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Orrore in Romania: 15.000 cani uccisi nel canile di Suraia. L’analisi di Sara Turetta

Un’inchiesta svela la mattanza sistematica e brutale all’interno di una struttura privata. Manifestazioni a Bucarest e mobilitazione delle ONG, ma il problema della corruzione e del “business dell’eutanasia” resta radicato.

In Romania è scoppiato uno scandalo che ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata. Da giorni tiene banco la drammatica notizia della morte violenta di circa 15.000 cani, catturati e detenuti in condizioni agghiaccianti all’interno del canile privato di Suraia, nella provincia di Vrancea.

Immagini e video ripresi da telecamere nascoste e diffusi dalla piattaforma investigativa Snoop.ro hanno mostrato una barbarie inaudita: cani tenuti al buio, malnutriti, picchiati, strangolati con lacci o trascinati fuori dalle gabbie per essere soppressi con siringhe di sostanze paralizzanti e iniezioni praticate a freddo, senza alcuna anestesia.

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ATTENZIONE: le immagini contenute in questo video sono forti, reali e documentano atti di estrema crudeltà. ne sconsigliamo la visione a un pubblico facilmente impressionabile.

Il salvataggio dei superstiti e le mobilitazioni

Di fronte a questi documenti incontrovertibili, numerose associazioni e ONG si sono immediatamente attivate. Dopo giorni di forti pressioni, tra il 13 e il 15 febbraio le organizzazioni animaliste sono riuscite a forzare l’inerzia delle autorità e la scarsa collaborazione del proprietario, portando in salvo tutti i cani rimasti nella struttura. Una vittoria amara: i circa 200 cani sopravvissuti sono risultati quasi tutti positivi a malattie gravi, tra cui il mortale cimurro.

L’ondata di sdegno ha portato oltre mille persone, tra attivisti, cittadini, artisti e personaggi pubblici, a manifestare domenica 22 febbraio davanti al Palazzo del Parlamento a Bucarest, chiedendo a gran voce la fine della crudeltà, campagne di sterilizzazione efficaci e pene certe per gli assassini.

Il business dell’eutanasia

Il nodo centrale di questa tragedia risiede in una legge del 2013 che, a seguito di un incidente mortale che coinvolse un bambino e alcuni cani randagi, ha legalizzato l’eutanasia nei canili pubblici per gli animali catturati e non adottati entro 14 giorni. L’eutanasia in un canile privato come quello di Suraia è considerata illegale, ma si è trasformata in un vero e proprio “business della morte” alimentato da fondi pubblici.

Si stima che le uccisioni a Suraia abbiano fruttato contratti per quasi 5.600.000 euro in tre anni. Le inchieste parlano di dinamiche di stampo mafioso: decine di sindaci avrebbero pagato per questi “servizi”, permettendo a società private (il canile di Suraia è di proprietà di un veterinario, ora sotto indagine) di incassare milioni rastrellando e uccidendo non solo cani liberi, ma anche animali accuditi o smarriti e dotati di microchip.

In seguito allo scandalo, alcuni rappresentanti delle ONG (tra cui Fundația Visul Luanei, Humane World for Animals Romania e Asociația Save Our Paws) sono stati ricevuti in parlamento per discutere un pacchetto di riforme volto a eliminare l’eutanasia di massa e a riconoscere, finalmente, gli animali come esseri senzienti.

Il commento di Sara Turetta (Save the Dogs) a Dogsportal

Noi di Dogsportal.it da anni seguiamo e supportiamo il lavoro instancabile di Save the Dogs and other Animals, fondazione nata in Romania nel 2002 proprio grazie al coraggio dell’italiana Sara Turetta. Attraverso il polo Footprints of Joy a Cernavoda, l’associazione combatte ogni giorno il randagismo con sterilizzazioni e cure.

Abbiamo intervistato Sara in passato per parlare del suo libro I cani, la mia vita, ma di fronte a questa nuova emergenza le abbiamo chiesto un commento diretto su quanto emerso a Suraia. Le sue parole delineano un quadro amaro e realistico:

“Sicuramente la manifestazione di domenica è stata molto partecipata, anche se continuiamo a parlare di una minoranza di persone. Non è un tema mainstream. Però sono scese in piazza tante persone che non appartengono al mondo dell’attivismo, perché molti cittadini comuni sono rimasti scioccati da quello che hanno visto. Quindi c’è stato un salto: dalle manifestazioni composte quasi esclusivamente da volontari e attivisti, a una mobilitazione che ha coinvolto anche semplici cittadini. Questo è un grosso passo avanti. E comunque si trattava di un numero significativo di persone.”

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Tuttavia, Sara sottolinea come questo scandalo smonti l’illusione di un reale e definitivo progresso nel Paese:

“Questi fatti non aiutano assolutamente la Romania nel suo percorso di ricostruzione dell’immagine del Paese sui temi dei diritti degli animali. In questi anni di silenzio, e anche grazie ai progressi che ci sono stati soprattutto in alcune città rispetto alla gestione del randagismo, si era un po’ diffusa l’illusione, nell’opinione pubblica europea, che la Romania avesse fatto passi da gigante. Non è così. Sono stati fatti piccoli passi, non passi da gigante, e questo caso lo dimostra.”

La radice del problema, conclude Sara, non è solo la crudeltà, ma il sistema che la tollera:

“Quindi non è solo una tragedia per gli animali, quello che è successo. È una tragedia perché svela di nuovo un livello di corruzione mostruoso. In questo Paese, dopo un apparente arresto di una decina di anni fa, la corruzione continua a essere pervasiva. E quello che è successo è un segnale molto chiaro. Ed è un danno per un Paese a cui io voglio molto bene, a cui Save Dogs vuole bene, e che invece avrebbe tutte le carte in regola per fare uno scatto vero su queste tematiche. È solo una questione di volontà politica. E basta. Queste cose le vedo da vent’anni: è un panorama disastroso. Mi auguro che quelle immagini atroci abbiano aperto le menti e i cuori”.

La strada per la civiltà in Romania (e non solo) passa inevitabilmente per il rispetto delle leggi già esistenti: microchip obbligatorio, divieto di riproduzione per i cani senza pedigree e sanzioni severe per gli abbandoni. Finché i canili rimarranno una discarica a pagamento per una società che non sterilizza i propri animali, i massacri come quello di Suraia continueranno a riempire le tasche di chi specula sulla sofferenza.

🇮🇹 E in Italia come siamo messi?

L’impatto dei controlli NAS sul benessere animale: emerge un quadro complesso e preoccupante. Il 17 ottobre 2024, si è tenuta presso la Camera dei Deputati una conferenza stampa promossa dal Sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, per illustrare i risultati della campagna di controlli condotta dai Carabinieri NAS tra maggio e settembre 2024 su canili, gattili, allevamenti e pet shop in tutto il territorio nazionale.

Le evidenze tratte dal sottosegretario e dai rappresentanti delle forze dell’ordine dipingono un quadro drammatico, caratterizzato da sovraffollamento, maltrattamenti e violazioni sistematiche delle normative a tutela degli animali da compagnia.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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