Cani da cacciaNotizie sul cane

Chi è Fotis, il cane Cerbero di Kaos?

Nella nuova serie di Netflix compare il cane a tre teste della mitologia greca in una nuova veste. Scopriamola insieme attraverso letteratura e cinema.

Kaos troneggia ai primi posti della classifica di Netflix delle serie più viste delle scorse settimane. Disponibile sulla piattaforma dal 29 agosto scorso, rielabora in chiave contemporanea la mitologia greca, tingendola di dark humor.

Tra Zeus in crisi di mezza età, vestito con una tuta di acetato e angosciato da una profezia, Era come sempre indispettita dalle scappatelle del marito e occupata a intrecciare trame segrete, Dioniso in cerca del suo posto nel mondo e Orfeo, neanche a dirlo, cantante di successo che rinuncia a tutto per ritrovare la sua Euridice nell’Oltretomba, a un certo punto vediamo spuntare delle presenze a quattro zampe… e tre teste. Sono i cani Cerbero, a cui è affidato l’arduo compito di controllare il passaggio delle anime dei morti nell’Ade. Grazie alle attenzioni e alle cure di un compagno umano, Ceneo, riusciamo a conoscere più da vicino uno di questi esemplari, Fotis.

La spettatrice e lo spettatore che un po’ masticano di mitologia e di cinofilia saranno rimasti stupefatti nello scoprire che abbiamo davanti un cane da caccia e non da guardia, per l’esattezza il cane da ferma tedesco a pelo corto anche conosciuto come German Short-Haired Pointer. Perché non cogliere l’occasione per conoscere meglio Cerbero e le sue rappresentazioni?

Chi era Cerbero?

Cerbero è un personaggio della mitologia greca, famoso per essere il custode dell’entrata del regno dei morti. Compare per la prima volta nella Teogonia di Esiodo (VII a.C.) che così lo descrive:

«Lì di fronte si erge il palazzo riecheggiante del dio sotterraneo, di Hades potente e tremenda Persefone. Un cane temibile fa la guardia alla porta, spietato, che possiede una tecnica perfida: a quelli che entrano fa le feste con la coda ed entrambe le orecchie, ma poi non li lascia più uscire; da presso li sorveglia e, chiunque trovi ad uscire dalle porte, lo divora».

Un ottimo cane da guardia per Ade, un po’ meno per le anime dei morti. Cerbero, figlio di Tifone e di Echidna, non sembra così cattivo a ben guardare.

Nonostante l’aspetto non proprio piacevole, a volte descritto con serpenti velenosi al posto del pelo e un latrato paragonabile al rombo di un tuono, è stato più volte ammansito. Sensibile alle focacce di miele, con cui la Sibilla lo addormenta nell’Eneide per permettere la discesa agli Inferi di Enea, e alla musica, con la quale Orfeo lo placa per raggiungere l’amore della sua vita, Euridice, Cerbero mostra qualche difetto come cane da guardia. Lo stesso Ercole, in una delle sue dodici fatiche, sempre con il permesso del proprietario Ade, riesce a portare a passeggio fuori dall’Oltretomba il cane a tre teste, con la promessa di non adoperare armi. Gli dei degli Inferi avevano già preso posizione contro l’uso dei metodi coercitivi!

Nella Divina Commedia, Dante descrive Cerbero come una fiera mostruosa e sozza che vigila sui golosi e li tortura. Il Sommo Poeta non doveva nutrire grande simpatia per i cani o forse non perdonava loro lo sguardo questuante sotto il tavolo per un po’ di cibo, la vera afflizione dei golosi — ancora vivi e vegeti — che si ritrovano a mangiare in compagnia di un quattro zampe.

Razze immaginarie e possibili

Ritornando ai giorni nostri, non è la prima volta che Cerbero fa la sua comparsa su grandi e piccoli schermi. La lista è molto lunga e qui trovate solo qualche esempio. Inizierei dalla recentissima serie Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, in cui i protagonisti sono alle prese con il cane a tre teste dalle sembianze di un Rottweiler.

Mentre, ormai un bel po’ di anni fa, Fuffi proteggeva la pietra filosofale al terzo piano della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Fuffi era stato comprato da Rubeus Hagrid, guardiacaccia e custode di Hogwarts, da un uomo greco. Un riferimento neanche tanto celato al nostro Cerbero.

Per i più nostalgici, non si può non citare Scontro di Titani, film cult del genere datato 1981, in cui si incontra un cane a due teste. Non si trattava di un vero e proprio omaggio ad Ortro, fratello di Cerbero: in realtà gli autori avrebbero voluto un cane a tre teste, troppo complicato per gli effetti speciali dell’epoca.

Solitamente le razze scelte per rappresentare l’animale mitologico sono molossoidi, in alcuni casi Terrier di tipo Bull. Nell’antica Grecia non esistevano le razze odierne e, basandoci sulle fonti storiche, possiamo ipotizzare che Esiodo per ideare Cerbero possa essersi ispirato ai Molossi (https://penelope.uchicago.edu/~grout/encyclopaedia_romana/miscellanea/canes/canes.html ), cani possenti che proteggevano il gregge e custodivano la casa.

Fotis, il pointer a tre teste

Gli sceneggiatori di Kaos hanno, invece, optato per una razza insolita per un cane che dovrebbe essere da guardia: i Cerbero sono dei German Short-Haired Pointer, dei cani da ferma (https://www.dogsportal.it/la-mia-vita-con-un-pointer/ ). I cinofili che hanno guardato la serie non potevano rimanere indifferenti davanti a questa scelta.

Non conosciamo le motivazioni dietro questo cambio di prospettiva. Dal modo in cui Fotis, il cane Cerbero di Ceneo, viene rappresentato in Kaos, si potrebbe trattare di un omaggio di uno degli ideatori o sceneggiatori a un cane conosciuto. Lo si vede nella delicatezza delle scene in cui compare e nella conoscenza di alcune caratteristiche dei cani da caccia. In una delle puntate della serie — cercando di non fare troppo spoiler — Ceneo porta Fotis a fare una passeggiata al guinzaglio, dopo un po’ si siedono e le tre teste lo guardano imploranti per farsi sganciare e correre libere. L’umano esaudisce il desiderio dell’amico a patto che non scappi. Se anche voi che state leggendo siete compagni di un cane da caccia — o avete già divorato la serie televisiva — sapete già come è andata a finire.

Riflettendoci, forse anche l’antico Cerbero aveva qualcosa delle razze da caccia: il latrato “infernale” e la difficoltà nell’essere portato al guinzaglio per passeggiate “rilassanti”.

Persino per Ercole è stato difficile, nonostante avesse già superato undici fatiche.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Searching Dog - Cani da caccia
Partner d’eccellenza

Vivi con un cane da caccia che non va a caccia?

Scopri Searching Dog: esperienze uniche e percorsi dedicati per appagare la motivazione di ricerca e il benessere del tuo compagno a quattro zampe.

Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

Alessia Colaianni ha 69 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Alessia Colaianni