Quando penso alla nostra società pre-covid19 la paragono al gioco del Tetris.

Di Alessia Volpe – Psicologa.

Tetris.

Quando penso alla nostra società pre-covid19  la paragono al gioco del Tetris. 

Incastri che con maestria immettevamo nel nostro “sistema di vita “ ottimizzando quanti piu appuntamenti e attività. 

Quanto più eri efficace e rapido, tanto più la produzione e il profitto da trarre era l’elemento di successo e guadagno. 

Una legge che era uguale per tutti: per sè stessi, per l’azienda, per l’impiegato, per il libero professionista e persino per la madre che organizza il tempo tra lavoro, figli, casa, cane, gatto, cena e lavatrici, e perché no, anche per quei bimbi che finita la scuola si devono dividere tra potenziamento di lingua straniera, doposcuola,  judo, calcio, catechismo, oratorio e infine i compiti! 

Per molte persone questa era la “quotidiana normalità”, perchè mai osare metterla in dubbio? 

Anzi: si può dare ancora di più!

In molti eravamo presi dal correre senza una reale comprensione dei nostri veri ritmi e senza un ascolto profondo dei bisogni dell’anima per sè stessi e per gli altri.

Quasi tutti egoriferiti ed egocentrati a rincorrere un’immagine costruita e imposta da una società che ha reso credibile l’illusione di vere proprie idolatrie distanti dalla reale essenza dell’essere umano.

Quasi tutti presi dall’”io “e dal “mio “ distaccati  da un reale respiro empatico.

E poi l’impossile si è manifestato: “fermi tutti, mani in alto, questa è una rapina!!”..Ops una pandemia!

Lapsus calami?

Forse.

Tuttavia, potremo addirittura pensare che la pandemia ci ha rapinato di ciò che credevamo fosse la normalità.

Ecco che siamo tutti scesi dalle montagne russe, e ci ritroviamo sospesi in ore, che diventano giornate, che diventano settimane, catapultati nel vuoto e nella riorganizzazione personale o famigliare di tempi, spazi e ritmi. 

Welcome in Slow time.

Panico e sgomento.

Certo il virus fa paura, e una volta realizzato che siamo al sicuro a casa, che fare ?

Il fuori è diventato pericoloso, il dentro è rifugio sicuro.

La percezione del rischio attuale è alta, stiamo sperimentando un turbinio di emozioni e sentimenti contrapposti tra loro: senso di impotenza, paura, ansia, angoscia, incertezza sul futuro e sul dopo, costrizione e limitazione della libertà.

Per certi aspetti alcuni di noi possono essersi sentirsi espropriati delle proprie” basi sicure “, per molti è messa in evidenza la propria solitudine.

In maniera molto inuasuale ci è stato regalato del tempo, e lo possiamo utilizzare ora, senza la pressione precedente a cui eravamo abituati, in maniera del tutto autonoma, svincolati dalla pressione esterna che ci ruba il nostro tempo.

Apparentemente siamo immersi in una situazione che non possiamo controllare, è piu grande di noi.

E’ vero, non possiamo controllare la situazione ma possiamo controllare il modo in cui possiamo reagire a questa condizione, imparando da ciò una nuova prospettiva dell’agire: creare un atteggiamento di azione e non di semplice reazione. 

Ora che siete fermi, respirate lungamente, tirate il fiato.

Guardate il minimo indispensabile la tv.

Percepitevi nella vostra presenza, nel respiro, osservate con nuova curiosità chi vi è accanto, riscopritevi e riscopriteli. 

Approfittate di questa nuova lentezza, riapropriatevi di quella dimensione introspettiva per ascoltarvi e percepirvi come mai sarebbe stato possibile fare prima, ricordatevi qual’ era quel desiderio che attendeva di essere esaudito e tenetelo in serbo per il dopo.

Sviluppate la virtù della pazienza e imparate, quando più le emozioni che ci sovrastano sembrano essere negative, a contrastarle con buone azioni, siate i fautori di un antidoto contro di esse, riprendendo il timone di ciò che desiderate vibri dentro di voi; ed esercitatelo il più possibile, in modo che si trasformi nella vostra nuova abitudine. 

Siate creativi!

Scandite il vostro nuovo “dono del tempo” per immettere nella vostra realtà novità: libri, musica, cucina, giochi, attività con la famiglia.

Tutto questo sarà il “tesoro” per il dopo, per correggere quella “normalità” precedente, riscoprendo una ritmicità ed intimità nuova e riappropriandovi del potere personale su voi stessi.

Operate questo processo di cambiamento e dirigetevi verso la normalità che avete deciso voi, poiché questo percorso vi sosterrà proprio al rientro, quando l’incertezza di come verrà gestito il “post pandemia” sarà tangibile per tutti. 

Dogsportal Redazione

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