Cani in Senato, ma niente gatti: cosa avranno mai combinato?
Finalmente, dopo mesi di indiscrezioni, arriva l’ufficialità: i cani potranno entrare in Senato. Una conquista di civiltà? Un passo avanti per il benessere animale? Un’epocale rivoluzione a quattro zampe? Forse. Certo è che, tra le righe del regolamento approvato da Palazzo Madama, spicca un’assenza inquietante: i gatti non sono ammessi.
Cani in Senato si. Gatti in Senato no.
Cosa avranno mai fatto di così grave i nostri amici felini per meritarsi una simile esclusione? Troppo indipendenti? Troppo aristocratici per il Senato della Repubblica?
Chi può portare il cane in Senato?
Il regolamento consente l’ingresso solo ai cani e solo per alcune categorie: senatori in carica, dipendenti dell’Amministrazione, dipendenti dei gruppi parlamentari e collaboratori dei senatori. Ognuno di loro potrà portare un solo esemplare, previa autorizzazione e nel rispetto di un rigido protocollo.
Non stiamo parlando di una passeggiata al parco: l’animale dovrà entrare rigorosamente in trasportino (se di piccola taglia) o al guinzaglio non più lungo di 1,5 metri. Inoltre, sarà vietato varcare l’ingresso principale di Palazzo Madama: i cani dovranno accedere solo dagli ingressi secondari, quasi fossero una delegazione straniera di serie B.
Ma i gatti?
E qui torniamo al vero enigma. I felini sono stati silenziosamente depennati dalla lista degli ospiti ammessi in Senato. Qualcuno avrà temuto che un gatto, una volta entrato, si sarebbe subito seduto sulle sedie più alte del potere, osservando con indifferenza le sedute parlamentari? O forse che, con il loro proverbiale distacco, avrebbero ignorato le regole, ritenendosi superiori al protocollo?
La verità è che ci saremmo aspettati di più. Se davvero il Senato voleva dare un segnale per il benessere animale, perché non allargare la norma ad altri animali d’affezione, come gatti, conigli e furetti? Oppure – ironia a parte – perché non affrontare riforme più incisive per il rispetto degli animali nel nostro Paese?
D’altronde, noi di Dogsportal.it avevamo già scritto una lettera aperta al Presidente del Senato Ignazio La Russa, invitandolo ad andare oltre il semplice permesso di ingresso ai cani. Ma nessuna risposta. Ci avrà forse scambiati per gattari?
Se vi siete persi la lettera, la trovate qui:
👉 Leggi la nostra lettera aperta al Presidente del Senato
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Nel frattempo, gatti, conigli e altri animali dovranno restare a casa. Chissà, magari si consoleranno osservando dall’alto della libreria il mondo che va avanti… senza di loro.
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