Cani come armi a Sesto San Giovanni: l’aggressione a padre e figlio non è “combattimento”, è maltrattamento.
Cinque contro due, armati di coltelli e guinzagli, con tre cani aizzati per ferire. L’episodio di Piazza Trento e Trieste conferma l’allarme lanciato da Dogsportal: l’abuso delle caratteristiche di razza è una piaga criminale.
Non chiamateli “cani killer” e, per favore, smettiamo di usare il termine anacronistico e fuorviante di “cani da combattimento”. Quello che è successo lunedì 26 gennaio a Sesto San Giovanni ha un nome preciso, che su Dogsportal.it denunciamo da tempo: uso criminale del cane.
Un padre e un figlio sono stati aggrediti in un parcheggio da un branco di cinque ragazzi. Il motivo? Forse un tentativo di furto di una moto, o una “sguardo di troppo”. La dinamica, però, racconta di una violenza pianificata: minacce di morte, un coltello estratto per ferire il ragazzo alla mano e, soprattutto, tre cani di grossa taglia (Malinois, Rottweiler, Cane Corso) utilizzati come armi improprie.
Uno dei cani è stato aizzato contro le vittime, mordendole, mentre i guinzagli venivano usati come fruste. Un’azione di guerriglia urbana in cui gli animali non sono “colpevoli”, ma vittime – al pari degli aggrediti – di una gestione criminale.
“Cani da combattimento”: smontiamo una fake news pericolosa
In queste ore, su diverse testate generaliste, potreste leggere definizioni sensazionalistiche come “cani da combattimento”. È un errore concettuale grave che dobbiamo correggere.
Il “combattimento” implica una pratica illegale specifica tra animali. Qui siamo di fronte a qualcosa di diverso e, se possibile, più subdolo: l’abuso delle caratteristiche di razza. Pastori Belga Malinois, Rottweiler e Cani Corso sono razze selezionate nei secoli per la collaborazione con l’uomo, la difesa e il lavoro. Hanno una tempra, una fisicità e una reattività che, se guidate da mani esperte e cuori sani, producono compagni di vita eccezionali o cani da soccorso insostituibili.
Quando queste doti genetiche vengono sfruttate da delinquenti per intimidire, rapinare o aggredire, siamo di fronte a una forma di maltrattamento. Costringere un cane ad andare contro la sua natura sociale, trasformando la sua fedeltà in aggressività eterodiretta, significa abusare di lui. Il cane non sceglie di essere un’arma; viene addestrato (o peggio, condizionato con la violenza) ad esserlo.
👉 Approfondisci: L’uso criminale dei cani: quando la devianza colpisce anche gli animali
Dogsportal.it è libero grazie a te
Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?
Una deriva criminale annunciata
Il Comitato piazza Trento e Trieste aveva visto lungo. Già nel febbraio 2025 aveva inviato una PEC alle autorità segnalando quel gruppo che stazionava tra l’ex-Torti e il Centro Sarca, con cani potenti gestiti senza alcuna sicurezza.
L’aggressione di lunedì non è un “incidente imprevedibile”, ma l’esito scontato di una mancata prevenzione. Come spieghiamo nel nostro dossier sull’uso criminale dei cani, le gang metropolitane scelgono sempre più spesso queste razze non per amore cinofilo, ma per lo “status symbol” di potere che esse conferiscono e per la loro capacità offensiva.
Finché la legge non punirà severamente chi detiene gli animali in questo modo, togliendoli preventivamente a chi ha precedenti specifici o manifesta comportamenti antisociali, continueremo a contare feriti umani e cani condannati all’eutanasia o alla reclusione a vita in canile.
Sostieni Dogsportal.it con una donazione
Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.
Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni.
Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.
Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏


