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Torino: 40 minuti per trovare un Taxi disposto a fare salire un cane guida. La denuncia sui social

Il racconto di Dajana Gioffrè, amica del nostro blog, fa emergere una denuncia in tema di inclusività e diritti negati.

Dajana, nel suo post su Facebook, descrive un’esperienza alquanto spiacevole vissuta a Torino, quando si è vista rifiutare l’accesso ai taxi a causa del suo cane guida.

Ecco le sue parole, che sintetizzano una notte di frustrazione e discriminazione:

“Passi una bella serata con le amiche in centro. Di autobus non ne passano più e decidi di prendere un taxi. Tutto regolare direte voi, ma non e’ così se hai un cane guida. Inizi a chiamare alle 23:36. Alle 23:59 tutto tace, una signorina che ha scordato che sono una cliente mi spiega che avrei dovuto avvisare della presenza del cane, perché molti tassisti non li caricano. Frustrata le rispondo che la legge dice diversamente, che la mezzanotte è passata e che doveva fare il suo lavoro e cioè farmi arrivare un’auto. Risposta: “ci provo”.

I minuti passavano e un signore che ha assistito a questi 40 minuti di delirio aspetta con me, chiama a sua volta la centrale finché, finalmente, arriva un taxi. Metto piede in casa alle 00:40. Le mie amiche senza cane guida alle 23:48. Se non e’ discriminazione questa ditemi voi cos’è, perché forse io sto perdendo le parole.

Nella foto io e il mio cane guida Camilla, l’essere più importante della mia vita.”

Torino: 40 minuti per trovare un Taxi disposto a fare salire un cane guida. La denuncia sui social

Questa vicenda solleva seri interrogativi sulla consapevolezza e l’educazione dei cittadini italiani riguardo ai diritti di accesso e di movimentazione dei cani guida per non vedenti.

Nonostante le leggi esistenti a livello nazionale, regionale e comunitario, esistono ancora molti pregiudizi e atteggiamenti aggressivi nei confronti di queste persone e dei loro compagni a quattro zampe.

Il 16 ottobre celebreremo la giornata nazionale del cane guida, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e ricordare gli strumenti normativi di cui disponiamo per un utilizzo pieno e consapevole dei cani guida. Ma cosa dice la legge italiana al riguardo?

La legge n.34 del 1974, modificata nel 2006 dalla legge n.60, dichiara punibile la discriminazione di un non vedente accompagnato da un cane guida. I gestori dei mezzi di trasporti e i titolari di esercizi che ostacolano l’accesso ai non vedenti accompagnati dal proprio cane guida rischiano multe dai 500 ai 2.500 euro.

Il cane guida, tra le altre cose, può entrare in qualsiasi esercizio aperto al pubblico, accedere in spiaggia, non ha l’obbligo di portare la museruola né di avere al seguito paletta e sacchetto per la raccolta delle deiezioni, non paga il biglietto per i mezzi pubblici, può accompagnare il non vedente anche su traghetti e aerei, in Italia e all’estero, e può viaggiare alloggiato sul sedile posteriore insieme al non vedente da esso accompagnato.

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Il cane guida è fondamentale per la vita di un non vedente e deve essere rispettato e protetto. Sottolineiamo inoltre che l’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 all’art. 5 ha escluso l’uso della museruola e del guinzaglio ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.

Sul fronte fiscale, la normativa italiana prevede detrazioni per l’acquisto e il mantenimento dei cani guida, considerate oneri agevolati. Anche in ambito lavorativo, la legislazione europea e italiana tutela il diritto di accesso dei cani guida, con l’obbligo per i datori di lavoro di garantire un ambiente lavorativo rispettoso dei principi di uguaglianza e pari opportunità.

Speriamo che il futuro possa regalarci maggiore attenzione, maggiore cultura, maggiore empatia, ma soprattutto il rispetto e la conoscenza delle regole.

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