La vita dietro una lente: storie di cani e di umani

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Scattare una foto non è semplicemente un gesto automatico, un “click” su un pulsante ed una bella istantanea come risultato: quando i soggetti dello scatto sono persone, e ancor più quando i soggetti sono i loro cani, non si può fare a meno di creare una connessione con loro, che sia per un attimo o per qualche ora.                                                                                                        

Puntare lo sguardo nel mirino e, attraverso l’obiettivo, giungere agli occhi del cane, specchiandosi nelle sue emozioni e nella sua storia. E nella storia di chi vive con lui.

Come si chiama?”                                                                                                                                                                          

Inizia tutto così, da una piccola presentazione.

Da un’annusata per scoprire chi sia questa signorina con un occhio tanto grande e inquisitorio, puntato proprio contro il loro muso.

Perchè, diciamocelo, uno dei principali segnali calmanti nella comunicazione fra cani è proprio distogliere lo sguardo dall’interlocutore: ed io, con la mia grande lente, vado a fare proprio l’esatto contrario. 

Sicuramente sarò famosa nel circondariato canino per essere una gran maleducata.

Lasciarsi annusare, lasciar annusare la macchina fotografica, comunicare e vedere cosa abbiamo da dirci: poi, se va bene, la maggior parte dei cani mi dà il permesso per uno scatto. Altri non ne vogliono proprio sapere, mi danno volontariamente le spalle, e probabilmente è giusto così.

D’altronde neanche io amo particolarmente essere fotografata!

Insomma, scattare permette soprattutto di scambiare due parole, di ascoltare storie, di sperimentare quanto il mondo sia variegato e quanto ogni famiglia possa essere diversa, a modo suo.                                        

Un modo per imparare, forse, a spogliarsi dai giudizi, ad ascoltare il prossimo e a creare un grande bagaglio personale dietro una lente che sembra tanto piccola.

E proprio questo è successo lo scorso sabato a Nichelino (TO), in occasione di una manifestazione di beneficenza per raccogliere fondi destinati agli ospiti dei rifugi e canili della zona.                                                                      

Una miriade di colori, di cani, di famiglie, tutti diversi e tutti a loro modo speciali.

Cani di tutte le razze e tutte le età, soprattutto tanti begli anzianotti ancora in forma come il pinscher Billy , accompagnato dalla figlia Lissy (pochissimi grammi di dolcezza) e dalla loro umana.                                

Chiacchierando con la proprietaria scopro che la loro è una famiglia variegata: oltre a lei e al marito e ai  piccoli Billy e Lissy, fanno parte della famiglia anche due grandi pastori belga lì presenti, Maya e Lady (più altri animali che li attendono a casa!).

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Un piccolo esempio di come il cane piccolo e il cane grande possano perfettamente convivere nella stessa famiglia, ognuno con i suoi tempi e i suoi spazi, oltre i pregiudizi, le paure e l’eccessiva protettività che a volte si riserva ai cani di taglia piccola, che invece hanno carattere e competenze esattamente come tutti gli altri.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Ci sono poi quei cani anziani che dimostrano appena la metà dei loro anni: come Falcon, pitbull grigio dallo sguardo saggio. Recuperato da una precedente situazione di degrado, ammalato, è stato adottato da una ragazza giovane con tutta la voglia di dargli un riscatto per quella vita che non era stata così rosea per lui.

Falcon oggi è in forma, seguito per trattare i suoi problemi di salute, e scopre il mondo in serenità insieme alla sua proprietaria.

Come dice lei,

“Alla faccia del precedente proprietario!”.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Faccio la conoscenza di famiglie che vivono con un cane da anni, come quella di Aron: grande labrador nero che prende posto sulla coperta dell’angolo problem solving e si addormenta beato, mentre il proprietario lo massaggia amorevolmente bisbigliando parole che solo loro due possono ascoltare e comprendere.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

C’è anche chi ha appena adottato un cucciolo: per alcuni il primo cane, accompagnato da tutto il timore di poter sbagliare, di non essere all’altezza, ma allo stesso tempo dall’emozione che solo un nuovo arrivo in famiglia può portare.

E per ogni cucciolo adottato, altrettanti che cercano casa. Come il piccolo Timothy, mix molosso di due mesi e mezzo, sdraiato a suo agio su una copertina mentre mastica il suo gioco di corda.

Tranquillo, posato, lo sguardo dolce e quasi serio per un cucciolo di quell’età.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Parlo con le volontarie lì presenti, conosco ad uno ad uno tutti i cani in cerca di casa, ognuno con la sua storia, il suo vissuto e la necessità di uscire dal canile e di scoprire il mondo insieme ad un gruppo, una famiglia che sia per sempre.

Sul palco presentano la storia di Daiquiri e di Maya, che ha già subito un intervento per protesi d’anca: i fondi raccolti saranno destinati anche a loro.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Si legge l’emozione sul viso delle volontarie, un’opportunità per far conoscere la realtà che quotidianamente vivono, per aiutare a curare i cani di cui si prendono cura e a cui, inevitabilmente, si legano.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Una delle ragazze racconta la storia di Otto, piccolo Yorkshire coinvolto in un incidente, rimasto paralizzato al treno posteriore e abbandonato dalla sua precedente famiglia. Lei se ne è presa cura, gli ha dato stallo e una famiglia in attesa che qualcuno lo adottasse: arrivato il tanto desiderato momento, il marito, a sorpresa, le ha dato un ultimatum:

Se Otto esce da quella porta me ne vado anche io”


Ed Otto è rimasto, ormai parte della famiglia.

Faccio la sua conoscenza poco dopo aver sentito parlare di lui: arriva fiero sul suo carrellino e mette subito in chiaro le cose, qualche scatto e poi via, perchè ha molto da fare.

Un caratterino sveglio che va oltre le disabilità, perfettamente in grado di comunicare e di farsi capire.

© Alice Sciarrone – Dog Photography

Ognuno di loro mi ha permesso di conoscere un pezzo della loro storia e di capire che non esiste solo un modo di essere cane, nè di essere famiglia.

Che dietro ad ogni binomio cane-umano si celano esperienze, trascorsi (positivi e negativi), emozioni, diversi per tutti eppure simili.                             

Nei miei scatti si nascondono storie, di cani e di umani, ed è un piacere raccoglierle, ogni volta.

Alice Sciarrone

"Quando arriva il primo vero cane è come se un uragano stravolgesse la tua vita, chiedendoti di cambiare in meglio. Così è successo a me con Molly, meticcia di 3 anni, un concentrato di energia con un caratterino spigoloso e dolce allo stesso tempo. Sono Educatore Cinofilo e Dog Sitter da qualche anno, ma da quando vivo con lei ho iniziato ad interessarmi sempre più alla visione del cane in quanto tale, ed alla sua comunicazione: un mondo magico fatto di odori, suoni, movimenti, sguardi, che non smette mai di stupirmi. Per questo continuo sempre ad imparare dai cani e a lasciarmi coinvolgere nel loro mondo di perlustrazioni nella natura, piste olfattive, bagni nel fango e nei torrenti: spesso seguendoli con la mia fidata macchina fotografica, occupandomi anche di Dog Photography, per cogliere in uno scatto l'emozione di essere cani!"

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