Notizie e approfondimenti sul lupoTutte le notizie sul cane

Il ritorno dei metalupi: cosa c’è di vero?

La prima forma di de-estinzione è realtà o solo una spettacolare operazione di ingegneria genetica?

La notizia è ovunque e di certo è di quelle che fanno rumore: un’azienda texana che si occupa di biotecnologie (Colossal Biosciences) sostiene di aver fatto sostanzialmente “risorgere” un grosso canide estinto da oltre 12 mila anni.

Il nome scientifico di questo predatore, che ha ispirato i famosi metalupi della serie “Il trono di spade”, è Aenocyon dirus, che significa “enocione terribile”.

Web e altri media pullulano di foto e video dei tre canidi, battezzati Romulus, Remus e Khalesi (un personaggio de “Il trono di spade”), sia da cuccioli sia ora, che sono già grandicelli e corrono in uno spazio recintato con barriere di circa 3 metri di altezza.

Non appena lo notizia ha iniziato a circolare in Rete, istintivamente si è pensato a una fake ben architettata, ma con il passare delle ore la cosa ha assunto invece caratteri di ufficialità, visto che è stata ripresa con ampi articoli dai principali organi di informazione di mezzo mondo, New York Times incluso.

Dunque, dopo anni di dichiarazioni circa la fattibilità di un processo di de-estinzione recuperando il DNA presente nei resti di animali vissuti in un’era lontana decine di migliaia di anni, quasi sempre riferito a mammut lanosi, la fantascienza è divenuta realtà, a quanto pare, ma per una specie molto diversa: un grosso carnivoro, ben più grande del lupo grigio euroasiatico, che viveva solo in Nord America.

A ben guardare, la faccenda è controversa. Perché per parlare di de-estinzione, quindi del ritorno di una specie scomparsa totalmente dalla faccia della Terra, si dovrebbe ottenere un animale geneticamente identico ai suoi antenati. Così non è.

La Colossal Biosciences ha infatti annunciato di aver dato vita a cuccioli con caratteristiche dell’enocione mediante una serie di interventi basati su un genoma ricostruito. Quest’ultimo è stato ottenuto da sequenze di DNA di enocione recuperato da reperti fossili risalenti a un periodo compreso tra 11 mila e 72 mila anni fa.

Le informazioni disponibili sulla tecnica impiegata restano però piuttosto scarse e, al momento, non sono state pubblicate su riviste scientifiche sottoposte a peer review. 

Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda, i ricercatori avrebbero utilizzato il lupo grigio (Canis lupus lupus) per sviluppare linee cellulari su cui lavorare. Poi sarebbero state apportate 20 modifiche genetiche su 14 geni diversi. Ma di queste variazioni, soltanto 15 deriverebbero direttamente dal patrimonio genetico dell’enocione. 

Gli “embrioni” sarebbero poi stati impiantati in cagne domestiche provenienti da rifugi e portati fino alla nascita.

Dunque, siamo di fronte a una modifica genetica del lupo grigio fatta partorire a cagne domestiche, non alla de-estinzione del “metalupo”.

Anche perché, contrariamente a quanto si pensava fino a qualche tempo fa, il lupo grigio e l’enocione non sono affatto “parenti stretti”: le loro linee evolutive si sono separate ben 6 milioni di anni fa!

Tuttavia, secondo la dottoressa Beth Shapiro, responsabile scientifico dell’azienda texana, «tutto dipende da come si intende e si delimita il concetto stesso di specie: io penso che la miglior definizione di “specie”  è che se sembra quella specie, agisce come quella specie e riveste il ruolo di quella specie, allora è quella specie». 

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

E grazie al… canide, viene da dire. Tra l’altro, non risulta che i tre “metalupi” abbiano modo di mettere in atto i comportamenti tipici della specie in questione, visto che vivono in un’ampia area recintata accuditi da esseri umani, non nelle vaste praterie a caccia di bisonti, quindi due su tre delle affermazioni della scienziata non hanno fondamento. 

In ogni caso, la nascita di queste tre creature, tutte dal mantello candido e caratterizzate da tratti morfologici molto simili a quelli del lupo grigio ma con dimensioni maggiori, pone diversi quesiti, a cominciare dal “perché”. 

Totalmente impossibile, infatti, che i tre “risorti” possano essere liberati in natura, per ovvie ragioni. Dunque, la loro esistenza sarà quanto di più lontano da quella di un predatore sociale simile al lupo.

La Colossal Biosciences, inoltre, non è un ente benefico ma un’azienda che fa affari e che dalla ricerca di questo genere intende ricavare profitti. Come? L’unico modo possibile, ed eticamente ammissibile, sarebbe il salvataggio di specie in via di estinzione grazie alle competenze biotecnologiche che possiede e che potrebbero essere acquistate da governi o enti protezionistici.

Altre ipotesi, come la creazione di ibridi tra passato e presente destinati a un mercato di milionari come “rarità” o, peggio ancora, a riserve di caccia per psicopatici molto ricchi, fanno ribrezzo solo a pensarci.

Ma ricordiamoci in che tempi viviamo: tempi di guerre e genocidi che nessuno vuole fermare, di folli al comando di potenze mondiali con il plauso delle loro stesse vittime, prima di escludere che possa andare esattamente così.

🎓

Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

Leggi tutti gli articoli dell’autore →

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

Andrea Comini ha 133 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Andrea Comini

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy