Rabbia a Vittorio Veneto: un cane importato illegalmente dal Marocco, 5.000 animali da vaccinare
Il 27 maggio 2026 una clinica veterinaria di Vittorio Veneto ha segnalato all’Ulss 2 di Treviso un caso di rabbia in un cane meticcio di pelo fulvo, portato in visita dalla sua umana di riferimento per via di sintomi preoccupanti. Le condizioni dell’animale erano gravissime: è stato soppresso nel corso della stessa giornata. La carcassa è stata inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Centro di referenza nazionale per la rabbia, che ha confermato la diagnosi e identificato l’origine del virus: Marocco.
L’animale era stato introdotto illegalmente in Italia, probabilmente a bordo di un’auto, tra il 5 e il 6 dicembre scorsi, a seguito di un viaggio turistico di un familiare della donna. Nessun controllo veterinario, nessun passaporto, nessuna quarantena.
La risposta delle autorità sanitarie è stata immediata. L’Ulss 2 ha disposto la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e i gatti del Comune di Vittorio Veneto: circa 4.400 cani registrati sul territorio e circa 1.000 gatti di colonia, per un totale di oltre 5.000 animali. Il Comune ha emesso un’ordinanza con le indicazioni pratiche per chi vive con animali. I contatti veterinari per informazioni sono disponibili al numero 336231711, quelli medici al 3333360572.
Sul fronte umano, la donna è stata morsa dal suo stesso animale il giorno precedente al ricovero in clinica. In totale trenta persone sono state sottoposte a profilassi antirabbica, per 22 di loro la cura è stata a base di immunoglobulina. Anche i dipendenti della struttura veterinaria sono stati inclusi nel protocollo. I cani entrati in contatto con l’animale nei dieci giorni precedenti, cinque o sei in tutto, sono stati posti in isolamento in canile sanitario per circa sei mesi.
Il direttore generale dell’Ulss 2, Giancarlo Bizzarri, ha dichiarato in conferenza stampa: «Il caso è stato seguito fin dall’inizio con il massimo scrupolo e nel giro di un paio di giorni sono stati mappati tutti i possibili contatti, sia a livello umano che animale. Ritengo quindi di poter dire che non c’è alcun motivo di preoccupazione per la popolazione vittoriese.»
Vale la pena ricordarlo: l’Italia è paese ufficialmente indenne dalla rabbia dal 2013, dopo la lunga emergenza che tra il 2008 e il 2011 aveva colpito il Triveneto attraverso la fauna selvatica. Quel risultato è stato ottenuto grazie a campagne di vaccinazione estensive e a un sistema di sorveglianza epidemiologica che funziona. Basta un solo animale importato senza controlli per rimettere tutto in discussione.
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