Il concetto di rinforzo spiegato a mia nonna: il rinforzo non lo scegli tu, lo sceglie il cane
Una delle convinzioni più diffuse nell’educazione cinofila è che il rinforzo sia un bocconcino, una pallina, un bravo o una carezza. In realtà, nessuno di questi oggetti è un rinforzo di per sé.
Un rinforzo è semplicemente qualcosa che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta. La sua natura non dipende da ciò che piace a noi, ma esclusivamente da ciò che, in quel preciso momento, ha valore per il cane.
Questo significa che non possiamo decidere a tavolino quale sarà il rinforzo migliore. Possiamo fare delle ipotesi, ma sarà il cane a confermarle o smentirle con il suo comportamento.
Pensiamo al cibo. Sostengono che il cibo sia il rinforzo per eccellenza. Ma è davvero così?
Un cane che ha appena finito di mangiare un pasto abbondante potrebbe ignorare completamente un bocconcino. Lo stesso cane, dopo diverse ore di digiuno, potrebbe fare qualsiasi cosa per ottenerlo. È cambiato il bocconcino? No. È cambiato il valore che quel cane attribuisce al cibo in quel momento.
Lo stesso ragionamento vale per il gioco. Una pallina può essere il premio più desiderato da un cane pieno di energia, ma diventare del tutto irrilevante dopo un’ora di corse, magari con un altro cane.
E lo stesso si può dire per il famoso e spesso incompreso “rinforzo sociale”: se non ci separiamo mai dal cane, se lo accarezziamo in continuazione o peggio lo teniamo sempre in braccio, se siamo sempre pronti ad esaudire ogni desiderio del nostro “re”, che valore avranno mai le nostre attenzioni o le nostre carezze?
Anche l’ambiente modifica continuamente il valore dei rinforzi. Immaginate un cane libero in un prato pieno di odori interessanti. In questo contesto, poter annusare potrebbe avere molto più valore di un biscotto. Se invece si trova in un ambiente povero di stimoli, quel biscotto potrebbe tornare a essere estremamente interessante. Proprio per questo anche la scelta dell’ambiente è importante, soprattutto nelle prime fasi dell’apprendimento.
Il rinforzo quindi è strettamente legato a due concetti fondamentali: la motivazione e la privazione.
Della motivazione e di quanto pesi nel lavoro sportivo si è già parlato su Dogsportal: [motivazione, questa (s)conosciuta LINK: https://www.dogsportal.it/motivazione-questa-sconosciuta/].
La privazione non significa necessariamente togliere qualcosa al cane, ma indica semplicemente quanto una determinata risorsa sia disponibile. Più una risorsa è rara o desiderata in quel momento, maggiore sarà il suo valore. Al contrario, una risorsa continuamente disponibile tende a perdere efficacia come rinforzo. Per questo i giochi che vorremmo utilizzare come premio negli esercizi non dovrebbero essere lasciati a disposizione. Idem per la ciotola del cibo.
Esiste poi un altro aspetto spesso trascurato: ciò che è un rinforzo per un cane potrebbe non esserlo per un altro.
Ci sono cani che farebbero qualsiasi cosa per un pezzetto di formaggio, altri che preferiscono rincorrere una pallina ed altri ancora che considerano la possibilità di seguire una traccia olfattiva un premio immensamente più prezioso di qualsiasi snack.
Non esistono rinforzi universali. Esistono cani diversi, con esperienze diverse, bisogni diversi, gusti e motivazioni diversi.
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Ed è proprio qui che nasce uno degli errori più comuni: scegliere il premio in base ai nostri gusti o alle nostre convinzioni.
L’educazione efficace non consiste nell’avere il premio perfetto, ma nel saper osservare il cane, capire cosa vuole o di cosa ha bisogno.
Ogni comportamento ci fornisce informazioni preziose su ciò che il cane desidera davvero in quel momento. Più impariamo a leggere queste informazioni, più saremo in grado di scegliere rinforzi realmente efficaci.
In definitiva, il rinforzo è una relazione tra una conseguenza e il comportamento che la precede. Se quella conseguenza rende più probabile che il comportamento si ripresenti, allora è un rinforzo. Se non lo fa, indipendentemente da quanto noi la riteniamo “speciale”, semplicemente non lo è.
Per questo dovete inorridire quando sentite un educatore o addestratore o istruttore dire: io uso solo il cibo o io non utilizzo mai il cibo. Stesso discorso vale per il gioco. La mia risposta in questi casi è sempre la stessa, il mio mantra: DIPENDE.
Prendiamo ad esempio i miei working labrador: impazziscono per il cibo, gli piace anche il tira e molla. Ma se stanno facendo riporto, la loro attività preferita, non gradiscono il cibo e non vorrebbero fare il tira e molla, il rinforzo che vogliono in quel momento è andare a prendere il dummy!!
Ed è forse questa la lezione più importante: non è il proprietario a decidere cosa sia un rinforzo. È il cane, con il suo comportamento.
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