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Animali domestici, denatalità e supporto genitoriale: orribile semplificazione

Il sindaco di San Giorgio su Legnano ha lanciato una provocazione destinata a far discutere: chi vive con un cane, un gatto o altri animali domestici dovrebbe pagare una tassa aggiuntiva per contribuire economicamente a sostenere chi ha figli. Una proposta che, al netto del clamore mediatico che inevitabilmente genera, racconta molto dello stato della politica italiana e della cultura delle semplificazioni che la permea.

La logica della semplificazione

L’assunto implicito è abbastanza chiaro: chi sceglie di vivere con un animale lo fa per egoismo, per non assumersi la responsabilità di mettere al mondo dei figli, e quindi dovrebbe in qualche modo “compensare” questa scelta. Una lettura che ignora completamente la complessità delle ragioni per cui le nuove generazioni, e non solo loro, rinunciano o rimandano la genitorialità.

Perché davvero occorre un certo impegno per arrivare a una proposta del genere. E perché quella proposta è il sintomo di qualcosa di più profondo: la tendenza di una parte della classe politica a individuare capri espiatori semplici per problemi strutturali complicati.

Chi vive con un animale si assume tutti i costi, fino all’ultimo centesimo

Vale la pena ricordarlo: chi condivide la propria vita con un cane, un gatto o qualsiasi altro animale domestico si fa carico integralmente del suo benessere. Cibo, cure veterinarie, emergenze sanitarie, prevenzione. Costi tutt’altro che trascurabili, spesso significativi, che pesano sul bilancio familiare senza alcun supporto pubblico. Non c’è nessun “nido comunale” per i nostri animali, nessun bonus, nessun sussidio.

Tassare questa responsabilità privata, già completamente a carico di chi la sceglie, è una proposta che non sta in piedi nemmeno sul piano della logica fiscale.

Le domande che nessuno vuole fare

Se davvero si vuole affrontare il tema della denatalità con serietà, le domande da porsi sono altre. Perché le nuove generazioni fanno fatica a sostenere economicamente una famiglia? Perché chi vive in una città come Milano con uno stipendio medio di 1.500 o 1.800 euro al mese non riesce ad arrivare a fine mese, figuriamoci a pensare a un figlio? Perché un asilo nido può costare 500 o 600 euro mensili, una cifra paragonabile a una rata di mutuo? Perché i nidi comunali sono così pochi rispetto alla domanda reale? Perché i governi che fanno dei valori della famiglia una bandiera identitaria producono poi così pochi interventi concreti e incisivi per chi vorrebbe avere figli?

E ancora: perché in un Paese con un livello di evasione fiscale ancora enorme non si lavora con più determinazione a recuperare risorse da lì, per destinarle a famiglie, scuole e sanità?

Chi vive con un animale e un figlio non può averlo

C’è un altro aspetto che questa proposta ignora completamente, e che rende la semplificazione ancora più dolorosa. Molte delle persone che vivono con un animale domestico non hanno rinunciato ai figli per egoismo. Alcune non possono averli. Altre stanno affrontando percorsi di procreazione assistita, con costi enormi e percorsi spesso complicati, a volte impossibili da sostenere in Italia e da dover cercare all’estero. Altre ancora avrebbero voluto, ma hanno dovuto rinunciare per ragioni economiche, di salute, di circostanze della vita.

Tassare queste persone come se la loro scelta fosse una colpa è, oltre che sbagliato sul piano della politica fiscale, profondamente irrispettoso.

Il punto di Dogsportal

Proposte come questa non meriterebbero molto spazio se non fossero il segnale di una tendenza che si fa sempre più frequente: quella di costruire contrapposizioni facili tra categorie di cittadini per evitare di affrontare le vere questioni. Chi vive con un animale contro chi ha figli. Chi non ha figli contro chi li ha. Divisioni che non producono nessuna politica utile, ma che riempiono il dibattito pubblico di rumore.

La denatalità è un problema reale e strutturale, che richiede risposte strutturali: politiche familiari serie, welfare all’altezza, salari dignitosi, servizi accessibili. Non nuove tasse su chi si prende cura di un essere vivente.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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