Viterbo, pitbull uccide un cane: era senza guinzaglio
L’episodio riapre il dibattito sulla gestione responsabile dei cani: cosa dice la legge e cosa possiamo fare per evitare tragedie simili
Un episodio tragico ha colpito il quartiere di San Faustino, a Viterbo: un pitbull lasciato libero, senza guinzaglio né museruola, ha attaccato e ucciso un piccolo cane, staccandogli la testa a morsi. La notizia, riportata da Repubblica.it, ha generato una forte ondata di indignazione tra i residenti, che da tempo segnalano la presenza dell’animale come una minaccia per la sicurezza pubblica.
L’aggressione è avvenuta domenica sera e ha richiesto l’intervento dei carabinieri e dei veterinari della Asl, che hanno accertato le responsabilità e rintracciato il proprietario. Al momento, il pitbull è stato restituito all’uomo, che dovrà ora sottoporre il cane a tutti gli accertamenti comportamentali e sanitari previsti dalla normativa vigente.
Secondo i testimoni, il cane si sarebbe scagliato con estrema violenza sul piccolo animale, colpendolo ripetutamente al collo e al muso. Ma non si tratterebbe di un caso isolato: lo stesso soggetto canino sarebbe stato coinvolto in altri episodi analoghi, anche gravi, già dal 2014, senza però che siano mai stati presi provvedimenti definitivi.
Sui social è esplosa la rabbia. “Tutti sanno e tutti vedono, ma nessuno interviene”, scrive una residente. Molti cittadini lamentano da anni la mancata sorveglianza e la pericolosità del cane lasciato libero nei pressi di aree frequentate da persone e altri animali.
La responsabilità non è del cane, ma di chi lo gestisce
Episodi come questo ci colpiscono nel profondo, soprattutto noi lettori di Dogsportal.it che viviamo quotidianamente il rapporto con i nostri cani come parte integrante della famiglia. Ma è importante ribadire un concetto fondamentale: la responsabilità non è mai del cane in sé, ma della persona che lo gestisce — o che sceglie di non farlo, infrangendo la legge e il buon senso.
Ogni cane ha potenzialità, istinti, caratteristiche comportamentali diverse. Ma la gestione corretta — fatta di educazione, contesto adeguato, sicurezza, consapevolezza — è ciò che fa la differenza.
Un cane lasciato libero senza guinzaglio, specie se di taglia e potenza considerevoli, rappresenta un pericolo oggettivo, per sé e per gli altri. Il guinzaglio non è una punizione: è uno strumento di responsabilità.
Cosa prevede la normativa
In Italia, il proprietario è civilmente e penalmente responsabile del comportamento del proprio cane. L’ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013 (ancora in vigore) impone alcuni obblighi fondamentali:
utilizzo del guinzaglio non superiore a 1,5 metri in aree urbane e luoghi pubblici; obbligo di museruola da portare con sé e applicare in caso di rischio; dovere di controllo e gestione dell’animale in ogni circostanza.
In caso di aggressioni o comportamenti potenzialmente pericolosi, possono essere richiesti accertamenti veterinari comportamentali, percorsi rieducativi obbligatori o, nei casi più estremi, l’allontanamento dell’animale.
Educare, prevenire, proteggere
Per prevenire tragedie come quella di Viterbo, è fondamentale promuovere la cultura della prevenzione. Non serve demonizzare le razze — il pitbull non è “più cattivo” di altri — ma serve educare, formare e vigilare su chi detiene cani con caratteristiche fisiche e comportamentali particolari.
Noi di Dogsportal.it invitiamo tutti i proprietari a riflettere sulle proprie responsabilità. Un cane è un impegno serio, e deve essere gestito con competenza, rispetto e cura. Se avete dubbi, chiedete supporto a un educatore cinofilo professionista, informatevi sulla normativa vigente e fate rete con altri proprietari consapevoli.
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