Cani cinesi oltre il Chow Chow e il Pechinese

Cani cinesi

Scopriamoli in questo affascinante viaggio in Cina

L’avrete capito: quando parlo di razze canine qui su Dogsportal, non mi soffermo particolarmente su quelle più note, quelle che si vedono in giro o nelle comuni enciclopedie del cane.

Io vado a cercare le più sconosciute che si possano incrociare tra le fonti più remote, e anche stavolta, guardando alla Cina, non faccio eccezione.

Cani cinesi: non esistono solo Chow chow, Pechinese e Carlino

In tanti saprete del Chow chow, del Pechinese, del Carlino… e di qualche altra razza cinese giunta con una certa fama tra i cinofili occidentali.

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Ma non ci sono solo loro!

Ricordate il cane Pariah?

Partiamo col dire che anche in Cina, come in gran parte dell’Asia, vagano per campi e villaggi dei cani molto simili tra loro, del già citato tipo pariah: qua si chiamano Tang gou, ovvero “cane indigeno“, con riferimento all’antica dinastia Tang, alla quale si associa il massimo fiorire dell’antica, originaria civiltà cinese.

Ahimè, sono cani poco considerati in generale, e sono anche quelli che in gran parte finiscono arrosto, ragion per cui è difficilissimo trovare delle foto decenti che li ritraggano.

Ciò che li distingue dai pariah delle altre zone d’oriente, è forse un fisico più tozzo e una testa più importante (non a caso, un po’ come quelli del Chow chow o dello Shar pei).

Cani cinesi: Tang gou e Xiasi quan

Per similitudine al Tang gou segue lo Xiasi quan, che esiste in due varietà di pelo: corto, e duro.

La più rinomata è quella a pelo duro, che è allevata con la funzione di cane da caccia grossa, come del resto la gran parte dei primitivi da lavoro.

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Qingchuan quan, o Liangshan hunting dog il cane da caccia cinese

Eccezion fatta per altre razze praticamente ignote e di cui non mi è stato possibile reperire alcuna vera fonte, un altro cane cinese da caccia al cinghiale è il Qingchuan quan, o Liangshan hunting dog secondo la denominazione inglese: particolarissimo, per il suo colore fulvo bruciato, il pelo fitto e l’insolito portamento delle orecchie, piegate quasi come quelle dei nostri segugi occidentali.

Cani cinesi: Qingchuan quan o Liangshan hunting dog

Parliamo dello Shar pei…

Strappo alla regola: ora vi parlo dello Shar pei, di cui sicuramente conoscerete l’esistenza!

Forse però non sapete che lo Shar pei che si incontra da noi ha ben poco da spartire con quello delle origini: è una caricatura pesante e piena di pieghe, selezionata secondo l’estetica occidentale, da quando è giunto nel Regno Unito e poi negli Stati Uniti, a partire dai primi del Novecento.

Il nostro è anche detto meat mouth, ovvero “a bocca carnosa”, per distinguerlo da quello tradizionale, bone mouth, “a bocca ossuta”: non a caso, quest’ultimo ha mascelle potenti e non coperte di pelle lassa, e un fisico asciutto, con pochissime pieghe cutanee, ciò per massimizzare la sua funzionalità originaria in veste cane da caccia, guardia e combattimento. Ogni parte del suo corpo comunque singolare – dalla coda alle orecchie, fino alla testa e alla fronte rugosa – ha una forma simbolica tramandata dagli allevatori cinesi, ma senza che questo porti ad alcuna dannosa esagerazione morfologica.

Shar pei: “meat mouth” (a sinistra) e “bone mouth” (a destra), a confronto

Affine sotto certi aspetti allo Shar pei, di cui secondo alcuni altro non è che una singolare varietà geografica, c’è il Cane di Chongqing (noto in inglese anche come East Sichuan hound): manto rosso fiammante con pelo cortissimo e pelle un poco rugosa, muso corto e nero, orecchie stranamente erette, coda lunga e sottile, forte come una canna di bambù. Tracce della sua antica presenza risalgono alla dinastia Han, come ci indica l’origine della statuetta riportata nell’immagine. Selezionato in tre differenti taglie a seconda della dimensione delle prede contro le quali deve battersi e dei terreni che deve affrontare, anche il Cane di Chongqing è un primitivo da caccia, tenuto come di consueto anche come guardiano delle abitazioni: ad oggi è molto raro, ma il suo aspetto inusuale gli sta assicurando una lenta ma crescente fama, anche in Europa e Stati Uniti.

Chongqing dog: immortalato anche in una statuetta antica quanto la dinastia Han

Shandong Xian: il levriero tra i Cani cinesi

Tra i cani di origine più primitiva, vi sono sicuramente i levrieri: il Saluki è uno di questi, il cui tipo morfologico caratterizza moltissimi cani da caccia a vista di Asia e Africa del nord. Non a caso, è riconosciuto dalla cinofilia ufficiale come razza mediorientale in senso vasto.

Detto ciò, non risulterà strano che ve ne sia anche una stirpe cinese: ad indicare la sua regione di massima diffusione, è nota come Shandong Xian hound.

Uno Shandong Xian hound

Il Chinese red dog.

Procedendo nel nostro viaggio tra le razze canine cinesi, ve ne presento una che forse, come è successo a me appena l’ho vista in foto, vi sembrerà quasi famigliare, eppure stranissima, per aspetto: è il Liazhou hong, o all’inglese, Chinese red dog.

Un grosso, atipico Pastore tedesco, dalle orecchie enormi e dal colore di fondo insolitamente rosso?

Un molossoide, un lupoide oppure un cane primitivo?

Bestia strana davvero, è il risultato degli incroci tra cani indigeni cinesi con – abbiamo visto giusto – alcuni cani portati in Cina dai Tedeschi a partire dal XIX secolo, in particolare Pastori tedeschi e Alani. L’obiettivo selettivo di questo cane non è molto chiaro, ma lo si descrive come un temibile guardiano e difensore, teoricamente in grado di assolvere anche altre mansioni, di caccia e guida degli armenti.

Cani cinesi: Liazhou hong, o Chinese red dog

Cane lupo di Kunming

Concludiamo ora con un altro esperimento cinofilo “made in China” piuttosto recente: il Cane lupo di Kunming, sicuramente né il primo né l’ultimo dei cani che portano in sé un’immissione voluta di sangue di lupo selvatico. La sua storia di razza ha origine negli anni Cinquanta del secolo scorso e si è fissata definitivamente negli anni Ottanta, per volere dell’esercito della Repubblica Popolare Cinese, alla ricerca del cane da lavoro ideale. Data la prevalenza di sangue canino – attinto in gran parte dal Pastore tedesco – pare essere tutto sommato un cane stabile e ben addestrabile.

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Mattia Ceruti

Mattia Ceruti

Nato a Monza il 6 gennaio 1997, il mondo animale (dalla zoologia all'etologia, fino alla zootecnia, e alla cinofilia in particolare) è la mia massima passione fin dai tempi del passeggino. In barba alla spasticità che affligge le mie gambe, cammino, cammino e ancora cammino. E quando sto fermo, scrivo, scrivo e ancora scrivo, meglio se a proposito di animali misteriosi e sconosciuti, cani ampiamente inclusi. Sempre che non ci sia qualche animale da osservare dal vivo, o libro interessante da leggere, o bel soggetto da fotografare o ritrarre! Non brillando certo per socievolezza e mondanità, il mio migliore amico è ovviamente il mio - ormai vecchio - cane Clint: bestiaccia indocile da sempre, è però anche grazie a lui che sono diventato il cinofilo che sono ora, e che posso “fregiarmi” del titolo di addestratore ENCI diplomato, e con una ambizione su tutte: aprire le porte della cinofilia pratica ad altri disabili oltre a me, ed educare le giovani generazioni (e non solo) a un rapporto sano e attivo con i nostri amici e ausiliari a quattro zampe.

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