Benessere del cane

Quando il Cane anziano non ce la fa più, dimostriamo di Essere Umani

Di Mariangela Mariotta

Accettare che il nostro cane sia semplicemente diventato anziano, non è sempre facile.

Ricerca, agility, disc dog, canicross, mondioring, ogni attività, chi per un verso e chi per un altro sono tutti mondi affascinati.

Mondi che permettono di vivere emozioni forti con il tuo cane, che consentono di creare un legame unico e di trascorrere del bel tempo insieme.

Arriva poi un tempo in cui l’agility, il canicross, la ricerca e qualunque altra attività non può più far parte della vita a due perché c’è un momento in cui è evidente che il tuo compagno sta finendo le energie, non ce la fa più. 

Allora inizia il pellegrinaggio da un veterinario all’altro alla ricerca di quello che ti dica quello che vuoi sentirti dire: ha un problema ma si può curare. Ma non lo trovi.

E allora cerchi ancora “qualcuno che sappia dirmi che cos’ha il mio cane ci sarà una soluzione…” e dopo mesi di consulti a destra e a manca ti arrendi alla diagnosi che ti aveva fatto il primo medico:

è tutto normale, è solo anziana. 

Inizia in quel momento la parte difficile:

accettarlo. 

Fino a un po’ di tempo fa vedevo la mia compagna correre sempre più raramente per arrivare a non riuscire a più farlo del tutto.

La stagione della lentezza

È iniziato un nuovo percorso, una nuova stagione quella della lentezza.

Cercare di non pensare com’era lei e com’era il nostro tempo fatto di spostamenti continui, di scoperte, di amicizie, di fango e di pioggia, di sole e di neve, di montagne e di laghi, di giochi e di lavoro, di preparazione e di riposo.

Le ripide e lunghe escursioni in montagna sono sostituite dalle più dolci colline, le lunghe passeggiate quotidiane da lente camminate con mille pause. 

Il campo d’addestramento e gli allenamenti nel bosco per cercare e trovare la sua preda umana son solo un ricordo.

Il piacere di vederla correre tra gli alberi con quel suo naso formidabile, metodica, ostinata e tenace fino a trovare il “disperso”, prendere fiera il suo premio e tornare da me sono fotografie in bianco e nero impresse nella mente.

So che portarsi sulle spalle i ricordi non fanno che appesantire l’oggi ma i momenti vissuti insieme sono stati talmente tanti e intensi che andare oltre e godere solo del presente è un’impresa non da poco.

Forse il segreto è sorridere delle piccole défaillance e gioire degli istanti più felici.

Ora più che in passato è chiaro quanto sia profondo il legame che si crea quando hai un cane e soprattutto quando fai un’attività con lui.

Quella fiducia che costruisci negli anni con un lavoro attento, minuzioso e costante e il rapporto unico che ne deriva fa si che ora, quando la possibilità di cavarsela da soli è quasi nulla, sia sufficiente l’incrocio di uno sguardo, un’annusata alla mano per tranquillizzare l’anima. Forse ora è il momento in cui, più di prima, le sue esigenze sono al centro e ogni giorno variano.

Una nuova esistenza più lenta

È un’esistenza nuova e diversa che non si sceglie, che è difficile da accettare anche se quando prendi la decisione di dividere la tua vita con un compagno a quattro zampe sai che arriverà, prima o dopo ma sempre troppo presto, arriverà.

Non so quanta letteratura ci sia che parla di questo particolare periodo, non sotto l’aspetto di gestione pratica e di salute ma di relazione, di quello che succede emotivamente. È pleonastico dire che è soggettivo ma qualche punto di vista diverso, un confronto con idee differenti a volte aiuta a scorgere un aspetto positivo della situazione.

La stagione del mio cane non è più la primavera, ma come diceva De Andrè, questo periodo ha la dolcezza della sera.

Così un cane anziano è sempre un amico che può dare ancora molto, probabilmente più di ciò che razionalmente siamo in grado di percepire e ha la capacità di tirare fuori la parte più tenera che è in noi, di insegnarci ancora tante cose.

Ora la comunicazione è su una nuova frequenza, dove gli scambi sono più sottili e si raccolgono i frutti di una vita.

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