Cani d’assistenza in Italia e il decreto che non arriva.
Il ritardo normativo frena il riconoscimento ufficiale di cani d’assistenza diversi da quelli guida per ciechi
Fino al 2023, in Italia, l’unica tipologia di cane d’assistenza ufficialmente riconosciuta dallo Stato era il cane guida per ciechi. Un riconoscimento importante, ma evidentemente limitante rispetto alle tante altre funzioni che un cane d’assistenza può svolgere.
Nella legge di bilancio dello scorso anno, in particolare all’articolo 37, era finalmente stato fatto un passo avanti: il Parlamento aveva previsto l’ampliamento del riconoscimento anche ad altre tipologie di cani d’assistenza. Tuttavia, la normativa rimandava la definizione delle modalità applicative a un successivo decreto interministeriale, da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Siamo a settembre 2025, ma quel decreto non è mai arrivato.
Un vuoto normativo che genera incertezza e penalizza utenti e professionisti
Il mancato rispetto dei tempi indicati (giugno 2025) ha lasciato un vuoto normativo che, come segnala anche APNOCS (Associazione Professionale Nazionale Operatori Cinofili Sociali), sta causando gravi disagi sia ai professionisti del settore, sia ai cittadini che avrebbero diritto di essere accompagnati da un cane d’assistenza certificato.
A oggi, infatti, non esiste alcun documento o attestazione, rilasciata anche da professionisti altamente qualificati o da organizzazioni internazionali, che abbia valore legale in Italia. Ciò significa che la presenza di un cane d’assistenza (non guida) in luoghi pubblici o a bordo di aerei, treni o mezzi di trasporto dipende dalla discrezionalità dei singoli enti o aziende. Alcune compagnie aeree autorizzano l’accesso, altre no. Il risultato è una grande confusione tra i cittadini, che spesso non sanno come muoversi né a chi rivolgersi per ottenere un riconoscimento valido.
Dal punto di vista della formazione cinofila, la situazione è ancora più delicata: i tempi della burocrazia non sono compatibili con quelli della preparazione di un cane d’assistenza. Il lavoro di educatori, istruttori e operatori sociali rischia di essere vanificato da una normativa ferma e incompleta.
L’appello di APNOCS: “Serve un decreto subito, riconoscete i nostri protocolli”
Tra i soggetti più attivi nel sollecitare il Governo c’è proprio l’A.P.N.O.C.S., un’associazione professionale senza scopo di lucro, fondata nel 2014 da operatori cinofili per fini sociali, esperti in Pet Therapy e formatori di cani d’assistenza, sia in ambito preventivo sia attuativo.
L’associazione, presente al tavolo europeo TC 452 sui cani d’assistenza, chiede che venga colmata al più presto questa grave lacuna legislativa, e che i protocolli già validati a livello europeo siano finalmente riconosciuti anche a livello nazionale.
A.P.N.O.C.S è regolamentata dalla legge 4/2013 ed è iscritta nell’elenco ufficiale delle Associazioni Professionali autorizzate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) a rilasciare attestati di qualità professionale ai propri iscritti. Un riconoscimento formale che però, da solo, non basta a garantire diritti reali alle persone con disabilità o bisogni speciali che vorrebbero contare sull’assistenza di un cane appositamente formato.
La posizione di Dogsportal.it
Come redazione di Dogsportal.it, seguiamo da tempo con attenzione l’evoluzione normativa relativa ai cani d’assistenza in Italia. Crediamo sia fondamentale che le istituzioni rispettino gli impegni presi, soprattutto quando in gioco ci sono i diritti delle persone più fragili e il lavoro di centinaia di professionisti seri, formati e certificati.
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