Vendere un cane all’estero: le norme da conoscere e come fare
La vendita di cani all'estero rappresenta un'interessante opportunità per gli allevatori, sia per espandere il proprio mercato che per garantire ai propri animali una nuova famiglia anche oltre i confini nazionali.
Tuttavia, questo processo non è privo di complessità burocratiche e legali. Esistono infatti specifiche normative e regolamentazioni che devono essere seguite con attenzione, per assicurare che la transazione avvenga nel rispetto delle leggi italiane ed estere, evitando problemi giuridici e assicurando la protezione e il benessere dell'animale.
Vendita cani all'estero: cosa dicono le leggi
Per vendere un cane all'estero è fondamentale conoscere le norme specifiche del paese di destinazione. Ogni nazione ha le proprie leggi riguardanti l'import-export di animali domestici, che possono includere requisiti di vaccinazione, periodi di quarantena e documentazione sanitaria.
Ad esempio, l'Unione Europea ha regole rigorose, secondo cui i cani devono essere identificati con microchip, vaccinati contro la rabbia (quindi possono entrare in UE solo dalla quindicesima settimana di vita) e accompagnati da un libretto sanitario valido e correttamente completato.
Nella maggior parte dei paesi UE, inoltre, chi si occupa del commercio o dell’allevamento di cani deve disporre di relativa autorizzazione, sia per importare che per esportare animali.
Infine, bisogna verificare se nello stato di destinazione siano in vigore restrizioni su determinate razze. Questo perché alcuni paesi vietano l'ingresso di razze considerate pericolose o aggressive.
La documentazione e gli aspetti fiscali
La vendita di un cane all'estero richiede una serie di documenti opportunamente preparati e verificati. Tra questi, il certificato sanitario, rilasciato da un veterinario autorizzato, è uno dei più importanti. Esso attesta che il cane è in buona salute e conforme ai requisiti del paese dove è diretto.
Un altro documento cruciale è il certificato di origine o pedigree, rilasciato da un ente cinofilo riconosciuto, che conferma razza e genealogia del cane. Tale certificato è rilevante per i cani di razza, in quanto ne stabilisce autenticità e valore: aspetti a dir poco essenziali in una compravendita.
Per quanto riguarda la tassazione, gli allevatori devono essere consapevoli delle imposte applicabili alla vendita internazionale di cani. In Italia è soggetta all'IVA al 22%. Quando si aliena un cane a un acquirente estero, l'operazione è considerata esportazione, con diverse implicazioni fiscali. È consigliabile consultare un commercialista esperto per assicurarsi di adempiere a tutti gli obblighi.
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Le sanzioni per il commercio illegale di animali variano da stato a stato. In Italia la legge prevede che tale reato sia punibile con la reclusione da tre mesi a un anno e sanzioni da 3.000 a 15.000 euro.
Le soluzioni specializzate per il trasporto di animali
Il trasporto di un cane in un paese straniero deve essere quindi effettuato seguendo precise norme di sicurezza e benessere animale, come ad esempio quelle previste dalle compagnie aeree.
Per gli allevatori che desiderano evitare le complessità logistiche, esistono realtà specializzate in questo tipo di servizio. Bliss Pets, ad esempio, offre soluzioni complete per il trasporto di animali domestici in tutto il mondo, occupandosi di tutti gli aspetti del viaggio, dalla preparazione dei documenti necessari al trasporto sicuro e confortevole dell'animale fino alla destinazione finale.
Affidarsi a una società specializzata non solo garantisce che tutte le normative siano rispettate, ma offre anche la tranquillità di sapere che il cane sarà trattato con cura e professionalità durante tutto il viaggio. Questo è importante quando si tratta di animali pregiati o che necessitano di attenzioni particolari.
Seguendo attentamente tutte le procedure legali e logistiche, è possibile così garantire una transazione sicura e di successo, assicurando allo stesso tempo il benessere dell'animale.
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