pensiamo senza vergogna.

Come hai scelto i partecipanti del video?

Come dico nel video nel mondo della Cinofilia ci sono tante (troppe) scuole di pensiero. Tra di loro (noi) non c’è quasi mai dialogo anzi, è difficile che si possa anche solo pensare di respirare la stessa aria. Io invece sono una persona sempre aperta al confronto e con tanta voglia di imparare da chiunque, perché penso che nessuno conosca la verità assoluta. Mi piace ascoltare, documentarmi e trarre conclusioni obiettive, senza farmi condizionare. Con questo video volevo riuscire in un miracolo, unire tanti personaggi e personalità del mondo della Cinofilia, di scuole diverse, anche in contrapposizione tra loro; persone che non dividerebbero neanche l’ultimo cocco su un’isola deserta. Volevo unirle in un unico messaggio. Ce l’ho fatta! È il primo video in cui vedi queste persone insieme, e ne sono fiero! Poi ci sono quelli che non hanno aderito. Tra loro ne giustifico solo uno, gli altri no.

Cosa ami della cinofilia

Amo il fatto che stiamo vivendo una rivoluzione culturale, che ci siamo dentro e ne facciamo parte. La cultura rende liberi e la libertà è la cosa migliore che può capitarci nella vita.

Cosa ami del cane

Del cane amo la diversità. Quando ci si rende conto di questo, quando si comincia a guardare il mondo con una visione in cui l’uomo non è al centro di tutto, ti viene voglia di scoprire, di guardare tutto con una prospettiva diversa, come se iniziassi a vedere per la prima volta dopo anni di cecità. Da quel punto tutto ciò che si impara ha l’effetto di un regalo aperto la notte di natale.

Cosa odi della cinofilia?

Che non c’è dialogo e confronto. Che c’è troppa competizione, ma non quella sana che ti spinge a fare meglio, quella che porta a sparlare dell’altro pur di risultare migliore. Non si capisce che non basta l’amore per la medicina per farci diventare chirurghi, così come non basta l’amore per i cani per farci diventare cinofili. Ci vuole studio, impegno, dedizione e tanta umiltà.

Scriveresti qualcosa per il blog di Poldo? O ti mette disagio?

Certo che scriverei qualcosa. Tanto più disagiato di così!

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Rocco Voto

Rocco Voto

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