[Video]Arvo, il lupo alla riconquista della Sila

Il lieto fine. Il lupo è tornato a casa

Ormai la notizia ha già fatto il giro del nostro bel paese: Arvo, il lupo che nell’ultima settimana ha fatto strage di cuori, è tornato in libertà proprio questa mattina.

Anche il caporedattore Poldo e la redazione di Dogsportal.it avrebbero il piacere di salutarlo, dedicandogli queste mie righe, da modesta scrittrice profana, appassionata e studiosa della Natura e degli animali.

Le vacanze ormai sono finite e anche per me è ricominciata la solita routine, uno sprint che dura una giornata intera, cinque giorni su sette, tra università e lavoro, con giusto uno stacco all’ora di pranzo.

Ore 8.45. Sono già tremendamente in ritardo, ancora in corsa tra bagno e camera con ciabatte ai piedi, con indosso un paio di jeans presi al volo dall’armadio e però ancora la felpa del pigiama a completare quell’inguardabile accostamento di vestiti, quando sento un urlo provenire dal balcone.

“Mimììì! Stanno venendo a prendersi il lupo!”

È mia madre. Napoletana, il che è tutto dire! Santa donna, diligente signora ultrasessantenne da poco andata in pensione, in procinto di stendere il bucato.

Mi affaccio dalla finestra e li vedo, Carabinieri Forestali e il team del Parco Nazionale della Sila, se non al completo, almeno quasi. Tra costoro ho riconosciuto l’inconfondibile Dott.ssa Barbara Carelli, Funzionario Tecnico del Parco Nazionale della Sila, e altri volti che avevo già visto durante alcune iniziative didattiche organizzate dall’Università della Calabria.

Non poteva mancare la stampa, con il cameraman che sgusciava da una parte all’altra per non perdersi la prospettiva migliore e i primi piani, uno dei privilegiati invidati.

Curiosi, curiosi ovunque, affacciati dalle case, compresi noi, io, mia madre, il nostro Pinscher Tedesco Billy e persino il gatto, Zeus.

Eravamo tutti li per vedere un’ultima volta Arvo, tutti eccitati e con i visi sorridenti illuminati dalla meraviglia, dalla felicità e dalla speranza.

ore 9.00. Mando, veloce, un messaggio con la notiziona al Caporedattore Poldo, poi decido di scendere, incapace di trattenere il mio entusiasmo e facendo un’immensa fatica a ricacciare indietro le emozioni del momento, ma gli occhi lucidi sono difficili da nascondere. Avrei dovuto essere già in macchina per raggiungere la lezione di Zoologia, dove ci avrebbe atteso il reverendo Dott. Brandmayr con una interessante lezione sulle scuole filogenetiche. Quel momento, però, io lo aspettavo da quasi una settimana e non me lo sarei perso per nulla al mondo! Faccio salti mortali, giravolte, voli pindarici e, insomma, alla fine riesco ad essere presentabile e così, armata di cellulare per immortalare qualche scatto, mi precipito giù, per tre rampe di scale con pochi atletici salti, degni di una gazellina.

ore 9.13. Arriva il rimorchio dei Carabinieri. Il sole si staglia, lucente in questo cielo mattutino, limpido, l’aria fredda quasi io non la sento più, dopo tutto quel correre e saltellare. Arvo avrebbe fatto ritorno nelle sue foreste in questa splendida giornata di inverno, circondato e accompagnato dall’affetto di moltissime persone. Lo staff della clinica Vetlife ha fatto un lavoro encomiabile e Arvo, di nuovo in forma smagliante, può riprendere le sue avventure senza neanche il bisogno di stazionare in un centro di recupero.

ore 9.26. Un’attesa interminabile! Ci troviamo nel cortile dell’ingresso al pronto soccorso della clinica veterinaria, siamo con il fiato sospeso, trepidanti di poter vederlo ancora una volta, l’ultima si spera. Poi… Eccolo! Il nostro lupo, il lupo della Sila che solo sette giorni fa ha rischiato di non farcela se non fosse stato per i il sig. Giuseppe e la sig.ra Mara.

Sempre con quella delicatezza e quel rispetto che li ha contraddistinti sin dal primo momento, con il Dott. Tiano alla guida del team, Arvo, addormentato, viene spostato nel rimorchio, al sicuro, pronto per affrontare un breve viaggetto verso la sua Sila.

Tutto quel che ci è stato concesso vedere, era il veicolo dei Carabinieri che trainava il rimorchio e con all’interno il nostro Arvo, incamminarsi, dondolando e cigolando, verso quella tanta agognata libertà, verso quella che è la vera casa di questo lupo.

I miei pensieri hanno viaggiato insieme a lui tutto il giorno, ho provato a fantasticare su ciò che avrebbe fatto, dove sarebbe andato, se già avesse rivisto altri lupi…

Chissà se stava sognando i suoi boschi, lungo il tragitto, mentre pian piano iniziava a riprendere già conoscenza. Forse, aperto finalmente i suoi occhi dorati, profondi e saggi, ha pensato che stesse ancora sognando quando ha fiutato i primi odori a lui familiari e scorto lo scintillio della luce del giorno.

Invece no, era ormai realtà. Arvo si è risvegliato dal suo incubo, finalmente a casa!

Buona vita, Arvo, Lupo della Sila, e grazie per averci permesso di incontrarti!

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