Che fine fanno i cani impegnati nella Pet therapy?

È ora di sfatare qualche leggenda metropolitana.

Innanzitutto faccio una premessa. Una delle cose che è sempre stata chiara nel nostro modo di lavorare (Anffas Trentino- San Patrignano e ora LavForLife) era ed è che alla base di una qualsiasi relazione, terapeutica o educativa, c’è il benessere di tutti gli attori, ma in primis quello degli animali.

Questo perché il loro dare sarà sempre maggiore di qualsiasi ricompensa potremmo mai offrirgli.

Che fine fanno i cani impegnati nella Pet therapy?

Per rigor di logica preferisco partire dall’inizio e quindi da una prima domanda:

A che età inizia ad essere attivo negli interventi assistiti un cane?

Le linee guida prevedendo che esso sia adulto. Adulto, biologicamente parlando, si dice del cane quando arriva a piena maturazione sessuale. Ovvero dopo il primo calore per le femmine e quando il maschio alza completamente la zampa durante le marcature. Quindi, rispetto a razza e grandezza, fra gli 8 mesi e l’anno. Ma se riflettiamo dal punto di vista del comportamento, ovvero quando lo stesso diventa più stabile e prevedibile, il cane diventa adulto più tardi. Sempre tenendo conto della razza si potrebbe dire intorno ai 18 mesi e i 2 anni.

Noi, per gli Interventi Assistiti, ci rifacciamo a questo secondo modo di considerare l’adultità.

Quindi iniziamo a pensare di fare collaborare con noi nuovi cani, una volta che abbiamo convinzione che gli stessi siano arrivati a quel grado di maturazione comportamentale. Di solito non prima dei 18 mesi.

Prima di allora, gli stessi sono impegnati solo nel percorso di socializzazione, educazione, preparazione e addestramento. Che prevede nelle sue ultime fasi la presenza passiva nei set e la partecipazione attiva nelle simulazioni di seduta.

La seconda domanda è:

Fino a che età possono lavorare?

A questa domanda non vi è una risposta nella normativa.

Si potrebbe rispondere: finché dimostra piacere a farlo, oppure finché è in forma fisicamente o ancora stabilire un’età precisa.

Anche se per i non addetti potrà risultare strano, decidere che è arrivato il momento di ‘pensionare’ un cane è una di quelle decisioni che un Coadiutore non vorrebbe mai arrivare a dover prendere.

Questo non solo per motivi egoistici, ma perché è spesso evidente il piacere che gli stessi provino a partecipare.

È vero, però, che vivendo con loro tutti i giorni, i segnali di invecchiamento appaiono chiari ad un certo punto. Infatti pur rimanendo inalterata la voglia di stare e fare, le forze fisiche si fanno via via meno così come la velocità o la resistenza.

L’esperienza, abbiamo iniziato nel lontano 1997, ci ha insegnato che sospendere tuot court l’impegno dei cani ha sugli stessi un effetto negativo. Infatti, animali abituati a essere protagonisti di relazioni intense, soffrono la loro mancanza. Così come a mancargli è la possibilità del gioco con gli umani.

Avendo, quindi, la possibilità di scegliere fra vari progetti, con intensità diverse, la scelta è sempre stata quella di riservare ai cani più anziani quelli che prevedessero un sforzo fisico minore, oltre a diminuire il loro impiego in termine di ore svolte.

Arriva però per tutti il momento di sospendere definitivamente e quindi, volenti o no, bisogna fare un ragionamento sul dopo lavoro anche per loro.

Detto che l’impegno, è sempre stato, quello di farli rimanere per sempre componenti del Branco, molto spesso è stata trovata loro una soluzione migliore. Ovvero un’adozione in famiglia.

Fin tanto che la comunità di recupero era aperta prassi voleva che alcuni ragazzi, finito il percorso, portassero a casa con loro il cane con il quale avevano collaborato. Cane che era stato elemento importantissimo nel loro processo di crescita. Altre volte erano degli operatori a farlo oppure amici o sostenitori di Cani da Vita.

Per raccontarvi cosa succede oggi, ho deciso di usare la storia di Luna. L’ultima, in ordine di tempo, ad aver lasciato il Branco per trovare l’affetto di una casa.

Luna, è una labrador miele, nata nel 2009 nella comunità di San Patrignano di Rimini (dove fino a qualche anno fa vi era un allevamento amatoriale) e arrivata, a 60 giorni di vita, nell’allora sede distaccata di Pergine di Trento.

Qui dopo i primi giorni di ‘acclimatamento’ nella nuova realtà è stata affidata alle cure e alla responsabilità di uno dei ragazzi del canile.

I primi mesi, Luna lì ha passati assieme agli altri cuccioli presenti fra giochi fra loro, con gli altri componenti adulti del Branco e le varie persone che animavano la comunità, e varie uscite sull’esterno allo scopo di arricchire le sue esperienze.

Finito questo periodo, intorno ai 6 mesi, ha iniziato a frequentare le classi di Educazione e Addestramento specifiche per la preparazione alle attività assistite. Ha quindi acquisito le competenze, gli autocontrolli e alcune abilità utili al lavoro al quale sarebbe stata eventualmente chiamata successivamente.

Verso l’anno di vita ha poi iniziato a frequentare le simulate, ovvero delle sedute tipo senza la presenza dell’utente, nelle quali i cani si allenano per mantenere o acquisire abilità e i nuovi coadiutori si sperimentano in questo ruolo.

Arrivata all’anno e mezzo e dopo essere stata sottoposta ai vari controlli sanitari e comportamentali, Luna è entrata a pieno titolo fra i ‘cani in aiuto all’uomo’, prima in affiancamento ad altri cani più esperti e poi con dei progetti suoi.

Dal 2011 ad oggi, Luna ha aiutato, reso migliori o divertito tantissime persone. Adulti con disabilità, bambini, ragazzi e anziani delle Rsa hanno potuto godere della sua vicinanza, hanno potuto giocare, passeggiare con lei oppure semplicemente stare sdraiati vicini e godere del suo respiro tranquillo.

Da qualche tempo, era evidente la sua maggior stanchezza dal punto di vista fisico, per un Labrador retriever 11 anni sono una bella età e nonostante la voglia di fare il fisico non sempre risponde presente.

Per tanto le sono state diminuite le attività e da settembre svolgeva una sola ora alla settimana in un progetto che prevede più staticità che movimento.

Qualche settimana fa, è arrivata al presidente della cooperativa LavForLife, che dal 2014 ha preso il posto di San Patrignano nella gestione delle attività e del Branco di Cani da Vita, la richiesta di disponibilità per l’adozione di un cane da parte di una figlia per il padre.

Il cane sarebbe stato affidato al sig. Giancarlo, padre della signora, di anni 82. Un uomo che nella sua vita era sempre stato attivo, ma ora avendo perso molti dei suoi interessi e passava molte ore in casa.

Per lui la figlia cercava un compagno/a per le sue passeggiate in paese, che potesse camminargli al fianco senza problemi, che sapesse aspettarlo sdraiato sotto il tavolo, mentre beveva il suo caffè e leggeva il quotidiano al bar, ma che non necessitasse di cure o attivazioni particolari.

Subito, a tutti è venuta in mente Luna, quale cane sarebbe stato migliore per quel tipo di vita.

Un educatore della cooperativa ha quindi portato Luna a conoscere Giancarlo, e come era prevedibile è stato amore a prima vista.

Giancarlo è stato conquistato non solo dalla dolcezza dei modi, ma anche dal suo passo lento che si sincronizzava perfettamente con il suo, dalla sua capacità di aspettarlo nelle sue abitudini e, anche se difficilmente lo ammetterà, dal fascino che Luna riscuote verso le persone che incontrandolo in paese ora si fermano a salutarlo e a chiedergli di lei.

Da quel giorno Giancarlo e Luna vivono insieme una nuova fase della vita, con un passo più lento, ma sempre avanti.

Luna è un cane nato per aiutare e amare,che continuerà a farlo anche in questa sua fase della vita. Felice di rendere felice Giancarlo come ha reso felici tante altre persone.

Qualcuno sostiene che siano i cani a scegliere noi e non il contrario, che siano uno dei modi concreti in cui la benevolenza degli dei si manifesta a noi umani.

Luna è una di quei cani che dimostrerebbe la verità di queste teorie.

Oscar Zuccatti

Oscar Zuccatti Al Campo Educazione Cinofila asd Progetto UluLove Oscar Zuccatti: Laureato in Sociologia ed Educatore Socio-Pedagogico da sempre affascinato dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Nel suo lavoro di educatore ha la possibilità di incontrare il mondo della Pet Therapy e dal 2011 é responsabile di tale servizio per Anffas Trentino Onlus. Partecipa direttamente a progetti d’intervento in ambiti diversi, svolgendo fino ad oggi più di 4000 ore di attività. Negli anni segue svariati corsi, stages e workshop, oggi è Educatore Cinofilo Fisc di 3° livello, formatore in ambito Iaa (Pet therapy) e preparatore dei binomi. Referente d’intervento per le Eaa Responsabile di Attività Coadiutore del Cane Coadiutore del Gatto e Coniglio Presidente Al Campo asd Componente e cofondatore del progetto UluLove

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