Il riporto: l’estrema generosità del cane da caccia

In questo articolo verrà illustrato uno dei metodi grazie al quale è possibile impostare le basi per un corretto riporto.

Partiamo dal presupposto che separarsi dalla preda ancora calda, non è una azione spontanea per tutti i cani, soprattutto se poi devono donarla all’uomo che, secondo il loro parere, non ha avuto merito nella cattura.

Questo è sicuramente un sacrificio enorme in quanto nei cani da caccia è altissima la motivazione predatoria (l’istinto atavico che li spinge poi a cibarsi della selvaggina) .

Il riporto non è un’azione per niente semplice, come è possibile impostare un buon addestramento?

 

Come tutti i comportamenti complessi è necessario dividere l’addestramento in varie fasi e sarebbe l’ideale iniziare a lavorare con un cucciolo.

L’età adeguata varia da soggetto a soggetto, ci troviamo talvolta davanti a cuccioli ben predisposti che rispondono agli stimoli già da piccoli (3/4 mesi) e altri che invece necessitano di maturare.

Tenete comunque presente che con il gioco potete testare la loro voglia di interagire con voi e valutare quotidianamente quando e come iniziare l’addestramento.

Importante è non sottoporli ad allenamenti troppo faticosi e noiosi, divertitevi e fateli divertire!

Occorrente:

  • un gioco per il quale il cucciolo prova particolare interesse.
  • una confezione di stick appetibili
  • una longhina minimo 5m
  • un collare o pettorina

Setting: un luogo chiuso, sicuro, privo di distrazioni sia per noi che per il cane; la vegetazione e l’ambiente non devono interferire nell’addestramento.

Procedimento:

  • Legare il cane con la longhina al collare o alla pettorina
  • Attirare l’attenzione con il gioco
  • Lanciare il gioco a qualche metro di distanza
  • Una volta che il cane è partito verso il gioco pronunciare la richiesta “PORTA”
  • Dopo che ha abboccato il gioco, abbassarsi ed invogliarlo a tornare verso di noi
  • Quando ci troviamo il cane davanti, tirare fuori il premio per farci lasciare il gioco
  • Lodarlo con la voce

Ripetere qualche volta terminando quando il cane è ancora interessato ad interagire con voi. Non lasciare il gioco a disposizione.

Complicazioni:

Il cane non abbocca l’oggetto : trovate qualcosa per lui più interessante; può essere utile semplificare l’esercizio e concentrarsi sulla fase di abbocco anche solamente sull’azione in cui prende qualcosa dalle nostre mani.

Il cane prende l’oggetto ma divaga: con l’ausilio della longhina condurlo verso di noi; evitare strattoni e toni imperiosi. Consiglio anche in questo caso di concentrarsi separatamente sulla fase di “richiamo, lodandolo ed invogliandolo con un tono di voce accattivante per  poi premiarlo una volta che si trova davanti a noi.

Il cane non lascia l’oggetto: evitare assolutamente di levargli l’oggetto con la forza; separatamente dedicarsi alla fase del “lascia” facendolo abboccare e conseguentemente lasciare proponendogli sempre uno scambio per lui favorevole. Quindi lo scambio per lui dev’essere di valore.

Questi esercizi sono validi per cuccioli ma anche per cucciolini o cani adulti.

“Bisogna partire dalla basi per arrivare a qualcosa di più complesso”

In seguito vedremo ulteriori sviluppi e le fasi successive.

Resto a vostra disposizione per dubbi e chiarimenti.

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Andrea Piras

Fin da piccolo amante degli animali, ho sempre avuto cani in famiglia e ricordo che quando passavo dei momenti di solitudine ciò che mi rincuorava era passare del tempo con loro. La loro compagnia mi rendeva felice e non più solo, avere un cane al proprio fianco rende una persona migliore. Nel 2011 ho deciso di frequentare un corso per diventare Educatore cinofilo (figura che aiuta il proprietario e naturalmente il cane ad avere una comunicazione corretta e a risolvere dei problemi di gestione), all’inizio solo per passione personale, poi una volta intrapreso il cammino per trasformarlo in una professione. Opero in tutte le province della Sardegna, principalmente comunque Cagliari, Oristano e Medio Campidano.

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