Detenzione a catena vietata: Nichelino punisce il primo caso
Segnalato dai cittadini, il Comune interviene con la sanzione.
Nichelino si conferma all’avanguardia nella tutela degli animali d’affezione.
È infatti il primo Comune del Piemonte ad aver introdotto il divieto assoluto di detenere i cani a catena, anticipando persino l’adozione di analoghe disposizioni da parte della Regione. Una decisione importante, che su Dogsportal.it vogliamo raccontare perché rappresenta un esempio virtuoso per tutto il territorio nazionale.
Nei giorni scorsi, grazie alle segnalazioni dei cittadini e all’intervento tempestivo dell’Ufficio Tutela Animali e della Polizia Locale, è stata elevata la prima sanzione ai sensi del nuovo regolamento comunale. Il caso riguarda un giovane cane Corso, trovato legato con una catena di meno di un metro, impossibilitato ad accedere liberamente a cuccia e ciotole, e costretto in condizioni di isolamento ambientale e sociale gravi.




Il controllo ha rivelato anche l’assenza del microchip, obbligatorio per legge, che ha comportato una seconda sanzione amministrativa.
Un intervento decisivo, reso possibile anche grazie alla presenza dell’Assessore alle Politiche Animaliste Fiodor Verzola, che ha voluto constatare personalmente la gravità della situazione. Un esempio virtuoso che contrasta amaramente con altri casi di maltrattamento, come quello del lupo cecoslovacco segregato su un terrazzo a Torino.
L’importanza di riconoscere il maltrattamento etologico
Tenere un cane a catena non è solo una pratica anacronistica, ma rappresenta un vero maltrattamento etologico: il cane subisce deprivazione di stimoli, isolamento sociale e frustrazione dei suoi bisogni primari. Ancora oggi, purtroppo, il nostro ordinamento prevede solo sanzioni amministrative in casi simili, senza riconoscere il reato penale di maltrattamento, evidenziando una grave lacuna nella tutela degli animali.
In questa vicenda, il proprietario del cane, preso atto della propria incapacità di garantire condizioni di vita dignitose, ha deciso di separarsene. Sono stati così attivati percorsi di affido consapevole, coinvolgendo Polizia Locale, Carabinieri e Servizi Veterinari ASL.
Verso una cultura cinofila più consapevole
Da questo episodio emergono due messaggi chiave:
- La necessità di una cultura cinofila matura: adottare un cane significa prendersi una responsabilità seria, e non semplicemente possedere un “oggetto”.
- L’urgenza di strumenti più incisivi: come il “DASPO cinofilo”, un provvedimento che impedirebbe a chi si è reso responsabile di maltrattamenti di detenere altri animali.
Il Comune di Nichelino, come dichiarato dall’Assessore Verzola, continuerà a investire nella sensibilizzazione culturale e nell’educazione, strumenti fondamentali per costruire una società più giusta e responsabile.
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