Parliamo di… cani sul carrellino con “PROGETTO FELICETTO”

Quando si pensa alla vita quotidiana con una cane sul carrellino si crea automaticamente, nella mente della maggioranza delle persone, una lista di aspetti negativi:


– “il carrellino è costoso”;
– “il cane deve essere aiutato a svuotare la vescica”
– “è impegnativo da trasportare”
– “poveretto, io non so se ce la farei”
– “forse il cane preferirebbe non vivere”



Noi vogliamo proporvi un cambio di prospettiva e vogliamo chiederci: quali cose può insegnarci e quali sono gli aspetti positivi, del vivere con un cane “motorizzato” (sì, ci divertiamo a chiamarli così, con ironia)?


Prima di cominciare, bisogna fare una premessa importante però!


Un cane che utilizza questo ausilio ha sicuramente un passato di cui tenere conto: cos’è successo nella sua vita, per cui è sul carrellino?

Questa informazione infatti è fondamentale per capire il perché di tanti suoi comportamenti.

  • Ha provato dolore?
  • È nato già con una condizione di salute che lo ha portato ad aver bisogno del carrellino, oppure ha vissuto un evento traumatico?
  • A che età ha iniziato ad usarlo?
  • Ed ora che va in giro con la patente, come sta, fisicamente e mentalmente?

Quando avremo risposto a queste domande, potremo avere un quadro più chiaro della situazione.

Queste informazioni, sono importanti anche per riconoscere l’unicità e la dignità di questi cani: sono sul carrellino, è innegabile, ma prima di tutto sono Cani e come tale è giusto trattarli.



Ora, va detta un’altra cosa: quello che ci viene richiesto da un cane sul carrellino, è probabilmente quello che sarebbe Dovuto a qualsiasi altro cane. Vi spieghiamo cosa intendiamo:


– è chiaro, per un cane che occupa più spazio (carrellino, ruote a seconda dei terreni e delle stagioni, strumenti vari per la sua pulizia, ecc.) bisogna pensare a riorganizzarli, gli spazi;
– se non passa dalle porte, bisogna aiutarlo;
– ha bisogno di cure quotidiane (per evitare le piaghe da decubito, ad esempio)
– può essere che abbia bisogno di supporto quando si approccia a cani che non lo conoscono (non tutti i cani riescono subito a metabolizzare un cane motorizzato!)
– potrebbe stancarsi di camminare, considerando che il carrellino è comunque un peso da portare con sé 

…quindi?

Se un cane su tutte e quattro le zampe avesse delle esigenze tutte sue, non cercheremmo di soddisfargliele? Nessuno ci obbliga ad avere un cane, il minimo che gli dobbiamo offrire è una vita degna, a prescindere dal suo essere carrellinato o meno!
Questo, per noi, è già il primo punto che un cane sul carrellino ci può insegnare: l’ascolto.

Altro punto fondamentale: la resilienza, ovverola capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Sì sì, lo sappiamo che questa parola ormai va di moda e che forse ha perso anche un po’ del suo valore, a forza di sentirla ma… se non è resiliente un cane sul carrellino, chi lo è?


Provate a pensarci: magari è nato perfettamente camminante sulle quattro zampe, ed in seguito ad un trauma o ad una patologia, si ritrova stravolto. Non è proprio vero che tutti i cani reagiscono immediatamente agli shock, infatti hanno anche loro bisogno di tempo per riconoscere ed accettare la loro nuova identità.
Ma quando questo avviene, si assiste ad una vera e propria rinascita, al pari di una Fenice!

Pensiamo poi alla possibilità di ritornare alla quasi totale autonomia (non tutti riescono a tornare ad essere autonomi nell’espletare i bisogni fisiologici) nel momento in cui appaiono le ruote, nella vita di questi cani. Esattamente: per quanto possa sembrare paradossale ai più, questi cani ci insegnano l’importanza dell’autonomia.


In che senso?

Qualsiasi cosa saranno in grado di fare da soli, assumerà per loro e per noi un valore altissimo che dovremo essere in grado di riconoscere ogni volta.
Propone di giocare? Vuole andare a fare un giro da qualche parte? È curioso? Magari riesce a lasciare qualche marcatura? Grandioso! 


Altro punto importante: la “società canina” non funziona come quella umana. Abbiamo già detto che qualche cane può non essere subito in grado di accettarne uno su carrellino.

La differenza rispetto a quanto accade in umana, però, è che questo nel cane dipende dalla non esperienza e non da un pregiudizio.
Inoltre un cane non guarda un cane sul carrellino pensando: “poverino” ma semplicemente vede com’è.

Quindi ecco un’altra cosa che possono insegnarci: niente pietismo, grazie. 



Questo è un aspetto particolarmente importante: provate a pensare a quante possibilità togliamo a questi cani ogni volta che gli affibbiamo un “poverino”.
Con questa parola gli stiamo togliendo le passeggiate, la gestione in libertà, l’incontro e la socializzazione con altri cani, l’affetto sincero e non derivato dal pietismo, la sua dignità ed identità di Cane.

Con questa piccola introduzione al meraviglioso mondo dei Cani motorizzati speriamo di avervi dato modo di vedere il mondo dei Cani con disabilità da un’altra prospettiva.
Noi siamo convinti di poter imparare quotidianamente da loro!


Elias Ghetti

Educatore cinofilo specializzato in Cani con disabilità

Fondatore di Progetto Felicetto – i cani con disabilità da un’altra prospettiva

Dogsportal Redazione

Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it

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