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Lai-Fi: quando i cani di strada diventano Wi-Fi viventi nella Russia dei blackout

Tra Laika, guerra digitale e cani liberi: cosa racconta davvero il progetto che porta il segnale internet sulle spalle dei randagi

credit immagini:  Ufficio stampa festival Stenograffia

A Ekaterinburg, se si alza lo sguardo dai marciapiedi ghiacciati, può capitare di vedere un cane di strada con una pettorina arancione che emette un segnale Wi-Fi. Un’immagine che sembra uscita da un romanzo distopico: un cane che porta con sé un hotspot mobile per aiutare i cittadini a rimanere connessi quando la rete crolla. E la rete, in Russia, negli ultimi mesi crolla spesso.

La startup dietro il progetto si chiama Lai-Fi. Un gioco di parole geniale e inquietante allo stesso tempo. Perché quando in Russia compare il nome “Lai-”, la memoria corre subito altrove. Corre verso Laika, il simbolo più potente e crudele della propaganda sovietica mascherata da progresso scientifico. La cagna che non è mai tornata, usata per dimostrare che l’Urss era pronta a sacrificare una vita pur di mandare un messaggio al mondo. Ma da sempre tutto questo avviene in ogni parte del mondo.
Ecco perché, già dal nome, questo progetto non può essere letto come una semplice trovata creativa.


Le strade di Ekaterinburg sono diventate un laboratorio: cani di rifugio, nutriti e monitorati, camminano con piccoli modem nelle pettorine. Fin qui nulla che richiami un impiego operativo. Non c’è addestramento, non c’è richiesta di particolari attitudini. L’unico “compito” è esserci. Muoversi. Offrire un raggio di connessione a chi la cerca, in giorni in cui internet viene rallentato o spento per contrastare gli attacchi ucraini con droni.

I blackout digitali sono ormai una parte strutturale della vita russa: si accetta la disconnessione con la stessa rassegnazione con cui si accetta il meteo. Oggi piove; oggi non funziona Telegram. Ma ciò che accade sotto la superficie è ben più profondo. Quando uno Stato può spegnere o accendere la rete a suo piacimento, quando interi distretti vengono scollegati in pochi minuti, quando ogni piattaforma può essere rallentata con un comando centrale, allora la tecnologia non è più un servizio: diventa un campo di battaglia.

In questo scenario, il cane torna ad avere un ruolo. Non un ruolo nobile, né eroico, né particolarmente cinofilo. Piuttosto uno specchio. La presenza del cane viene utilizzata come interfaccia emotiva in un contesto che di emotivo ha ben poco. Non è la “rivincita del randagio”, non è lo storytelling facile del cane che salva l’uomo. È una società in guerra – anche se ibrida, anche se intermittente – che si adatta come può, e che ancora una volta scopre che il cane è un punto di appoggio sociale, un luogo di contatto con ciò che resta della normalità.


Ma quel nome – Lai-Fi – continua a fare rumore.
Perché Laika non è soltanto un ricordo: è una ferita culturale. Una dimostrazione di quanto, nella storia, il cane sia stato più volte utilizzato come simbolo della capacità umana di piegare la vita a un obiettivo politico o bellico o sociale.

Leggi anche: Cani che aiutano l’uomo: tutti i compiti e le specializzazioni

E allora diventa inevitabile chiedersi se questa nuova immagine del cane che distribuisce Wi-Fi nelle strade colpite dai blackout sia davvero solo un progetto creativo e sociale, o se racconti qualcosa di più profondo. Forse non è sfruttamento; forse non è nemmeno innovazione. Forse è semplicemente la conferma che ogni epoca trova un nuovo modo di usare il cane quando i suoi sistemi vacillano.

Chi conosce la storia dei cani liberi russi, con la loro incredibile capacità di adattarsi alle città, ai quartieri, agli spazi condivisi – come abbiamo raccontato qui:
👉 https://www.dogsportal.it/cani-ignoti-dalla-russia/
sa che questo fenomeno non nasce nel vuoto. Il cane libero russo è una presenza radicata, amata, ignorata o temuta, ma riconosciuta. In un certo senso, un pezzo vivente di urbanistica.

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Ed è proprio questa naturalezza della loro presenza che oggi la tecnologia sfrutta. Non con crudeltà, non con violenza, ma con una leggerezza che a volte pesa più della forza. Perché il rischio non è la sofferenza fisica del cane, ma il suo eterno riutilizzo simbolico: da compagno invisibile delle periferie a icona spaziale, e ora a nodo di rete in una guerra che non sembra avere confini netti.


Per noi lettori di Dogsportal.it, questa storia non offre risposte facili.
Ci obbliga però a osservare un fatto essenziale: il cane, ancora una volta, trova un modo per essere utile all’uomo. A volte per scelta culturale, a volte per abitudine sociale, a volte perché noi umani, ovunque nel mondo, continuiamo a usarlo come punto di equilibrio quando tutto il resto traballa.

Forse è questo, più del Wi-Fi, il messaggio da portare a casa.
Un cane che cammina con una pettorina arancione e un modem sul dorso non è un futuro tecnologico che avanza.
È un riflesso del presente: fragile, complesso, pieno di contraddizioni. Oppure è l’ennesima alleanza tra cane e uomo?

E Laika, da qualche parte nella memoria collettiva, continua a ricordarci che quando il cane entra nei simboli di una nazione, difficilmente ne esce indenne.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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